That's All Trends http://www.thatsalltrends.com That’s All Trends è il magazine che parla di Moda, Bellezza e Lifestyle con ironia e classe, diventando la vostra fonte di riferimento numero uno. Thu, 20 Sep 2018 19:00:35 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.9.5 http://www.thatsalltrends.com/wp-content/uploads/2018/04/cropped-favicon-tats-32x32.jpg That's All Trends http://www.thatsalltrends.com 32 32 Dove mangiare a Los Angeles: 5 proposte per tutti i gusti http://www.thatsalltrends.com/travel/dove-mangiare-a-los-angeles/ http://www.thatsalltrends.com/travel/dove-mangiare-a-los-angeles/#respond Thu, 20 Sep 2018 19:00:35 +0000 http://www.thatsalltrends.com/?p=37970 Una delle cose che più mi interessano/preoccupano in viaggio è il dove mangiare. Già l’adattamento in sé a una nuova cucina, una nuova cultura con diversi sapori e accostamenti, non è per tutti una passeggiata. Se ci aggiungiamo poi una metropoli moderna, con un mix di etnie e proposte culinarie per tutti i portafogli, ne […]

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Una delle cose che più mi interessano/preoccupano in viaggio è il dove mangiare. Già l’adattamento in sé a una nuova cucina, una nuova cultura con diversi sapori e accostamenti, non è per tutti una passeggiata. Se ci aggiungiamo poi una metropoli moderna, con un mix di etnie e proposte culinarie per tutti i portafogli, ne viene fuori sicuramente un bel dilemma. Ecco perché ho voluto stilare alcune delle migliori proposte per guidarvi al meglio su dove mangiare a Los Angeles.

Della città in sé ne ho parlato in un articolo in uscita su TAT’s Issue. Los Angeles è enorme – come potete leggere anche in questo articolo. Ogni area della città ha una sua particolare caratteristica paesaggistica: dalle spiagge ai grattacieli, dalle colline ai quartieri residenziali. Questo diversifica molto sia le attrazioni da vedere (non ci si annoia mai!), che il cibo servito. Ci sono il quartiere messicano, quello coreano, la Little Italy, la Piccola Armenia e molti altri.

Parliamo però del vero cibo americano: sì, gli hamburger. Sono davvero un evergreen onnipresente grazie al loro prezzo super abbordabile. C’è da dire che un grosso problema di cui risente la California è la siccità. Frutta e verdura quindi sono molto costosi per la difficoltà di coltivazione e l’importazione e spesso gli americani ripiegano sull’alternativa più economica ma sicuramente meno sana. Ma vediamo insieme i migliori posti in cui mangiare a LA!

DOVE MANGIARE A LOS ANGELES: #1 IN-N-OUT

In-N-Out è una tappa obbligata per tutti i visitatori della California. È un fast food di qualità che serve solo 3 tipi di hamburger e le patatine col formaggio chiamate “Animal Style“. È un’icona della cultura del sud dello Stato ed è famoso anche per pagare i dipendenti più del normale salario minimo.

DOVE MANGIARE A LOS ANGELES: #2 URTH CAFÈ

L’Urth Cafè, a Los Angeles, ha diverse location tra West Hollywood, Beverly Hills e Downtown. Si tratta di un caffè che dispone di succhi, centrifughe, frullati e piatti salutari. Insalatone, dolci, pasticceria, panini e sandwiches lo rendono adatto a una pausa pranzo o a una bella colazione. È uno tra i posti più richiesti e in voga del momento. Sempre affollato ma con prezzi abbordabili e personale gentile.

DOVE MANGIARE A LOS ANGELES: #3 ROSE CAFÈ

Uno dei miei posti preferiti per la colazione è il Rose Cafè a Venice Beach. Locale carino e ben arredato, ha molte proposte sia dolci che salate. Dall’avocado toast, al bagel con uova e bacon, alle torte di fatte in case, fino alla vasta gamma di caffè e bevande naturali. Qua i prezzi si alzano un po’ ma ne vale la pena.

DOVE MANGIARE A LOS ANGELES: #4 GRAND CENTRAL MARKET

Il Grand Central Market si trova a Downtown LA, nella parte commerciale della città, nel cuore pulsante della vita frenetica degli uffici economici. Se si entra in questo mercato al coperto, si viene catapultati nel Sud-Est asiatico, in Messico, in Giappone e in Sud America in un colpo solo. Tanti piccoli ristorantini che offrono le loro migliori proposte a prezzi accessibili e qualità controllata. Ce n’è per tutti i gusti!

DOVE MANGIARE A LOS ANGELES: #5 SUGARFISH

Non poteva certo mancare una raccomandazione per il sushi! Il ristorante giapponese Sugarfish a Santa Monica, è tra i più rinomati e amati. I prezzi non sono bassissimi ma nella norma per Los Angeles, in più la qualità è ottima.

dove mangiare a Los Angeles

Il cibo messicano è molto presente nella cultura californiana grazie alla vicinanza geografica. Non temete di provare i food truck, di solito sono affidabili. Un ultimo consiglio che vi do è di assaggiare un capcake da Sprinkler, disponibili anche vegani e molto più gustosi di quelli di Magnolia Bakery!

