Finite le vacanze si torna in città! Ci aspetta un autunno ricco di iniziative, mostre ed esposizioni in tutta Italia e nel resto d’Europa. Vediamo adesso quelle che potrebbero essere le più interessanti nel nostro paese.

Paul Klee. Alle origini dell’arte

Andando in ordine cronologico, dal 26 settembre al MUDEC di Milano si potrà rivivere il primitivismo, movimento artistico che ha attraversato la cultura europea tra fine ‘800 e inizio ‘900 influenzando il lavoro di vari artisti, tra cui lo svizzero Paul Klee.

Una mostra che mette a confronto opere primitivistiche di Kleedipinti, acquarelli e disegni–  con oggetti dell’antichità classica e manufatti della collezione etnografica del Mudec.

mostre autunno 2018

Il concetto di primitivismo in Klee assume connotazioni diverse rispetto a quelle comunemente utilizzate. L’artista cerca in opere d’arte “primitive” – e in repertori desueti – quella deformazione, che gli permette di infrangere il gusto monumentale e anticheggiante, entro cui si era formato a Monaco. Klee è convinto che alle origini dell’arte ci sia una religione, un popolo, una comunità storica e linguistica provvista di simboli comuni e riti condivisi.

Ed è convinto che occorra oltrepassare le iconografie tradizionali.

A partire dal 1912-1913 Klee dissemina le proprie immagini di ideogrammi, rune o elementi “alfabetici” di invenzione. Si sforza di rinviare l’osservatore al processo che sta dietro l’immagine. Di sollecitare in lui domande attorno al senso di ciò che vede. Di indurlo a leggere e decifrare con attenzione.

Il quadro si trasforma in una sorta di pagina di diario metafisica. L’opera non si osserva più o meno fuggevolmente, ma si legge a vari livelli, come una sorta di partitura musicale. L’artista concepisce l’arte in modo nuovo, mistico, appunto, in un rapporto indissolubile tra pittura e musica, immagini e parole.

La mostra, a cura di Michele Dantini e Raffaella Resch, sarà in esposizione fino al 27 gennaio 2019.

? War is over. Arte e conflitti tra mito e contemporaneità 

Nel mese successivo, dal 5 ottobre al 13 gennaio al Museo d’Arte della città di Ravenna, curata da Angela Ecce e Maurizio Tarantino, si terrà un’esposizione concentrata sul rapporto artista-guerra.

La mostra propone l’idea che il contrario della guerra non sia la pace bensì il dialogo, il conflitto dominato, la dialettica.

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E null’altro svela meglio questa realtà quanto il lavoro degli artisti. L’arte è un’azione dell’uomo che interpreta l’aspirazione alla libertà di pensiero, di credo, di creazione, ed è agli antipodi di ogni tipo di violenza.

Il linguaggio contemporaneo ha assunto ogni forma, dal quadro alla fotografia, dal wall drawing alla perfomance. Divenendo uno degli strumenti di denuncia e di espressione più diffuso e trasversale. Il linguaggio contemporaneo è ora capace di addentrarsi negli scenari di guerra. Di interpretarne l’energia vitale come di denunciarne gli orrori, o di connotarsi come puro atto di liberazione.

La mostra esplora questo tema anche attraverso opere che sondano la mitologia, strumentalizzata in ambito bellico o nata dalle guerre stesse. Si spazia dalle scene di battaglia agli strumenti di offesa e tortura. Dalla rappresentazione del potere e dei volti dei vinti, al vitalismo e al primitivismo come sublimazione delle profonde pulsioni che agitano l’animo.

Si tratta, perciò, di una mostra né pacificatrice né consolatoria. Il percorso espositivo è volto a sottolineare la ricchezza, la fluidità, l’energia di poetiche differenti ma costantemente impegnate. Mai dimentiche degli ostacoli che la realtà frappone alla realizzazione dei sogni, tanto più se si affidano a un irenico domani.

Gli artisti in mostra sono numerosissimi, spaziano da Marina Abramović a Davide Cantoni, da Robert Capa a Giorgio De Chirico, da Antonio Mancini a Michelangelo Pistoletto insieme a tanti altri.

