Si è appena conclusa AltaRoma gennaio 2018, la kermesse romana dedicata alla moda. Dopo quattro giorni all’insegna di eventi e fashion show, la sensazione di chi ha preso parte all’evento è quella di un appagamento se non proprio mancato, certamente incompleto. Questa AltaRoma invernale infatti ha un po’ confermato i dubbi sorti già da diverso tempo.

Necessario è premettere che da sempre l’iniziativa ha voluto porsi come un’occasione per mixare due colonne portanti della moda odierna: l’alta moda e il prêt-à-porter. Basti pensare al fashion contest, in collaborazione con Vogue Italia, Who is on next? vero e proprio trampolino di lancio per designer esordienti.

AltaRoma gennaio 2018 ha voluto rimpolpare e sottolineare il suo impegno nel supportare i talenti emergenti con lo Showcase. Allestito presso il MAXXI in via Guido Reni, per quattro giorni è stato a tutti gli effetti una vetrina per quaranta designer italiani (dieci al giorno) che in questo modo hanno avuto la possibilità di entrare in contatto con buyer e giornalisti.

La dedizione che AltaRoma gennaio 2018 ha riservato allo scouting ha confermato che ormai la kermesse capitolina sembrerebbe voler puntare proprio sui nuovi talenti. Sorge quindi spontaneo chiedersi che fine abbia fatto l’alta moda e che ruolo sia destinata a ricoprire nel futuro della manifestazione.

altaroma gennaio 2018

AltaRoma gennaio 2018: una perenne comfort zone

Non è molto chiaro infatti dov’è che AltaRoma voglia andare a parare, quale strada voglia effettivamente percorrere. Ed appare ancor meno chiaro se si cerca di inserire l’evento all’interno di un panorama nazionale ed internazionale estremamente competitivi.

La sensazione è quella di una staticità, anzi di una finta dinamicità che non vuole oltrepassare i propri confini, restando in una perenne comfort zone. L’AltaRoma di gennaio 2018 ha un po’ confermato l’idea di un’organizzazione che sembra non voler prendere atto della necessità di evoluzione. Eppure basta alzare di poco il naso e volgere lo sguardo a realtà come quella di Milano o di Firenze, dove accorrono personalità che non si disturbano di certo a visitare la capitale nei giorni di AltaRoma.

Sicuramente i cospicui tagli fatti al budget, prima nel 2014 e poi nel 2017, hanno la loro importante parte di responsabilità. Tuttavia si potrebbe fare di più per rendere l’evento più appetibile agli sponsor, i quali al contrario negli ultimi anni hanno abbandonato in massa la kermesse.

AltaRoma gennaio 2018: dov’è l’Alta Moda?

Inoltre su 54 eventi del calendario, le sfilate di atelier sono state sette. Ormai gli ultimi nomi legati all’haute couture sono quelli di Renato Balestra, Gattinoni e Camillo Bona. Suona paradossale, soprattutto se si pensa all’alta moda nata proprio nello scenario romano. La Roma degli anni Cinquanta, la Roma delle sorelle Fontana, di Capucci, di Gattinoni. Guardare al futuro, ai nuovi talenti è giusto, specie in un paese dove si ha la costante sensazione che non ci sia spazio per i giovani.

Celebrare il passato è però un dovere: valorizzare l’alta moda è qualcosa in cui ancora si hanno evidenti problemi. Lo dimostra la schiera di talenti romani nati e formati nella capitale e poi volati altrove. Maria Grazia Chiuri, Giambattista Valli, Alessandro Michele sono solo i nomi più noti e la prova concreta che se Roma può fungere da trampolino di lancio, è il panorama internazionale a consacrare al successo.

AltaRoma senza Alta Moda è come un film fatto di comparse, uno spettacolo in cui manca la protagonista principale, nonché la star per cui tutti accorrono.

Altaroma gennaio 2018