Fate attenzione al caffè però, perché il “caffè americano lungo e annacquato”… beh, purtroppo esiste davvero.

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Hai lasciato la luce accesa: l’audiodramma che dà voce a Casa Bossi http://www.thatsalltrends.com/art/hai-lasciato-la-luce-accesa-elena-pugliese/ http://www.thatsalltrends.com/art/hai-lasciato-la-luce-accesa-elena-pugliese/#respond Wed, 19 Sep 2018 19:00:27 +0000 http://www.thatsalltrends.com/?p=38000 Da sabato 22 settembre Casa Bossi a Novara prende vita, grazie all’ultimo progetto del Comitato d’Amore per Casa Bossi. E grazie, soprattutto, a Hai lasciato la luce accesa, l’audiodramma ideato da Elena Pugliese che, più che vita, ha donato al palazzo una voce. Un dispositivo di audio cuffie accoglie il visitatore che, stanza dopo stanza, […]

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Da sabato 22 settembre Casa Bossi a Novara prende vita, grazie all’ultimo progetto del Comitato d’Amore per Casa Bossi. E grazie, soprattutto, a Hai lasciato la luce accesa, l’audiodramma ideato da Elena Pugliese che, più che vita, ha donato al palazzo una voce. Un dispositivo di audio cuffie accoglie il visitatore che, stanza dopo stanza, percorre l’intero primo piano immerso nell’ascolto di una narrazione che cuce al suo interno reperti di quotidianità. Un audiodramma nato da quei pensieri costanti che accompagnano il quotidiano, quelli che ognuno di noi mette in atto senza neanche accorgersene.

E non aggiungeremo altro perché, a spiegarci il progetto, è stata la stessa Elena.

 

Hai lasciato la luce accesa è un audiodramma, ma, in pratica, cos’è un audiodramma?

Nella nomenclatura ufficiale il termine audiodramma non esiste. Ho scelto io di usarlo per indicare un radiodramma in cui non c’è la radio. In pratica, è l’ascolto di una drammaturgia. Un testo in ascolto.

Ha scritto anche per il cinema e il teatro, cosa c’è di diverso in questo lavoro?

Quella di Hai lasciato la luce accesa è stata una scrittura del tutto diversa. Nello scrivere un audiodramma assumono importanza elementi come il modo in cui cui le parole si sposano con il tono della voce, i suoni, il ritmo e lo spazio.

Ha detto di ispirarsi sempre a fatti autobiografici, anche stavolta è così?

Il mio obiettivo era e resta quello di avvicinarmi alla realtà. Parto sempre da una testimonianza reale. Non abbiamo verità più sicura che quella della nostra storia.

È dunque dalla sua realtà che ha preso vita Hai lasciato la luce accesa?

Non proprio. Questa volta sono partita da un’altra realtà, quella di Casa Bossi. In particolare, mi sono soffermata sulla condizione di mancanza. Quello che manca a un palazzo abbandonato è la quotidianità, ed è proprio questa che ho cercato di restituire al palazzo.

Il teatro, però, piace proprio in quanto evasione dal quotidiano. Perché il pubblico dovrebbe essere attratto dalla quotidianità?

La quotidianità non ha nulla di noioso, occorre imparare a prendere il futile sul serio. La quotidianità è la forma che diamo alla nostra vita. Il suo fascino risiede nell’irrepetibilità. Ognuno ha le proprie abitudini, le proprie routine, sempre uniche, sempe figlie di ciò che siamo e di quello che abbiamo vissuto.

Torniamo a Casa Bossi, quanto c’è di lei nel suo audiodramma?

Beh, tutto il mio lavoro è partito da Casa Bossi, dal suo fascino. La prima volta che ci sono stata e ne ho visto la bellezza ho pensato “qui è finita, qualsiasi cosa possa scrivere vincerà sempre lei”. Ma Hai lasciato la luce accesa non è un’opera sulla casa, è un’opera che attraversa la casa.

Ci saranno arredi particolari per l’occasione?

No, nessuno. Non ho voluto modificare nulla – se non lo spesso strato di polvere. Casa Bossi sarà così com’è ogni giorno, spoglia, vuota, eppure irresistibile.

 

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John Gotti – Un nuovo Padrino è ora al cinema. Reggerà il confronto? http://www.thatsalltrends.com/cinema/john-gotti-un-nuovo-padrino-e-ora-al-cinema-reggera-il-confronto/ http://www.thatsalltrends.com/cinema/john-gotti-un-nuovo-padrino-e-ora-al-cinema-reggera-il-confronto/#respond Wed, 19 Sep 2018 19:00:04 +0000 http://www.thatsalltrends.com/?p=37941 Gotti – Il primo Padrino è un vero e proprio tuffo nella criminalità newyorkese degli anni ’80. Una crime story dai toni drammatici e spesso violenti che vuole portare sul maxischermo una piccola parte della assai discussa vita di John Gotti, il noto mafioso italo-americano che fu a capo della famiglia Gambino di New York […]

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Gotti – Il primo Padrino è un vero e proprio tuffo nella criminalità newyorkese degli anni ’80. Una crime story dai toni drammatici e spesso violenti che vuole portare sul maxischermo una piccola parte della assai discussa vita di John Gotti, il noto mafioso italo-americano che fu a capo della famiglia Gambino di New York City.

