Dopo il primo, eccoci al secondo atto di Sorrentino dedicato alla figura di Berlusconi. Loro 2, nelle sale dal 10 di maggio, si presenta come una continuazione senza stacchi dal primo film (Loro 1, di cui abbiamo parlato in questo articolo). E, a contrario del film che lo precede, possiede una trama e una narrazione ben precisa. Qui avviene la resa dei conti per tutti i personaggi, che arrivano, loro malgrado, a doversi misurare con la realtà. Talvolta anche in modo inconsapevole.

Loro 2: le scene memorabili

La cosa che rimane più impressa di  Loro 2 è la bellezza delle scene più importanti.

Ciascuna di queste offre allo spettatore uno spaccato veritiero della dimensione in cui è ambientato il film, che è la nostra.

Tra le più divertenti la pubblicità di fiction targata Mediaset. Congo Diana, un siparietto ironico (che fa ridere davvero) su una serie tv su Lady D./ Kasia Smutniak in Africa che offre biscotti ai bambini poveri. Tristemente ironico.

Altrettanto importante è la scena, tra le prime nel film, in cui Berlusconi si improvvisa agente immobiliare, chiama una sconosciuta dall’elenco telefonico e comincia il suo discorso da principe del foro poliedrico.

Per provare a se stesso che è ancora in grado di farcela, di convincere le persone di quello che vuole far loro credere, per tornare sulla scena politica. L’ignara signora, poverina, ci casca e alla fine vuole comprarla questa inesistente casa.  

Voci fuori dal coro

Ma non sono tutti ingenui, c’è anche chi conosce bene i suoi polli e crede ormai solo a quello che la vita le ha insegnato. E qui veniamo alla terza scena memorabile di questo film, quella della lite finale tra Berlusconi e sua (ormai ex) moglie Veronica.

Lo sbugiarda, lo mette con le spalle al muro senza via di fuga con domande a lui scomode alle quali non risponde, rimbalza le accuse denigrando Veronica. Lei non può permettersi di dirgli quelle cose, no. Perchè lei senza di lui non sarebbe stata niente, come tutti gli altri che gli ruotano attorno.

Ma Veronica non è l’unica che chiarisce a Berlusconi dove è arrivato il suo personaggio.

Anche Stella (Alice Pagani), unica personalità tra le olgettine, lo respinge e gli fornisce un efficace ritratto di se stesso.

“Lei è patetico, tutto questo è patetico”. Perché è una recita protratta, che ancora convince chi ci vuole credere ma mostra le sue crepe. E lei, con un disagio che stona con l’ambiente, lo dice a un Berlusconi che rimane privo di emozioni.

Loro 2: il senso di tutto ciò

Quello che Sorrentino vuole comunicarci è che il vuoto è il vero protagonista del film. Il vuoto che è principalmente morale, e dunque umano. E tutto questo vuoto è emanato da lui, Berlusconi, che ne è l’incarnazione.

Immobile ed immutato per tutta la durata del film, Sorrentino mostra con raffinatezza come questa mancanza sia colmata con l’estetica e il materialismo. 

Da quel luccichio sono attratti personaggi che hanno in comune due cose: vogliono tutti qualcosa da Lui, che sia sesso, soldi, una scorciatoia.

E si rifiutano di fermarsi e realizzare la verità oltre l’apparenza. 

La verità è che sono arrivisti senza talento, che bramano le attenzioni di un padre benevolo che però li disprezza e li usa come specchio della sua immensa vanità.