Nella capitale lombarda, è appena stata inaugurata la mostra Impressionismo e avanguardie. Capolavori dal Philadelphia Museum of Art. Alla conferenza stampa era presente per Tats Silvia Barone. Addetta alla fotografia, era la prima volta che Silvia prendeva parte a un evento del genere. Ecco quel che ci ha raccontato.

Per la terza volta, Milano si fa sede del programma espositivo Musei del mondo a Palazzo Reale.

Un appuntamento che unisce tutti gli appassionati d’arte, senza limiti di rango né età. Sì, perché una delle cose più belle da vedere durante la conferenza stampa è stata questa platea piena di gente diversa. Tutta unita dalla stessa passione.

Grazie a Impressionismo e avanguardie, da oggi Milano ospita opere di altissimo valore, provenienti da uno dei musei d’arte pubblici più antichi degli Stati Uniti: il Philadelphia Museum of Art. Fondato nel 1876, il museo vanta più di 240.000 opere. Per questo meraviglioso patrimonio, si devono ringraziare i collezionisti che hanno saputo riconoscere il valore artistico di quelle opere già all’epoca.

Sono proprio le opere che quei collezionisti amarono, infatti, ad adornare Palazzo Reale fino al 2 settembre 2018. Una rappresentativa selezione di 50 dipinti tra natura morta, ambienti cittadini, paesaggi e ritratti. Realizzati da artisti tra i più significativi del periodo impressionista. Manet, Monet, Cézanne, Renoir, Van Gogh, Gauguin, Matisse, Picasso, Chagall e Kleegiusto per citarne alcuni.

Per l’occasione, gli spazi di Palazzo Reale sono stati trasformati.

Così da permettere al visitatore di avere l’impressione di trovarsi davvero dentro l’importante museo americano. La mostra è divisa in nove sale, tutte destinate a richiamare l’atmosfera dello storico Philadelphia Museum. Gli arredi sono semplici e le linee pulite, a contrasto con la preziosità delle cornici. Sulle pareti, video display informano lo spettatore sulle storie delle opere esposte e del museo che le ospita.

Una delle chicche, a mio parere, è la parte finale della mostra. Il percorso espositivo si conclude con una parete illusoria che riproduce la luce e gli ambienti della Costa Azzurra. Gli stessi che ispirarono Picasso mentre dipingeva le sue opere più intense. La cornice dorata cozza con la semplicità del dipinto, eppure quel che ne deriva è una sensazione di armonia, intima e delicata.

Un’altra cosa che non dimenticherò facilmente è una scena spiata di soppiatto alla preview. Il dolce momento di condivisione durante il quale una mamma ha mostrato alla figlia la sua opera preferita, raccontandole di quanto si emozionò la prima volta che la vide. L’opera in questione era “Ritratto di madame Roulin” di Van Gogh. Nel dipinto, Madame Roulin tiene in braccio la figlia Marcelle. Il suo volto è palesemente stanco, come sa esserlo solo quello di una mamma dopo aver corso tutto il giorno dietro i propri piccoli. La donna mette in mostra la bambina, la espone, sa già che un giorno non sarà più solo sua, che apparterrà al mondo.

Il mio racconto si conclude qui. Non mi resta che invitarvi ad andare a visitare tutta questa bellezza di passaggio: andateci, osservate, emozionatevi.