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Incontro con Ilaria Innocenti

Ilaria Innocenti fa parte delle nuove leve del design italiano. L’abbiamo incontrata nel suo studio di Milano, uno studio condiviso e ricco di creatività. Entrando si viene accolti dai colori e da un immenso archivio di prototipi che ancora oggi si utilizzano per shooting fotografici. Si racconta a That’s All Trends mostrando i suoi progetti realizzati e lasciando un po’ di suspance su ciò che è in preparazione per i prossimi eventi del settore.

Conosciamo meglio Ilaria Innocenti

Ilaria Innocenti arriva da Maranello, nel modenese, una zona pulsante non solo per il settore automobilistico ma anche per quanto riguarda la produzione della ceramica. Ed è proprio questa a segnare la sua vita. Lei stessa si definisce come “cresciuta nella polvere” del laboratorio in cui giocava fin dalla tenera età.

Nasce e cresce infatti nell’ azienda della madre, da cui conferma di aver ricevuto l’imprinting maggiore, lei si occupa proprio di rivestimenti. È esattamente questa crescita comune, per la madre professionale, per lei artistica, che determina la predisposizione verso le materie plastiche e quindi alla manualità.
Si può dire che la madre diventi la musa ispiratrice, nonché un valido supporto tecnico per i contatti con artigiani e fornitori che permettono ad Ilaria di portare a termine le prime realizzazioni.
Scopre così il percorso da design del prodotto abbandonando la strada che a livello scolastico l’aveva condotta verso la progettazione di interni. Il legame con la creazione manuale è troppo forte per essere abbandonato.

ilaria-innocenti-_-muselet

I primi progetti

Confesso di averla conosciuta tempo fa per essere rimasta colpita da due sue idee: Muselet e Abobe, così mi faccio raccontare qualche dettaglio in più delle due opere. Muselet nasce per Incipit nel 2014 presentato al Fuorisalone di Lambrate, Adobe nel 2013 in mostra al Salone Satellite. Entrambi dimostrano quanto la ceramica abbia il ruolo da protagonista, così naturale, così pulita; insomma rispecchia a pieno le origini di Ilaria che procede su questa linea creativa.
Da qui capiamo anche quanto Il Salone del Mobile di Milano e gli eventi correlati abbiano avuto un valore determinate per la carriera di una giovane designer come lei, un palcoscenico dove incontrare produttori, sponsor, designer di alto livello che riconoscano i nuovi talenti.

Rimanendo tra i materiali del territorio Ilaria Innocenti realizza anche tappeti valorizzando la lana, un materiale da colorare “come una tela tridimensionale”. Dalla realizzazione a contatto con abilissimi artigiani sardi passa a mettere ordine nella produzione aziendale di Karpeta per la direzione artistica a partire dal 2012.
“L’amore per la lana è nato in modo quasi casuale” confessa, in fondo “sono tutte superfici” continua, anche se quello della stoffa resta ancora un territorio da esplorare per la difficoltà di passaggio dalla bozza al prodotto finito passando attraverso i macchinari che trasformano decisamente il disegno.

ilria-innocnti-_-adobe

Ilaria Innocenti diventa Ilaria.I

Ci sorge spontaneo confrontarci sulla contrapposizione che si incontra tra la famosa progettazione del design italiano e quello che sembra essere in crescita esponenziale nel nord Europa. Ilaria Innocenti riconosce come il creativo italiano sia più teorico dell’arte e della tecnica mentre nel nord Europa si a più immediata la manualità. Fortunatamente anche qui si sta riqualificando l’ importanza delll’ artigianalità, un aspetto davvero significativo. Viva le piccole officine che conservano ancora le rare qualità!
L’ artigianalità è anche l’obiettivo di Ilaria.i il suo brand personale che ha recentemente fondato prendendo le redini della direzione artistica praticamente di se stessa ma non solo.

Tra le avventure degli ultimi mesi Ilaria ci racconta che alcuni pezzi sono sbarcati in Francia a Le Bon Marchè in collaborazione con FunkyTable come le tazzine ABC Coffee; alcuni prodotti si possono trovare da Metallia a Bormio e anche presso Ostello Alpino per il quale ha realizzato un’intera linea di tazze e piatti per la colazione. Il tutto va ad aggiungersi ad una cinquantina di punti vendita già spersi lungo lo stivale dove trovare le sue realizzazioni.

“La parte più bella è la lavorazione grafica del pezzo” iniziata per puro caso nella creazione di gadget natalizi da cui anni prima era nato Collage. La decorazione era estratta da una sorta di grande carta da parati, una decalcomania da applicare alla stoviglia prima della cottura finale nei forni. “Durante l’evento al Pop Up Shop andò a ruba.”. L’idea era piaciuta tanto da tramutarsi in un progetto su larga scala.
Questa sembra essere un’altra vocazione di Ilaria Innocenti a cui piacerebbe applicare la stessa tecnica per ristoranti, con linee specifiche di oggettistica per la tavola.

ilaria-innocenti-_-ceramica

E poi arriva Studio Li-Do

Le realizzazioni di questi anni avevano già un supporto tecnico da parte di Giorgio Laboratore, compagno di lavoro e di vita, la loro unione si è solidificata professionalmente sfociando anche nel nuovo Studio Li-Do. Questo è il secondo grande cambiamento per Ilaria Innocenti.
Una sostanziale differenza si vede già: a fianco di alcuni dei classici che portano la sua firma compaiono prodotti ben lontani dalla ceramica e dalla lana. Parliamo per esempio di Selfportrait, uno specchio che definisce “da sentire e non solo da vedere” completato dall’ attenta mano di falegnami veneti e la nuovissima Chemise, la poltrona per Maison Collection, il primo progetto su scala più ampia di produzione.

ilaria-innocenti-_-chemise

Aspettiamo con ansia di scoprire altre novità.
Ringraziamo Ilaria Innocenti per l’intervista.

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