John VS John

John Travolta è invecchiato, facciamocene una ragione. Per carità, dimenticate quel fisico asciutto e sinuoso che sculettava in Pulp Fiction o si dimenava in Grease. Il tempo passa inesorabilmente per tutti e anche questo sex symbol degli anni ’80 e ’90 ha udito il suo canto del cigno.

John Travolta – Grease

Fortunatamente la bellezza non è il suo unico asso nella manica. Il talentuoso attore, infatti, può  vantare una buona versatilità che gli permette di interpretare ruoli sempre nuovi. Oggi è John Gotti, uno spietato criminale che ha condotto per anni le famiglie di Cosa Nostra nei 5 quartieri di New York: Brooklyn, Staten Island, Manhattan, Queens e Bronx.

John Travolta – John Gotti

La critica non è stata generosa con Travolta ma che dirvi, io ho trovato la sua interpretazione convincente. La durezza del volto ricalcata da una fredda e costante smorfia arrabbiata, riportano la fermezza di un uomo consapevole del suo potere e del bisogno di mantenerlo saldo tra le sue mani. Ed è proprio il potere il tema centrale di tutta la pellicola, ambizione che spesso può trascinare di fronte a dure scelte.

Le Famiglie

John-John si divide tra due famiglie, quella mafiosa e quella di sangue. In entrambi i casi si ritrova ad affrontare dolori, sconfitte, gioie e soddisfazioni. Al suo fianco si trova il figlio John A. Jr, figura abbastanza centrale nel corso del film, che pian piano entra a far parte della sua attività criminale nonostante l’opposizione della madre che, udite udite, è interpretata dalla vera moglie di Travolta, Kelly Preston.

John Travolta e Kelly Preston

John A. Jr è interpretato dal giovane attore canadese Spencer Lofranco, già comparso sul maxischermo in pellicole come Unbroken, con la regia di Angelina Jolie (2014). Convincente ma non troppo. Il bel visino lo aiuta sicuramente ma non spicca per le particolari doti recitative. Al contrario, molto brava Kelly Preston nei panni di Miss Gotti, che in alcune particolari scene è davvero riuscita a colpire nel segno.

Il Primo Padrino o l’ultimo dei “Padrini”

Alla premiere di Cannes, occasione in cui è stato presentato il film per la prima volta, l’accoglienza non è stata positiva. I revisori di IndieWire e The Hollywood Reporter hanno entrambi rilasciato recensioni negative, mentre Johnny Oleksinski del New York Post ha definito il film come “il peggiore di tutti i tempi“, ponendo le basi per un possibile insuccesso.

Cannes Film Festival 2018

Bisogna essere onesti: il lavoro non è impeccabile. La trama in alcuni punti manca di spessore e spesso ci si chiede dove si voglia arrivare perché ci si perde in scene che non sempre sono logicamente costruite. Nel complesso non è un lavoro pessimo, non mi sento di appoggiare la tesi di Olenksinski. Non è un prodotto a “5 stelle” – difatti Rolling Stone ne ha inserita solo una su quattro – e non rientra sicuramente tra gli “imperdibili” del 2018. Certo è che almeno il trailer va visto, così potete farvi un’idea di cosa sia stia parlando.

Scena tratta dal film Gotti – Il primo Padrino

Se dovessi darvi un consiglio sull’andare o meno a vedere questo film, citerei lo stesso Gotti e vi direi: “Mai tirarsi indietro!”.

Ah, informazione di servizio: settembre sta finendo, c’è ancora tempo per assaporarvi gli imperdibili del mese!

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Emmy 2018: alla scoperta di tutti i premi e i vincitori http://www.thatsalltrends.com/cinema/premi-e-vincitori-emmy-2018/ http://www.thatsalltrends.com/cinema/premi-e-vincitori-emmy-2018/#respond Tue, 18 Sep 2018 19:00:53 +0000 http://www.thatsalltrends.com/?p=37943 Ieri 17 Settembre si è svolta, al Microsoft Theatre di Hollywood di Los Angeles, la cerimonia che ha decretato i vincitori Emmy 2018. La 70ª edizione di premiazione degli Emmy Awards è stata trasmessa in diretta televisiva dall’emittente NBC, negli Stati Uniti, mentre, in Italia, dal canale RAI 4. Lo show è stato presentato da Michael […]

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Ieri 17 Settembre si è svolta, al Microsoft Theatre di Hollywood di Los Angeles, la cerimonia che ha decretato i vincitori Emmy 2018. La 70ª edizione di premiazione degli Emmy Awards è stata trasmessa in diretta televisiva dall’emittente NBC, negli Stati Uniti, mentre, in Italia, dal canale RAI 4. Lo show è stato presentato da Michael Che e Colin Jost, conduttori del TG satirico del Saturday Night Live.

vincitori Emmy's 2018

Il cast della serie fantasy  di HBO Game of Thrones che ritira il premio per Miglior serie drammatica

LA CERIMONIA E LO SHOW

Questi Emmy 2018 sono stati all’insegna del ritorno vittorioso a sorpresa, dopo la mancata partecipazione dell’anno scorso, di Game of Thrones. Il cult fantasy, che dal 2011 tiene tutti con il volto appicciato allo schermo, si è aggiudicato la statuetta più ambita: Miglior serie drammatica. Ancora una volta, HBO è la vera vincitrice della serata, in compagnia di Amazon. La sua The Marvelous  Mrs. Maisel, nuova frizzante serie di Amy Sherman-Palladino – la creatrice per intenderci di Gilmore Girls – , si è portata a casa il premio per la Miglior serie commedia. 

