Orphée aux enfers de Pierre Amédée MARCEL-BERONNEAU (1897)

I Salon de la Rose+Croix: il simbolismo mistico a Venezia

Il simbolismo mistico del Salon de la Rose+Croix arriva alla Peggy Guggenheim di Venezia.

Dal 28 ottobre 2017 al 7 gennaio 2018 la Collezione presenta la prima mostra dedicata al rosacrocianesimo.

Una serie di Salon collegati all’omonima confraternita segreta. Un ordine esoterico con radici nel misticismo e nei riti arcani ritenuti gli unici mezzi per raggiungere la verità e l’illuminazione.

Misticismo rosso sangue

Le stanze espositive della Collezione Peggy Guggenheim si tingono di un rosso scuro e sanguigno. Al loro interno si diffonde la musica di Erik Satie, la stessa suonata nel corso dei sei Salon de la Rose+Croix.

Questi due elementi si rivelano fondamentali nel corso della visita. Decisivi per trasportare il visitatore in una dimensione altra in cui ogni simbolo è un piccolo mistero, portale d’accesso per un rimando infinito di tematiche.

Salon de la Rose+Croix

I Salon Rose+Croix e le avanguardie storiche

I Salon de la Rose+Croix vengono spesso sottovalutati, nonostante rappresentino una tappa fondamentale per lo sviluppo delle avanguardie storiche di inizio ‘900. Essi infatti costituiscono una pietra miliare per il movimento surrealista, anch’esso pregno di simboli e mistero.

I Salon de la Rose+Croix sono una delle manifestazioni simboliste più interessanti. Per l’incredibile varietà di approcci e ideologie rintracciabili al loro interno. All’interno del movimento erano sì presenti regole e parametri dettati da Péladanfondatore tanto della confraternita quanto dei Salon – ma ogni artista si sentiva libero di trovare un proprio personale approccio alla tematica e di individuare la resa più fedele alla propria visione.

Salon de la Rose+Croix

                                                                                Charles Maurin, L’Aurore du travail, 1891

Nonostante i Salon de la Rosse+Croix risalgano agli anni ‘90 dell’800, vediamo già approcci artistici e tecniche molto moderne. Precursori di quelli esplorate nelle avanguardie storiche dei primi del 900 ed oltre.

Infatti accanto ai quadri troviamo esposte anche stampe e poster – le arti minori. È inoltre possibile rintracciare tanto nelle opere in sé quanto nelle cornici un certo branding, ovvero la presenza di simboli come la rosa, la croce e il sangue, gli emblemi del movimento che rimandano continuamente ai temi cardine.

Da New York a Venezia, tra spiritualità e mitologia 

L’esposizione è stata in mostra fino al 4 ottobre nelle sale del Solom R. Guggenheim Museum di New York.

Racconta un simbolismo che reagisce in maniera forte e decisa al realismo e al naturalismo. Rispondendo con un ritorno alla religione, alla spiritualità, alla mitologia. Le figure che appaiono nelle sale sono esoteriche, spesso in opposizione tra loro.

Figure di femme fataleinstancabile provocatrice e seduttrice – e femme fragilepura, capace di elevare sé stessa e chi le sta attorno. Figure che rimandano alla vita cristiana delle origini, bucolica, sincera, velata di innocenza ma anche a un non arrendersi alla morte, provando a scendere a patti con lei. Ogni opera, ogni quadro, ogni stampa diventa eco di una simbologia profonda che spesso appare impalpabile.

Per apprezzare al meglio quest’esposizione dovete essere pronti a lasciarvi provocare, incuriosire, a scrutare le opere e mettervi in ascolto. Tutto il resto, la suggestione, la magia, lo fa la location.

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