Mostra a Palazzo Blu: Da Magritte a Duchamp. 1929: il Grande Surrealismo dal Centre Pompidou

Spostandoci in Toscana, dall’11 ottobre al 17 febbraio, a Pisa, si terrà  la mostra che vedrà esposte circa 90 opere prese in prestito dal Centre Georges Pompidou di Parigi.

Per la prima volta in Italia, l’istituzione francese presterà una serie di capolavori esposti nella collezione di quella che è la più importante istituzione europea dedicata all’arte del Novecento.

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Il percorso espositivo e la selezione delle opere sono curati da Didier Ottinger. Luminario del museo francese, tra i massini esperti al mondo dell’opera di Magritte, di Picasso e dei surrealisti. Le opere spazieranno tra capolavori pittorici, sculture, oggetti surrealisti, disegni, collage, installazioni e fotografie. In arrivo a Pisa per mostrare la straordinarietà del Surrealismo. Tutti lavori prodotti intorno al 1929, anno cruciale per gli artisti che in quell’epoca vivevano a Parigi.

I Macchiaioli. Arte italiana verso la modernità

Anche per questo nuovo anno il capoluogo piemontese si conferma tra le più vivaci città italiane. Con tante nuove mostre e appuntamenti culturali, che faranno la felicità dei torinesi e anche dei turisti in visita nella bella città sabauda.

La GAM di Torino propone, dal 26 ottobre al 24 marzo, la mostra I Macchiaioli. Arte italiana verso la modernità. Con 80 opere provenienti dai più importanti musei italiani, enti e collezioni private che vanno a costruire un ricco racconto artistico sulla storia del movimento.

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Protagonisti di questa importante mostra sono gli antefatti. La nascita e la stagione iniziale e più felice della pittura macchiaiola. Il periodo che va dalla sperimentazione degli anni Cinquanta dell’Ottocento ai capolavori degli anni Sessanta. L’esperienza dei pittori macchiaioli ha costituito uno dei momenti più alti e significativi della volontà di rinnovamento dei linguaggi figurativi, diventata una priorità alla metà del XIX secolo.

Questa coraggiosa sperimentazione porterà a un’arte italiana moderna, che ebbe proprio a Torino, nel maggio del 1861, la sua prima affermazione alla Promotrice delle Belle Arti.

Futuruins. Il corpo e la pietra

Con l’arrivo di dicembre, dal 14 per essere precisi, a Venezia ci sarà l’occasione di scoprire l’importanza e ammirare la straordinarietà delle “rovine”. Fino al 24 marzo, presso Palazzo Fortuny si svolgerà Futuruins. Il corpo e la pietra. A cura di Daniela Ferretti, Dimitri Ozerkov e Dario Dalla Lana.

L’estetica delle rovine è l’elemento cruciale nella storia della civiltà occidentale. Simboleggia la presenza del passato, ma allo stesso tempo contiene in sé la potenzialità del frammento. La rovina viene dal passato, conferisce ricchezza di senso al presente, dona consapevolezza ai progetti futuri.

La mostra cercherà di spaziare nei secoli per punti. Dalle prime mitologie della distruzione, fino al terrorismo iconoclasta di Palmira, per arrivare alle macerie delle Twin Towers.

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Il crollo delle architetture evoca la decadenza della civiltà che le ha prodotte. Il parallelo edificio-corpo diviene l’elemento rivelatore. Che da un lato rimanda alla caducità della vita umana e alla corruzione dei corpi, dall’altro apre al concetto di ciclicità,  all’alternarsi nella storia di crisi e rinascite.  Anche oggi la contemplazione delle rovine può essere fonte di una nuova consapevolezza.

Mantegna & Bellini e la ritrattistica di Lotto 

Fuori dall’Italia, dobbiamo andare a Londra per non perderci due appuntamenti notevoli.

La grande arte del rinascimento italiano farà  da protagonista alla National Gallery. Dove saranno presentate nei prossimi mesi non una, bensì due mostre di grandissima importanza. La prima, che aprirà il 1 ottobre sarà il naturale sviluppo del focus presentato negli scorsi mesi alla Fondazione Querini Stampalia di Venezia. Che ha accostato le due Presentazioni di Gesù al tempio di Giovanni Bellini e Andrea Mantegna.

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La seconda mostra, al via il 5 novembre consisterà nella tappa londinese di un progetto sviluppato in collaborazione con il Museo del Prado di Madrid dedicato alla ritrattistica di Lorenzo Lotto.