Ma ora andiamo a scoprire tutti i vincitori della serata!

vincitori Emmy’s 2018

Il cast della serie distribuita da Amazon Video The Marvelous Mrs Maisel

I PREMI E I VINCITORI EMMY 2018

Programmi televisivi

Miglior serie drammatica Game of Thrones distribuita da HBO
Miglior serie commedia  The Marvelous Mrs Maisel distribuita da Amazon Video
Miglior miniserie American Crime Story – L’assassinio di Gianni Versace distribuita da FX

Miglior reality competitivo RuPaul’s Drag Race distribuito da VH1
Miglior varietà talk show Last Week Tonight with John Oliver distribuito da HBO
Miglior varietà di sketch Saturday Night Live SNL distribuito da NBC

vincitori Emmy’s 2018

RuPaul’s Drag Race che ritira il premio per Miglior reality competitivo

Recitazione

Miglior attore protagonista in una serie drammatica Matthew Rhys per The Americans
Miglior attrice protagonista in una serie drammatica Claire Foy per The Crown

Miglior attore protagonista in una serie commedia Bill Hader per Barry
Miglior attrice protagonista in una serie commedia Rachel Brosnahan per The Marvelous Mrs Maisel

Miglior attore protagonista in una miniserie o film Darren Criss per American Crime Story – L’assassinio di Gianni Versace
Miglior attrice protagonista in una miniserie o film Regina King per Seven Seconds

vincitori Emmy's 2018

Claire Foy che grazie il suo ruolo della Regina Elisabetta II si è aggiudicata il premio per Miglior attrice protagonista in una serie drammatica

Miglior attore non protagonista in una serie drammatica Peter Dinklage per Game of Thrones
Miglior attrice non protagonista in una serie drammatica Thandie Newton per Westworld

Miglior attore non protagonista in una serie commedia Henry Winkler per Barry
Miglior attrice non protagonista in una serie commedia Alex Borstein per The Marvelous Mrs Maisel

Miglior attore non protagonista in una miserie o film Jeff Daniels per Godless
Miglior attrice non protagonista in una miniserie o film Merrit Wever per Godless

vincitori Emmy's 2018

Peter Dinklage che ha vinto il premio per Miglior attore non protagonista in una serie drammatica

Ci vediamo ai prossimi premi dedicati alla televisione !

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Al teatro in autunno: i più bei spettacoli teatrali 2018 http://www.thatsalltrends.com/art/al-teatro-in-autunno-spettacoli-da-vivere/ http://www.thatsalltrends.com/art/al-teatro-in-autunno-spettacoli-da-vivere/#respond Mon, 17 Sep 2018 19:00:46 +0000 http://www.thatsalltrends.com/?p=37619 L’arrivo dell’autunno, della pioggia e del freddo incoraggia a rannicchiarsi sul divano sotto la coperta con una tazza di cioccolata tra le mani, davanti al televisore. Ma per coloro che non hanno ancora voglia di arrendersi al freddo, andare al teatro, seduti su una comoda poltrona al calduccio, è un’alternativa allettante. Ecco una piccola guida […]

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L’arrivo dell’autunno, della pioggia e del freddo incoraggia a rannicchiarsi sul divano sotto la coperta con una tazza di cioccolata tra le mani, davanti al televisore. Ma per coloro che non hanno ancora voglia di arrendersi al freddo, andare al teatro, seduti su una comoda poltrona al calduccio, è un’alternativa allettante. Ecco una piccola guida per non perdersi nel labirinto degli spettacoli e farsi ispirare e scegliere i più bei spettacoli teatrali 2018.

A Christmas Carol Musical

Coloro che ogni anno poco prima di Natale amano rileggere il libro di Dickens o rivedere il film, quest’anno hanno un’altra alternativa. Nelle principali città dell’Italia settentrionale da novembre a gennaio si terrà A Christmas Carol Musical. Un’opportunità indimenticabile per vedere Scrooge mentre danza nella sua camicia da notte.

più bei spettacoli teatrali 2018

Grease il musical

Per gli amanti del film, ma anche per chi non l’ha mai visto, Grease il musical sarà in scena a partire da novembre a Milano e in seguito in diverse tappe in tutta Italia. Quest’anno si festeggiano i 4o anni dall’uscita del film con John Travolta e Olivia Newton-john. È sempre bello riascoltare le canzoni e sussurrare i testi a memoria, mentre si è seduti in platea.

