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Il giardino underground di Alexander McQueen SS18

La Paris fashion week si è conclusa da poco e non potevo non parlare della Alexander McQueen SS18.

Sara Burton a capo del marchio dopo il suicidio del suo direttore creativo – torna vincente ancora una volta con una collezione che funziona. Su una passerella di mattoni rossi e piccoli gazebo ricamati da fiori, quasi a entrare in un giardino privato di una villa, sfilano modelle avvolte un allure romantica ma underground al tempo stesso.

McQueen_romantic

Sono tanti gli elementi in ballo in questa collezione. Da una piccola reminiscenza del Riccardo Tisci del FW 2015, nei capelli bagnati e dal tocco gipsy, a un sapiente mondo fatto di lavorazione couture leggere come quelle del nuovo Dior by Maria Grazia Chiuri.

McQueen_ricami

L’anima del povero Alexander Mcqueen c’è e si sente, ma è certa una cosa: la sua personalità è irripetibile. Come dice la stessa Burton: “Lee aveva lavorato a Savile Row, era il miglior sarto del mondo. Sapeva lavorare con la pelle, faceva la couture, il punk. Il vocabolario della casa che ci ha lasciato è enorme perché enorme era la sua tecnica, non era solo un artista visionario, era allo stesso modo un sarto. Dopo Lee, il mio lavoro è stato facilitato da questo immenso vocabolario, una gamma tanto specifica che permette di poter cambiare tutto in un processo completamente organico. Non ho mai sentito dire a Lee “finito”, gli ho sempre sentito dire “smontalo un’altra volta”. Lee ha instillato in tutti noi l’idea che se tu stilista non sei in grado di farlo non puoi pretendere che la sarta riesca a fare una spalla migliore, a stringere la vita di una giacca come chiedi. Lee ha insegnato a tutti noi che la parola “no” non esiste».

Come celebrare la bellezza e la femminilità

L’ispirazione può nascere da qualsiasi cosa, da un libro, dalla musica, e persino dalla natura. E così è successo per la collezione SS 2018, dove Sara e il suo team creativo sono rimasti impressionati dai fiori e dai giardini inglesi di Great Dixter, celebre dimora nell’East Sussex.

Le donne di Mcqueen giocano con questo contrasto di romanticismo e punk della scena underground.

McQueen_jacket

Partendo dalla bellezza delle epoche passate, le silhouettes ricordano moltissimo le armature medievali con le spalle larghe e strutturate, con tanto di fiori vittoriani.

Il look languido si sposa bene con le acconciature super wet – che incorniciano il viso – e sono tenute insieme dalle collane lucky charm quasi a simulare una passeggiata sotto la piogga.

“Sono donne che sbocciano piano piano”

Tutta la maestria del couture viene sfoggiata negli abiti, che rappresentano le punte di diamante della collezione.

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Fatti dai ricami fil coupé e stretti da strisce di pelle a mo’ di cintura, o dalla sovrapposizione di strati di tulle, con piccoli volant che sembrano levitare.

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Tra i ricami floreali le rose irrompono sulla scena e conferiscono sensualità e mistero. Le rose nere appaiono nei tuxedo scuri con maniche a sbuffo, le rose rosse sangue negli abiti da sera con scollo a cuore.

McQueen_trench

I capispalla non rimangono certo a latere della collezione. Trench patchwork di tessuti tapestry si alternano a giacche-abito di pelle e zip in vista e borchie.

McQueen SS18_dettagli

Gli accessori sottolineano e aggiungono quella componente dark indispensabile all’equazione creativa di Sara Burton. La bellezza dell’imperfezione è negli accostamenti audaci “couture – anfibi con tacchi plexi”. Niente eleganti tacchi alti, quindi, bensì piccole scatole di plexi trasparente che nascondono petali di fiori e perle. La massiccia presenza di bijoux completa il tutto, dagli orecchini alle collane e ai bracciali, scuri con tonalità sul grigio e sullo scuro.

E voi, di quale look vi siete innamorati?

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