gianfranco ferré sotto un’altra luce

Gianfranco Ferré sotto un’altra luce

Gianfranco Ferré sotto un’altra luce.

Questo l’obiettivo della mostra di gioielli e ornamenti che prenderà il via il 12 ottobre al Palazzo Madama di Torino.

L’obiettivo è chiaro fin da subito. Il fine è quello di mostrare l’immenso talento di Gianfranco sotto una luce nuova.

gianfranco ferré sotto un'altra luce

Nuova, però, non è il termine più adatto. Non è lo se si pensa che è proprio dai bijoux che un giovanissimo Ferré iniziò a dar sfogo alla propria creatività.

Erano gli anni ’60, quando Gianfranco donava alle amiche del Politecnico bracciali e collane fatti di scarti industriali.

Da allora di acqua sotto i ponti ne è scorsa a iosa. Oggi Ferré rappresenta una delle eccellenze della moda italiana.

Mai dimenticato e mai eguagliato.

I suoi abiti, con le loro linee decise e lo stile severo sono fissi nella mente di tutti gli appassionati di moda.

Quel che non tutti sanno, forse, è che, nella testa del grande e grosso stilista, ogni abito era accompagnato da un gioiello. Sempre. Come due metà della mela, indivisibili e complementari. Entrambi carichi di valore assoluto. Entrambi indispensabili.

Fu lui stesso a dirlo, a dire che

“spesso il gioiello è complemento del capo […]. In alcuni casi, invece, è proprio la materia-gioiello a inventare e costruire l’abito, diventandone sostanza e anima”.

Ed è proprio questa la meta rincorsa da Francesca Alfano Miglietticuratrice della mostra – : porre l’obiettivo su quei dettagli che accompagnano gli abiti, modesti eppur non meno virtuosi.

Non gioielli ma ornamenti.

Oggetti creati per esaltare il corpo di coloro che li indossano. Piccoli decori capaci di illuminare un viso, far brillare un polso, donare il ruolo di protagonista a un lobo.

gianfranco ferré sotto un'altra luce

A renderli preziosi non sono i materiali. La materia prima è duttile, ogni cosa diventava bellezza nelle mani di Gianfranco. Così i cristalli si affiancano al legno, le pietre alle conchiglie, il vetro di Murano al ferro.

Ciò che li rende unici, degni di essere esposti, è la progettualità che si cela in essi.

Gianfranco Ferré non era un artista, era uno stilista, ma con la progettualità di un architetto. La creatività piegata alla regola, l’estro imbrigliato nella ricerca.

gianfranco ferré sotto un'altra luce

Ogni bozzetto, ogni linea, tutto seguiva un progetto ben preciso. La precisione era lo spirito guida del genio. Uno zelo tecnico e sartoriale necessario a controllare le caotiche spinte dell’eccesso.

Era eccessivo Gianfranco, dentro e fuori.

L’eccesso in lui divenne strategia estetica. Modus pensandi e operandi, punto cardinale cui tendere in modo costante.

Tutto questo, e molto altro, viene adesso mostrato attraverso 200 oggetti-gioiello. Realizzati per le sfilate dal 1980 al 2007.

Teche? No, i gioielli saranno esposti dentro delle gabbie. Come a voler imbrigliare quel loro essere lussuosamente selvaggi.

gianfranco ferré sotto un'altra luce

Gabbie racchiuse all’interno della più regale delle sale di Palazzo Madama. Il più bello dei Palazzi torinesi. Abitazione, un tempo, di due aristocratiche dame che – ne siamo sicuri – avrebbero adorato i gioielli di Gianfranco.

Gli ornamenti di Ferré arrivano a Torino, dunque. Bel paradosso: la capitale dell’arte povera che si fa sede del lusso sfrenato.

Un paradosso che potrete visitare dal 12 ottobre 2017 fino al 19 febbraio 2019. Con addosso i vostri bijoux più belli naturalmente.

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