più bei spettacoli teatrali 2018

Mary Poppins il musical

Per la prima volta va in scena in Italia e in lingua italiana il musical di Mary Poppins. La storia della tata più famosa al mondo conquista il palcoscenico e viene recitata da febbraio a dicembre presso il Teatro Nazionale di Milano. Dal libro di P. L. Travels al film Disney con Julie Andrews e ora dal musical fino a un sequel del film già realizzato che vedremo al cinema nei prossimi mesi.

più bei spettacoli teatrali 2018

Toruk: il primo volo

Il nuovo spettacolo del Cirque su Soleil arriverà a novembre al Pala Alpitour di Torino con diversi spettacoli e sarà ispirato al film Avatar di James Cameron. Toruk – Il primo volo è un racconto mitologico ambientato centinaia di anni prima rispetto agli eventi mostrati nel film Avatar, dunque prima dell’arrivo degli umani sul pianeta Pandora.

più bei spettacoli teatrali 2018

La traviata

Gli amanti del classico e coloro che non l’hanno mai vista potrebbero apprezzare La traviata. Quest’ opera di Giuseppe Verdi viene eseguita con costumi e scene dall’Orchestra de I virtuosi a Roma da aprile a ottobre 2018 presso il Teatro Salone Margherita. Racconta un amore impossibile ambientato sullo sfondo di Parigi verso la metà dell’Ottocento.

più bei spettacoli teatrali 2018

 

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Art Selfie: abbiamo tutti 7 sosia, anche nell’arte http://www.thatsalltrends.com/art/la-leggenda-dei-sette-sosia-un-viaggio-tra-le-coincidenze-e-la-ritrattistica-grazie-alle-nuove-tecnologie/ http://www.thatsalltrends.com/art/la-leggenda-dei-sette-sosia-un-viaggio-tra-le-coincidenze-e-la-ritrattistica-grazie-alle-nuove-tecnologie/#respond Fri, 14 Sep 2018 19:00:11 +0000 http://www.thatsalltrends.com/?p=37657 Si racconta che ognuno di noi abbia a spasso per il mondo almeno sette sosia. E si racconta anche che queste sette persone uguali a noi siano collegate da un filo temporale che di tanto in tanto le congiunge. Esistono individui identici nel mondo capaci di comunicare tra loro attraverso scambi di ricordi, flashback, sogni. […]

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Si racconta che ognuno di noi abbia a spasso per il mondo almeno sette sosia. E si racconta anche che queste sette persone uguali a noi siano collegate da un filo temporale che di tanto in tanto le congiunge.

Esistono individui identici nel mondo capaci di comunicare tra loro attraverso scambi di ricordi, flashback, sogni. Nessuno lo sa, ma ci sono attimi, istanti in cui ogni persona entra in contatto con un suo sosia e per brevi momenti vive parte della sua vita.

Parlo di somiglianze, di coincidenze, il taglio degli occhi, l’angolo della bocca. Ed è sorprendente quello che si potrebbe provare una volta che trovatisi a confrontare il proprio volto con quello di un opera d’arte esposta in qualche museo di fama mondiale, che ci somiglia così tanto.

La piattaforma Google Arts & Culture propone Art Selfie.

Questa funzione è capace di associare i selfie scattati dagli utenti ai soggetti ritratti nei quadri, trovando quelli più somiglianti. Giochino intrigante quello ideato da Google. Un mezzo strategico ed estremamente intelligente per instillare nei giovani, nelle nuove generazioni soprattutto, la curiosità di conoscere l’arte e i suoi protagonisti.

Basta scaricare l’app Google Arts and Culture e cercare la sezione Art Selfie. Ci si scatta un selfie e in pochi secondi si ricevono quattro o cinque risposte, con diverse percentuali di somiglianza. A questo punto non resta che scegliere quella che ci piace di più e condividerla sui social.

Cliccando sul ritratto scelto abbiamo la possibilità di conoscere il pittore che l’ha realizzato e avere più informazioni sul nostro sosia che campeggia in un museo.

Art Selfie è un esempio di riconoscimento facciale basato sulle soluzioni di machine learning: quando l’utente si fa una foto quello stesso scatto viene confrontato con i volti presenti nei lavori dei musei partner che hanno aderito al progetto. La propria foto viene associata a uno o più ritratti e ognuno di essi ha una percentuale di riscontro, cioè di coincidenza, tra i propri lineamenti e quelli del soggetto immortalato.

Provando con più scatti e cambiando espressioni si possono ottenere anche effetti diversi.

art selfie

La funzione era già disponibile da diversi mesi negli Stati Uniti, dove ha ottenuto un grande successo. Subito dopo il lancio, quella di Google Arts & Culture è stata per un po’ l’applicazione più scaricata.

Oggi Art Selfie è stata usata più di 78 milioni di volte.

Google Arts & Culture è un progetto di Google lanciato nel 2011 per digitalizzare le opere d’arte e renderle disponibili come immagini ad alta risoluzione, oltre che per offrire visite virtuali di molti importanti musei di tutto il mondo potenziando le tecnologie usate per Google Street View.

Ho sempre pensato, forse per la mia indole romantica e nostalgica, di aver avuto delle vite precedenti di cui non ricordo nulla, ho sempre immaginato di essere stata già su questa terra in epoca rinascimentale tra le strade di Firenze e Roma.

