IT: approda al cinema il clown malefico di Stephen King

Se dovessi avviare un sondaggio su quante persone di età compresa tra i 26 e i 36 anni abbiamo il terrore dei pagliacci, credo che come risposta riceverei “tutta colpa di quel maledetto IT!”. Ed è grazie al simpatico Stephen King con il romanzo IT che i pagliacci si sono trasformati nella più grande paura di tutti i bambini.

IT nella miniserie tv degli anni '90

IT nella miniserie tv degli anni ’90

Nel 1986 viene pubblicato il noto romanzo horror, ritenuto il più grande capolavoro di King che per anni è rimasto un caposaldo del genere. Il successo è tale da permettere la produzione di una miniserie per la tv, diretta da Tommy Lee Wallace che vedeva Tim Curry nei panni del mostruoso pagliaccio.

IT nella miniserie tv degli anni '90

IT nella miniserie tv degli anni ’90

A distanza di 27 anni, dato il successo senza tempo del romanzo, la Warner decide di lavorare su una versione per il maxischermo che viene presentata come “la più terrificante mai vista”, divisa in due parti come nell’originale miniserie tv. La pellicola, attualmente in programmazione nelle sale cinematografiche, narra gli avvenimenti che si susseguono tra il 1957 e il 1958, nel corso dell’estate in cui i ragazzi scoprono l’esistenza di IT. Seguirà una seconda parte dedicata alle restanti vicende dei protagonisti giunti ormai all’età adulta.

IT nella versione cinematografica del 2017

IT nella versione cinematografica del 2017

Gli eventi si manifestano nella tranquilla cittadina di Derry. 7 ragazzini vivono in una condizione di emarginazione, allontanati e il più delle volte bullizzati dai loro coetanei per ragioni differenti. Come forma di accettazione e probabilmente di sana ironia, si auto-definiscono la “Banda dei Perdenti”, coalizzandosi in un gruppetto di validi e leali amici.

IT è una creatura che si manifesta con le sembianze di un pagliaccio ma che in realtà ha tutt’altro aspetto, “insostenibile allo sguardo“. Originariamente risiede nella dimensione alternativa, il Macroverso, in uno stato di riposo costante, con risvegli ogni 27-30 anni per nutrirsi. Nella Terra ha trovato un luogo in cui risiedere stabilmente e in cui poter procacciare cibo. Quando Stephen King ha dato origine a IT, la sua intenzione era quella di delineare una figura orribilmente mostruosa, che potesse racchiudere in sé tutto il male possibile. King non è un amante dei pagliacci e la scelta controversa di utilizzare il clown come immagine rappresentativa di questo mostro, deriva proprio da questo.

Al centro della storia non vi è unicamente la particolare creatura che terrorizza la quotidianità dei ragazzini. A scandire il ritmo sono i problemi derivanti dall’evoluzione che tutti noi abbiamo attraversato, passando da un’età infantile ad un’età adolescenziale, con tutti i pro e i contro che ne scaturiscono. Dall’amore non corrisposto, al primo bacio rubato, l’accettazione di sé o il distacco dalla cura materna. Sono tutti temi che riscontriamo nel nostro quotidiano e che qui emergono sotto una luce più luminosa.

Fin dall’inizio si ha l’impressione che non sarà una visione leggera. La scena di Georgie – ripresa nel trailer – che corre sotto la pioggia con la mantellina gialla, inseguendo la barchetta di carta, è davvero inquietante. Tutti sappiamo cosa accadrà ma è quasi impossibile staccare lo sguardo. Dallo scarico della strada sbuca Pennywise, il clown danzante – così si definisce – incuriosendo il bambino che tenta invano di riprendere la sua barchetta.

Ma come diamine ti viene in mente di utilizzare un’immagine così positiva come quella del pagliaccio per generare uno dei più inquietanti personaggi esistenti nella letteratura? Geniale, a dir poco. Pennywise nel rifacimento cinematografico è interpretato dall’attore svedese Bill Skarsgård, irriconoscibile nei panni della minacciosa creatura. Un applauso sentito ai truccatori e ai costumisti per l’impegno perché vi assicuro che ne rimarrete colpiti.

Al centro Bill Skarsgård

Al centro Bill Skarsgård

Le scene sono arricchite dalla fotografia di Chung-hoon Chung e dalla colonna sonora di Benjamin Wallfisch che accompagna con maestria le vicende, fornendo un coinvolgimento a 360° dello spettatore che rimane incollato allo schermo fino alla fine. Confessione: alla fine del film, mi sono accorta di avere un terribile dolore al collo mantenuto rigido per tutto il tempo e non vi dico la tortura fisica a cui ho sottoposto il braccio della mia accompagnatrice.

In conclusione, anche se ci sarebbe molto altro da dire, merita! Le motivazioni? Non è un film che vi toglierà il sonno, ve lo garantisco, soprattutto se già vi siete rapportati con la miniserie tv degli anni ’90. Vi darà quella scarica di adrenalina che non fa mai male. La tensione che ti contorce lo stomaco e che ti fa scalpitare di tanto in tanto senza mollarti finché non ti senti al sicuro con le luci accese in sala. Alcune scene vi toccheranno ma sono certa che ne uscirete illesi!

That’s IT.

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