Qualche giorno fa si è conclusa AltaRoma gennaio 2018, la manifestazione che porta – o almeno ci prova – l’haute couture e il prêt-à-porter nella capitale italiana.
Raccontare la kermesse non è mai facile. Se in generale si crede che essa sia una sorta di specchio della città in cui viene allestita, per AltaRoma gennaio 2018 tale pensiero si rivela fondatissimo.

AltaRoma 2018: l’ispirazione dal passato

Una couture che lascia sicuramente spazio ai giovani ma che strizza allo stesso tempo l’occhio al passato. È il caso di Camillo Bona, che ha aperto le danze. La sua nuova collezione è ispirata a Silvana Mangano, una delle più straordinarie dive italiane. Indagando nella personalità della Diva Amara, gli abiti di Bona raccontano uno ad uno la vita e i film dell’attrice, proprio come fossero frame di un’unica grande narrazione. Sfilano gonne ampie in stile anni Cinquanta, accompagnate da bluse in lino e seta. Tra giochi di luce e sensualità, si alternano tessuti lucidi e opachi per ricreare l’immagine di Silvana Mangano che balla in Mambo. L’attrice diventa ispirazione ma anche emblema di sensualità ed eleganza.

Anche Miahatami richiama il passato, con la sua collezione Revolutionary Road. Essa si ispira ad un momento cruciale della storia del suo paese d’origine, l’Iran. La designer Narguess Hatami infatti guarda alla Rivoluzione Bianca iraniana, l’insieme di provvedimenti con cui lo Scià Reza Pahlavi nel 1963 intendeva trasformare l’Iran in una potenza industriale. Allo stesso modo la Hatami vuole per il marchio una “rivoluzione creativa”. Ecco quindi che il mondo militare emerge nella collezione: spiccano rivisitazioni di capi rubati dal guardaroba maschile, troviamo elementi tradizionali della cultura iraniana accostati a mestiere a pezzi più moderni. Questo mix&match si ritrova anche nei tessuti. La palette si compone di colori prettamente militari (dal blu navy al grigio antracite e al verde oliva) e bianco.

Altaroma gennaio 2018 con lo sguardo rivolto al futuro

Assolutamente orientata al futuro e all’introspezione invece la collezione di Greta Boldini per AltaRoma gennaio 2018. Una sfilata all’insegna della dinamicità all’interno della Coin Excelsion, premium contemporary department che anche quest’anno ha collaborato con AltaRoma.

La collezione Her conferma il significativo passo avanti che ha compiuto nell’ultimo anno la maison. Her come il film di Spike Jonze, nel quale domina il tema dell’alienazione contemporanea. Diretta conseguenza è la paura dell’intimità e il costante senso di inadeguatezza nei confronti dei rapporti umani. L’unica risposta, per il designer del brand Alexander Flagella, è l’amore.
In particolare l’amore che muove le donne: è a loro che la collezione si rivolge. A quelle che vivono di emozioni, che credono ancora nella forza del sogno, che si lasciano guidare sempre, nonostante tutto, dall’amore. Greta Boldini spoglia la couture per poi vestirla di quotidianità. Un guardaroba dinamico dunque, che si rifà allo street style senza rinunciare allo chic, come dimostrano i lunghi soprabiti o la pelliccia in total pink. Trasparenze e mix di tessuti che sintetizzano alla perfezione outwear e haute couture.

La novità dello Showcase e un’esposizione dal sapore nostalgico

Impossibile non menzionare poi l’iniziativa dello Showcase, vera novità di AltaRoma gennaio 2018. Dieci designer emergenti al giorno hanno esposto le loro creazioni, avendo così l’occasione di farsi conoscere. Dai gioielli minimal ispirati all’oriente di Noshi, a quelli della collezione Mitosis di Flaminia Barosini; dalle splendide borse Frenzlauer all’impareggiabile homemade di Maria Lamanna, e tanti nomi ancora.

Alla Rinascente in via del Tritone invece un’esposizione dal sapore nostalgico in cui venticinque case di moda raccontano lo stile capitolino attraverso un capo d’archivio. La mostra, Roman’s Romance, ha voluto celebrare l’essenza della Roma di un tempo, quella che ancora riusciva ad incidere in qualche modo sui dettami in fatto di couture. Operazione nostalgica senza dubbio, ma un punto d’arrivo a cui aspirare di poter – si spera – tornare.