Poi di essere vissuta in Francia al tempo degli impressionisti dove i corpi burrosi delle Bagnanti di Renoir erano sfacciati e volgari, ma così tremendamente seducenti… Insomma credo di essere nata nell’epoca sbagliata, quella contemporanea, ma che altre me abbiano avuto più fortuna in epoche passate.

Fin da bambina mi è sempre piacuto immaginare che un’ altra me sia stata tra le grazie di qualche artista, di essere stata la sua musa, amante e modella e per confermare questa mia teoria con ostinazione mi sarò scattata almeno cinquanta selfie con Art Selfie.

La prima volta sono stata associata a Benjamin Franklin, poi ad una Duchessa della Transilvania e per finire a lei, a una delle donne di Botticelli.

art selfie

Io ne ero certa, voi che cosa aspettate a sapere chi erano i vostri sosia sparsi nel mondo e nel tempo?

 

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Venezia75 best look: quali i vostri preferiti? http://www.thatsalltrends.com/fashion/venezia75-best-look/ http://www.thatsalltrends.com/fashion/venezia75-best-look/#respond Thu, 13 Sep 2018 19:00:33 +0000 http://www.thatsalltrends.com/?p=37821 Il Festival del Cinema di Venezia -in programma dal 29 all’8 settembre- è alla sua 75esima edizione, ormai volta al termine. Così per noi, è arrivata l’ora di tirare le somme dei Venezia75 best look. Tra film, premiazioni e red carpet, la Mostra del Cinema di Venezia 2018 si riconferma come l’evento più glamour di fine […]

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Il Festival del Cinema di Venezia -in programma dal 29 all’8 settembre- è alla sua 75esima edizione, ormai volta al termine. Così per noi, è arrivata l’ora di tirare le somme dei Venezia75 best look.

Tra film, premiazioni e red carpet, la Mostra del Cinema di Venezia 2018 si riconferma come l’evento più glamour di fine estate. Non solo cinema, ma soprattutto moda e bellezza, hanno alternato sfarzosi abiti Haute Couture declinati secondo i trend di questa stagione Autunno-Inverno 2018/19. Venezia allora si trasforma in un firmamento di star, tutte lì per incantare stampa e paparazzi ed abbagliare con abiti da sogno gli astanti.

A dominare il red carpet sono il rosso ed il rosa in ogni sua nuance, dalla più flebile fino allo shocking. Non possono mancare però l’intramontabile nero e l’argento che conferiscono un tocco di eleganza e sofisticatezza ai look più ricercati. Profonde scollature su dècollète e schiena, spacchi vertiginosi e ricami preziosi hanno fatto brillare la romantica Laguna.

La moda uomo invece resta fedele al diktat dell’alta sartoria, come i completi indossati da Ryan Gosling e Bradley Cooper. Il red carpet diventa passerella per antonomasia, capace di svelare le nuove tendenze in fatto di moda e beauty che vedremo sfilare nelle prossime Fashion Week mondiali.

Venezia75 best look

  All Over Pink

Tra i look più applauditi del red carpet c’è sicuramente la fashionista del Pop Lady Gaga, emblema di stravaganza ed eccentricità ed anche stavolta non si è risparmiata scegliendo un abito monumentale decorato da migliaia di piume rosa firmato Valentino. Ad optare per il rosa anche la talentuosa giurata Naomi Watts in abito con balze in organza fucsia e Kate Blanchett con abito velvet e tempestato di piume, splendide entrambe in Armani Privè.

Golden Shower

Il trend metallico è la vera sorpresa di questa stagione, pronto a farci brillare nei mesi a venire. Testimonial di questo trend sul red Carpet della Serenissima è la carismatica Natalie Portman in total gold e scollatura profonda, tutto Gucci ed ancora l’outfit di Irina Shayk in abito Versace vintage, metallico e con silhouette a sirena. A sorpresa anche l’Angelo di Victoria’s Secret Izabel Goulart si è lasciata sedurre da questo trend, presentandosi sul red carpet con abito silver firmato Alberta Ferretti.

Noble Red

Nonostante il red carpet, qualcuno ha deciso di impadronirsi del rosso e declinarlo in look d’avanguardia ed audacia inimitabile. Tra tutte Dakota Johnson in Dior e Tilda Switon in abito animalier Schiaparelli Haute Couture hanno catturato l’attenzione dei fotografi. Tra i best look in red annoveriamo anche la meravigliosa Bianca Balti in camicia oversize e maxi gonna a balze per un total look targato Ovs e l’ex concorrente del GF e Uomini e Donne, nonché (a suo dire) esperta di tendenze Giulia De Lellis in Blumarine per il suo primo red Carpet veneziano.

Nude Powder

Non solo color block, neon e contrasti riflettenti, ma anche outfit dai colori tenui e delicati come l’abito scelto dall’attrice Emma Stone, come sempre vestita Louis Vuitton, con ricami bohemien e pietre preziose oppure come l’outfit cipria di Sara Sempaio, elegantissima in gown Armani Privé con lungo strascico e fiocco oversize da vera diva cinematografica.

