Klimt Experience

Klimt Experience: l’arte non basta guardarla

Sono stata alla Klimt Experience al MUDEC.

Stavo per scrivere di aver visitato la Klimt Experience, ma non sarebbe corretto. La Klimt Experience non è un’esposizione come le altre, non si visita, si vive.

Mi ci hanno fatto entrare un martedì di luglio. Anteprima per la stampa, nessuno tra quelli che conosco ci era ancora stato.

Non sapevo cosa aspettarmi ma mi aspettavo tutt’altro.

Una mostra multimediale: quadri accanto a fotogrammi, brevi video e musica in sottofondo. Questa roba l’avevo già vista. Quel che prevedevo era una cosa simile, solo un po’ più figa.

Particolari da G. Klimt, L’Anelito alla felicità si placa nella Poesia particolare del Fregio di Beethoven, tecnica mista su intonaco, 1902, Secessionhaus, Vienna

Particolari da G. Klimt, L’Anelito alla felicità si placa nella Poesia particolare del Fregio di Beethoven, tecnica mista su intonaco, 1902, Secessionhaus, Vienna

Non è stato così.

L’entrata è da quella parte”, ci sono andata.

Ho scostato una pesante tenda e sono entrata nella Klimt Experience. Una stanza. Null’altro.

Quattro pareti, un soffitto e un tetto sulla testa. Tutto nero. Tutto al buio.

Mi sono seduta al centro della sala, per terra. Ero scettica, lo ammetto. Appena entrata ho pensato che non sarebbe valsa la pena fermarmici più di un paio di minuti. Giusto il tempo per scattare qualche foto.

G. Klimt, Ritratto di Friederike Maria Beer, olio su tela, 1916, Tel Aviv Museum of Art, Tel Aviv

G. Klimt, Ritratto di Friederike Maria Beer, olio su tela, 1916, Tel Aviv Museum of Art, Tel Aviv

Non ho neppure fatto in tempo a finire questo pensiero.

D’improvviso, sono stata rapita.

Le pareti si sono illuminate. E non sono quelle. La moquette, il soffitto, persino io, ogni cosa è diventata come una grande tela tridimensionale. Una tela sulla quale è piombata l’arte di Gustav Klimt.

Era Hygeia che, fiera e altera si proiettava sulla mia pelle. Tutt’intorno, ancora lei, ancora più fiera. Sui pannelli accanto ardevano rosse fiamme. Nelle orecchie la musica di Beethoven, potente e superba come la donna del dipinto cui faceva da sottofondo.

L’arte di Klimt non mi è mai apparsa magnifica come in quell’istante.

Forse è così che dovrebbe essere ammirato un capolavoro. Non usando gli occhi o, almeno, non solo. L’arte la si dovrebbe vivere. Bisogna sentirla addosso, guardarsela tra le mani, lasciarsela entrare in testa.

G. Klimt, Il bacio, olio su tela, 1907-1908, Oesterreichische Galerie im Belvedere, Vienna

G. Klimt, Il bacio, olio su tela, 1907-1908, Oesterreichische Galerie im Belvedere, Vienna

È stato un secondo. E non sono più riuscita ad alzarmi. Ho smesso di pensare. Mi sono lasciata sommergere, ho deciso di immergermi.

Intorno a me, l’arte di Klimt scorreva veloce. Il Bacio, la Giuditta, l’Albero della Vita: uno dietro l’altro sullo schermo come un tornado dorato. Così veloci da stordire, abbastanza lenti da lasciarsi ammirare.

C’era Klimt, seduto a un tavolo proiettato proprio di fronte a me, mi guardava fisso e sorrideva. C’erano le sue parole, quelle più importanti, scritte ai miei piedi.

G. Klimt, Ritratto di Emilie Flöge, olio su tela, 1902, Historisches Museum der Stadt Wien, Vienna

G. Klimt, Ritratto di Emilie Flöge, olio su tela, 1902, Historisches Museum der Stadt Wien, Vienna

E c’era la sua Vienna. La Vienna di fine ‘800 che, pezzo per pezzo, si erigeva sotto il mio sguardo. Il re e la sua corte, le dame a teatro e quelle nelle piazze. L’art noveaux, il proto-design.

La tridimensionalità non è solo letterale. La Klimt Experience presenta un Klimt a 360°.

Accanto ai capolavori che lo hanno reso, appunto, Klimt, c’erano i suoi bozzetti, la musica che amava ascoltare, le sedie che progettò per il proprio salotto, gli abiti che disegnava assieme alla fidanzata.

Forse l’arte con la tecnologia c’entra ben poco. Però la tecnologia ha molto a che vedere con l’arte.

La tecnologia è in grado di esaltarla, l’arte. Può esasperarne i colori, ingigantirne i dettagli. Può renderla qualcosa non solo da ammirare, qualcosa da vivere.

Dunque, se volete anche voi “vivere Klimt”, la Klimt Experience vi aspetta al MUDEC – Museo delle Culture di Milano, dal 26 luglio 2017 al 7 gennaio 2018.

 

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