The World’s Most Beautiful Libraries è un metalibro. Un libro che parla di libri anzi, per essere più precisi, dei luoghi dove vivono i libri. È un libro dedicato alla più belle biblioteche del mondo. Un volume che racchiude dentro di sé miliardi di storie. Le storie racchiuse tra le pagine che lì hanno fissa dimora, e quelle di coloro che tra quelle pagine amano perdersi.

Massimo Listri ha visitato le biblioteche più antiche e più belle del mondo intero.

Le ha fotografate e infine riunite in un testo che è stato definito un ”exceptional access to the Temples of Knowledge”. I raffinati scatti si soffermano sulle architetture, barocche, medievali o rococò. L’obiettivo illumina le scale a chioccola, gli scaffali di legno scuro e le pareti affrescate. L’effetto finale è un piacere per gli occhi.

Ma in The World’s Most Beautiful Libraries a godere è soprattutto la fantasia.

Perché – come ci insegna Belle – le biblioteche sono molto di più di quattro pareti, per quanto sfarzose queste siano. Il fascino della biblioteca risiede nel suo essere sede delle punte più alte del pensiero umano. Non è la cellulosa a riempire gli scaffali, ma la profondità dell’uomo. Entrare in una biblioteca è come entrare in un tempio. In un luogo sacro, simbolo di tutto ciò che di meglio l’umanità è in grado di raggiungere.

È questa la sensazione che si ha posando gli occhi sulle foto della Biblioteca Apostolica Vaticana, della biblioteca del Trinity College o di quella Laurenziana a Firenze. Tutte presenti nel volume, tutte minuziosamente descritte dal fotografo bibliofilo. Perché ai bibliofili in primis sembra essere dedicata quest’opera. Ma siamo sicuri che anche chi in biblioteca ci passa solo se costretto dal docente di turno si innamorerà di queste pagine patinate. Perché quello di Massimo Listri è un libro che fa provare a tuttila smania di un collezionatore di testi rari.

Ecco perché ci siamo innamorati di The World’s Most Beautiful Libraries: perché sfogliarlo equivale a compiere un viaggio mistico. Un itinerario colmo di bellezza che Taschen ci ha permesso di compiere stando comodamenti seduti sulle poltrone della sua libreria.