 

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Milano Fashion Week 2018: cosa c’è da sapere http://www.thatsalltrends.com/fashion/milano-fashion-week-2018-cosa-ce-da-sapere/ http://www.thatsalltrends.com/fashion/milano-fashion-week-2018-cosa-ce-da-sapere/#respond Wed, 12 Sep 2018 19:00:57 +0000 http://www.thatsalltrends.com/?p=37611 Settembre non è settembre senza.. le passerelle, i paparazzi, lo street style e la Milano Fashion Week 2018! Settembre è meno amaro di Gennaio perché riesce ad indorare la pillola del ritorno al lavoro. New York ha aperto le danze giovedì 6 Settembre con lo show di Tom Ford. Dal 18 al 24 Settembre, invece, […]

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Settembre non è settembre senza.. le passerelle, i paparazzi, lo street style e la Milano Fashion Week 2018!

Settembre è meno amaro di Gennaio perché riesce ad indorare la pillola del ritorno al lavoro. New York ha aperto le danze giovedì 6 Settembre con lo show di Tom Ford. Dal 18 al 24 Settembre, invece, tocca alla nostra capitale meneghina che ha in programma ben 60 sfilate!

milano fashion week 2018

MILANO FASHION WEEK 2018

In particolare: 165 collezioni, 60 sfilate, 80 presentazioni e 44 tra mostre, inaugurazioni ed eventi. Ecco come Carlo Capasa, presidente della CNMI, commenta a proposito: “Ci aspetta una fashion week intensa e ricca di appuntamenti, non solo sfilate, ma anche eventi e tantissime presentazioni di giovani brand. È bello vedere come questi talenti emergenti stiano crescendo e performando bene. Sarà una settimana che coinvolgerà tutta la città, con installazioni ed happening dedicati al pubblico che avranno come ‘fil rouge’ il tema della sostenibilità. Ci immergeremo in una Milano sostenibile, in una settimana che culminerà con la seconda edizione del Green Carpet Fashion Awards Italia 2018.”

milano fashion week 2018

Infatti, il ricchissimo programma della Milano Fashion Week 2018 non riguarda solo la presentazione delle collezioni Spring/Summer 2019 ma in calendario ritorna anche il Fashion Hub Market che, per quest’edizione, ha selezionato 13 talenti internazionali ed anche i 12 finalisti dell’International Woolmark Prize 2018/19 che celebra i designer emergenti che utilizzano la lana Merino.

Inoltre, come ricorda Capasa, un altro importante evento è il Green Carpet Fashion Award che avrà luogo domenica 23 Settembre presso il Teatro La Scala. Gli altri luoghi della Milano FashionWeek 2018 sono, ovviamente, la Sala Cariatidi di Palazzo Reale e lo Spazio Cavallerizze, parte integrante del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci.

milano fashion week 2018

I DESIGNER

Ma chi saranno i designer attesi sulle passerelle? Dopo la pausa di Gucci, che ha deciso di sfilare a Parigi, i pionieri del Made in Italy restano fedeli al bel paese. Fendi, Prada, Emporio Armani e Moschino scenderanno tutti in passerella nella giornata di giovedì 20 settembre. Senza dimenticare: Alberta Ferretti, Marco de Vincenzo, Versace, Salvatore Ferragamo, Roberto Cavalli e Missoni.

Ma ci sono anche altre novità tanto attese, come la sfilata di FILA, brand tornato alla ribalta quest’anno con il suo allure anni 90, il quale, infatti, presenterà una reinterpretazione delle collezioni degli ultimi 20 anni. Attesissime anche le sfilate di: Agnona e A. F. Vandervost.

Qui trovate il calendario completo di tutti gli eventi in programma

milano fashion week 2018

La Milano Fashion Week 2018 è un evento a 360° che coinvolgerà a pieno la città per un’intera settimana. Cristiana Tajani, assessore alle politiche del lavoro del comune di Milano, ha commentato: “Questa Fashion Week coinvolgerà l’intera città anche attraverso le installazioni della seconda edizione del progetto Milano XL. Un percorso creativo pensato per celebrare il grande patrimonio di tradizione artigiana, ricerca e innovazione del Made in Italy. Vogliamo che la Fashion Week milanese, con i suoi eventi sempre più aperti al pubblico, sia un appuntamento diffuso e condiviso con i cittadini”

Non ci resta che aspettare il 18 settembre cercando ci contenere la fibrillazione!

 

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Le scarpe Wonderland di Miista http://www.thatsalltrends.com/fashion/wonderland-di-miista/ http://www.thatsalltrends.com/fashion/wonderland-di-miista/#respond Tue, 11 Sep 2018 19:00:13 +0000 http://www.thatsalltrends.com/?p=37644 Avete presente il detto “troppe scarpe e solo due piedi”? Pensateci un attimo e vi renderete conto che è così. Le donne non ne hanno mai abbastanza. Non è come acquistare una gonna o una giacca, le scarpe occupano un posto (o troppo posto) importante nel desiderio femminile. Allora come non parlare di Wonderland di […]

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Avete presente il detto “troppe scarpe e solo due piedi”? Pensateci un attimo e vi renderete conto che è così. Le donne non ne hanno mai abbastanza. Non è come acquistare una gonna o una giacca, le scarpe occupano un posto (o troppo posto) importante nel desiderio femminile. Allora come non parlare di Wonderland di Miista?

