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Audrey Hepburn e Givenchy: tra moda e cinema

Quello tra Audrey Hepburn e Givenchy è stato uno dei connubi più duraturi della storia del cinema e della moda.

Quando si pensa ad Audrey Hepburn è praticamente impossibile non associarla al celebre abito nero che sfoggia proprio nei titoli di coda di Colazione da Tiffany (1961). Abito che per l’appunto porta la firma di Givenchy e che ad oggi è considerato uno dei vestiti più influenti del cinema.
Il legame tra Audrey Hepburn e Givenchy però ha origini più remote. I due si erano conosciuti infatti quasi dieci anni prima.
Audrey Hepburn era ancora ben lontana dal diventare l’icona di moda che è considerata oggi. Hubert de Givenchy aveva debuttato da appena un anno con la sua prima collezione. Dal loro incontro si sancirà un’amicizia e una collaborazione che porterà ad entrambi molta fortuna. Audrey Hepburn e Givenchy daranno vita ad un nuovo concetto di eleganza e ad un nuovo ideale estetico femminile.
audrey hepburn e givenchy

Audrey Hepburn e Givenchy: un incontro da favola

Il sodalizio tra i due è stato uno dei sodalizi più appassionanti mai instauratosi tra un’attrice e un grande stilista. L’incontro tra i due sembra quasi una favola: era il 1953 quando Hubert de Givenchy fu chiamato da Galdys de Segonzac, consorte del capo della Paramount di Parigi, per occuparsi del guardaroba della Hepburn per il film Sabrina.

 Audrey Hepburn iniziava lentamente a farsi conoscere nel mondo del cinema, principalmente grazie a Vacanze Romane, ma doveva fare i conti con il suo cognome e un caso ingombrante di omonimia: quando Givenchy accettò, era convinto si sarebbe trovato davanti quella che allora era la diva di Hollywood per eccellenza, Katherine Hepburn.
Quando invece si trovò davanti una giovane ragazza, il cui fisico all’epoca stonava con la silhouette delle dive del momento, in pantaloni capri e ballerine, Givenchy rifiutò l’offerta. La sua casa di moda era ancora troppo modesta per poter confezionare quindici abiti. Ma Audrey era rimasta incantata dai suoi modelli e per convincere Hubert lo invitò a cena.
Givenchy stesso in un’intervista ha raccontato che a fine serata Audrey Hepburn lo aveva conquistato. Lo scetticismo iniziale dunque, come nelle migliori storie d’amore, lascia spazio all’entusiasmo. Da quel momento Audrey non vorrà nessun altro se non Hubert de Givenchy per vestirla. Quegli abiti la facevano sentire sicura e finalmente la sua figura così alta e magra non è più motivo di disagio per lei: Givenchy riesce a valorizzarla come nessuno.
“Gli abiti di Givenchy sono gli unici con i quali mi sento me stessa. È più di un designer: è un creatore di personalità” diceva lei.
“Ho vestito tante star nella mia carriera” ha dichiarato lo stilista “da Marlene Dietrich a Liz Taylor, ma nessuna è stata tanto speciale come Audrey Hepburn”.

Audrey Hepburn e Givenchy: gli abiti indimenticabili

Hepburn e Givenchy si legarono tanto nel cinema, quanto nella vita privata. I due divennero molto amici, al punto che lo stesso Hubert de Givenchy una volta ha confessato: “Il nostro è stato un grande amore platonico”.

 “Forse i miei abiti preferiti alla fine sono proprio quelli indossati da lei. La nostra, a modo suo, è stata una storia d’amore molto potente” spiega lo stilista.
Effettivamente chiunque abbia visto almeno una volta i film più celebri con Audrey Hepburn non può non ricordare alcuni abiti divenuti iconici.
Come il celebre abito bianco lungo indossato in Sabrina (1954) o il look total black nella medesima pellicola. Un outfit che risaltava la figura longilinea dell’attrice e che richiamava un po’ i pantaloni modello capri e le ballerine indossate da lei proprio durante il primo incontro con lo stilista.
Ma la prima occasione in cui Audrey Hepburn si mostrò in pubblico con una creazione di Givenchy fu per la 26esima edizione della cerimonia di premiazione degli Oscar, con un vestito bianco a fiori. Il Time Magazine lo ha definito il miglior abito della storia presentato agli Oscar.

Audrey Hepburn e GivenchyAudrey Hepburn e Givenchy: da Holly Golightly a icona di eleganza immortale

Probabilmente però fu il guardaroba disegnato per il ruolo di Holly Golightly a consacrare Audrey Hepburn a icona di eleganza immortale. Il tubino nero di raso italiano con la gonna lunga e lo spacco, il tubino con le piume e l’abito rosa sono ormai iconici.
Anche per i film successivi Audrey volle che ad occuparsi del suo guardaroba fosse Givenchy: in Funny Face (1957) spiccano, tra i vari outfit che l’attrice sfoggia, il vestito rosso con cui scende la scalinata del Louvre e l’abito nero con il cappellino abbinato nella celebre scena dei palloncini.
Indimenticabili anche il cappotto rosso con il cappellino leopardato in Charade (1964) o l’outfit total white con gli occhiali ovali, emblema perfetto del look anni Sessanta, di How to steal a million (1966).
Molte di queste creazioni sono state esposte nella mostra To Audrey with Love tenutasi dal 26 novembre 2016 al 26 marzo 2017 presso il Gemeentemuseum Den Haag di Aia.
Audrey Hepburn e Givenchy
Hubert de Givenchy ha pubblicato un libro con lo stesso titolo nel quale celebra gli abiti firmati Givenchy per Audrey Hepburn. Non solo: lascia ulteriore testimonianza dell’eleganza di un’attrice divenuta ormai icona intramontabile di stile. Come dichiarò lo stesso Givenchy: “Credo che sia il sogno di tutte le donne sentirsi come lei”.
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