Addio ad Azzedine Alaia, visionario stilista e scultore

Addio ad Azzedine Alaia che si è spento il 18 novembre a Parigi, una città che amava visceralmente e che lo ha visto muovere i primi passi nel mondo della moda. Qui ha ottenuto il primo lavoro da Dior, poi da Thierry Mugler. Qui ha seguito la nascita del suo lussuoso atelier sulle rive della Senna che ha attirato, negli anni ’70, tante attrici.

Le persone a lui vicine lo ricordano come un’anima estrosa dalle inclinazioni sorprendentemente riservate. Era legato da affetto incondizionato alla sorella gemella, la prima a incoraggiarlo a seguire la strada dell’arte.

Nel corso della sua luminosa carriera, Azzadine Alaia si è contraddistinto per essere rimasto ai margini del fashion bussiness. Lo stilista infatti ha sempre preferito l’indipendenza e il riserbo al clamore mediatico.

Azzedine Alaia nel backstage con le sue modelle, anni '80. Getty Images

Azzedine Alaia nel backstage con le sue modelle, anni ’80. Getty Images

Più di tutto, Azzedine Alaia ha cercato di esaltare la sensualità nelle sue innumerevoli sfaccettature. È riuscito a cogliere il cuore e il carisma femminile catturando l’essenza e i desideri di donne diversissime nella loro unicità.

Ha vestito l’indimenticabile e algida Greta Garbo e la rockstar Tina Turner; fino ad arrivare alla capricciosa top Naomi Campbell, da lui scoperta appena quindicenne. In ragione di questo rapporto speciale la celeberrima Venere Nera è tornata a sfilare per l’alta moda parigina. A luglio infatti ha calcato la passerella dell’Haute Couture. Un tripudio di tessuti raffinati e lucenti, ricordi anni ’60, dettagli sofisticati e l’intramontabile black&white.

Credits: WWD/REX/Shutterstock

La top ha aperto e chiuso la passerella prima con una pelliccia bianca impreziosita da dettagli argentati e poi con un lungo vestito plissé. I capelli sono stati raccolti in un’acconciatura scultorea da principessa egizia. In tal modo ha omaggiato un’amicizia lunga anni e un incrollabile sodalizio creativo-professionale.

Ora il mondo della moda piange un artista sensibile e poliedrico, al quale, non a caso, nel 2015 era stata intitolata una mostra alla Galleria Borghese di Roma, Couture-Sculpture. Azzedine Alaia in the History of Fashion.

Un evento che ha visto pezzi unici dello stilista immergersi nella cornice senza tempo della galleria romana. Il risultato è stato un dialogo di colori e forme con le opere d’arte più famose di Bernini e Canova. Una mescolanza di estro, vivacità e intuizioni visionarie.

Addio ad Azzedine Alaia

Nello stesso anno ha dato vita al suo primo profumo. Una fragranza delicata e floreale, con un tocco fresco che emerge tramite delle note acquatico-marine. Insieme, queste creano un’unione singolare di intensità e delicatezza.

Un’essenza fortemente voluta dallo stilista per celebrare il mistero delle donne e la loro innegabile capacità di tessere segreti. Questo perché: “creare un profumo è come fare una confidenza a una donna, derubarla dei suoi pensieri sul futuro e fuggire prima che lei torni indietro”. Enigma, evocazione, sensualità: tutti elementi che Azzedine Alaia attribuisce innatamente al femminile. Elementi che ha saputo trasporre alla scultura e alla moda così come al suo debutto olfattivo.

Ora riposerà accanto alla madre e alla sorella a Sidi Bou Said, località costiera della sua Tunisia. Una terra che con i suoi profumi e le sue suggestioni ha contribuito all’ispirazione di collezioni innovative e nostalgiche al tempo stesso.

La sua energia e il suo innegabile spirito visionario rimarranno d’esempio per tutti coloro che vorranno seguire le orme di questo maestro.

Addio ad Azzedine Alaia, l’anima che ha  cambiato gli anni ’70.

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