A chiusura della Settimana della Moda, Milano ha ospitato INCLUSIVE FASHION WEEK, un progetto in collaborazione tra YEZAEL e Camera Nazionale della Moda. L’intero evento è stato curato anche da Fondazione Vertical e Iulia Barton Agency.

INCLUSIVE FASHION WEEK

L’idea è stata quella di non limitarsi alla semplice presentazione di una nuova collezione ma alla proposta di un vero e proprio show. Data questa premessa Angelo Cruciani decide di far sfilare l’evoluzione ideale delle forme di bellezza.

Il brand ha remixato pezzi iconici di ogni collezione e stagione, per creare look figli di tante e diverse idee. Ciò da cui si discosta lo stilista è lo stereotipo di bellezza che troppo spesso ci incatena a schemi di perfezione irreali. Solo la natura può e sa creare qualcosa di completo e perfetto e in quanto uomini noi dovremo rispettarla e non stravolgerla.

INCLUSIVE FASHION WEEK

Sfilano sulla passerella giovani di diverse tribù e culture, con un passato diverso e diverse difficoltà. Tutta questa diversità si riflette anche sui colori che giocano tra loro e alternano il monocromatico alla applicazioni floreali. La percezione che travolge il pubblico è quella di un meraviglioso prato pronto ad accogliere una nuova primavera.

La parola “normale” perde così il suo significato e lascia spazio a molte nuove possibilità di cromie o di shape.

Ciò che calca la passerella non è più solamente un abito ma idee sociali che anche attraverso i capi denunciano a gran voce il mondo che li circonda, chiedendone uno più allegro e positivo. Il messaggio è quello che incita all’interazione e all’integrazione.

INCLUSIVE FASHION WEEK

I diritti sociali sono ancora una volta al centro del pensiero di Angelo Cruciani. Dopo LGBT e i flashmob come Svegliatitalia, lo stilista cerca di smuovere anche con INCLUSIVE FASHION WEEK gli animi di più persone possibili.

L’unica certezza è che è necessario un cambiamento positivo, che risvegli sentimenti e che dia modo a tutti di esprimersi. La bellezza e la perfezione stanno negli occhi e nei cuori di chi guarda.