Wonderland di miista

Miista è un brand Inglese, fondato da Laura Villasenin. Cresciuta in Galizia, Spagna, e trasferitasi a Londra per allargare i propri orizzonti in fatto di moda. Qui nel 2010 si sente pronta a creare il suo brand composto da scarpe di varie forme geometriche, senza però tralasciare la qualità e la vestibilità. Miista aiuta ad esplorare il proprio lato creativo attraverso scarpe dai colori brillanti, stampe di marmo e forme particolari.

miista mules- Wonderland di miista

Le tradizioni

Miista unisce in una combinazione perfetta l’eredità rurale Spagnola con la modernità femminile, nel suo studio di East London, la designer dà vita a questi gioielli calzaturieri grazie al suo piccolo team super appassionato. Il fulcro dell’azienda però sono gli artigiani ed uomini di Alicante che, per le creazioni, mantengono le proprie tradizioni dal diciannovesimo secolo. Scarpe dalle figure eleganti ed allungate, abbellite con preziose applicazioni, stivali in pelle Italiana, mules traforate e flats metalliche ricordano le calzature medievali spagnole ma con un tocco da dama contemporanea.

miista collection- Wonderland di miista

Sono calzature davvero originali che vi faranno strillare il famoso “mi servono” o “come queste non le ho”.I prezzi sono modici, né troppo alti né troppo bassi, acquistabili online (sul sito c’è una sezione dedicata all’ outlet) ma anche negli store di Barcellona, Londra e Parigi. Vi state chiedendo: e Milano?. Non disperate, per la prima volta saranno in Italia, a Milano appunto, per una vendita privata che si terrà in via Tortona 20 per tre lunghi giorni, dal 5 al 7 ottobre. È meglio affrettarsi, che dite??!

 

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Da Paul Klee a Lotto: 6 imperdibili mostre autunno 2018 http://www.thatsalltrends.com/art/da-paul-klee-a-lotto-6-mostre-imperdibili-del-prossimo-autunno/ http://www.thatsalltrends.com/art/da-paul-klee-a-lotto-6-mostre-imperdibili-del-prossimo-autunno/#respond Mon, 10 Sep 2018 19:00:59 +0000 http://www.thatsalltrends.com/?p=37535 Finite le vacanze si torna in città! Ci aspetta un autunno ricco di iniziative, mostre ed esposizioni in tutta Italia e nel resto d’Europa. Vediamo adesso quelle che potrebbero essere le più interessanti nel nostro paese. Paul Klee. Alle origini dell’arte Andando in ordine cronologico, dal 26 settembre al MUDEC di Milano si potrà rivivere […]

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Finite le vacanze si torna in città! Ci aspetta un autunno ricco di iniziative, mostre ed esposizioni in tutta Italia e nel resto d’Europa. Vediamo adesso quelle che potrebbero essere le più interessanti nel nostro paese.

Paul Klee. Alle origini dell’arte

Andando in ordine cronologico, dal 26 settembre al MUDEC di Milano si potrà rivivere il primitivismo, movimento artistico che ha attraversato la cultura europea tra fine ‘800 e inizio ‘900 influenzando il lavoro di vari artisti, tra cui lo svizzero Paul Klee.

Una mostra che mette a confronto opere primitivistiche di Kleedipinti, acquarelli e disegni–  con oggetti dell’antichità classica e manufatti della collezione etnografica del Mudec.

mostre autunno 2018

Il concetto di primitivismo in Klee assume connotazioni diverse rispetto a quelle comunemente utilizzate. L’artista cerca in opere d’arte “primitive” – e in repertori desueti – quella deformazione, che gli permette di infrangere il gusto monumentale e anticheggiante, entro cui si era formato a Monaco. Klee è convinto che alle origini dell’arte ci sia una religione, un popolo, una comunità storica e linguistica provvista di simboli comuni e riti condivisi.

Ed è convinto che occorra oltrepassare le iconografie tradizionali.

A partire dal 1912-1913 Klee dissemina le proprie immagini di ideogrammi, rune o elementi “alfabetici” di invenzione. Si sforza di rinviare l’osservatore al processo che sta dietro l’immagine. Di sollecitare in lui domande attorno al senso di ciò che vede. Di indurlo a leggere e decifrare con attenzione.

Il quadro si trasforma in una sorta di pagina di diario metafisica. L’opera non si osserva più o meno fuggevolmente, ma si legge a vari livelli, come una sorta di partitura musicale. L’artista concepisce l’arte in modo nuovo, mistico, appunto, in un rapporto indissolubile tra pittura e musica, immagini e parole.

La mostra, a cura di Michele Dantini e Raffaella Resch, sarà in esposizione fino al 27 gennaio 2019.

? War is over. Arte e conflitti tra mito e contemporaneità 

Nel mese successivo, dal 5 ottobre al 13 gennaio al Museo d’Arte della città di Ravenna, curata da Angela Ecce e Maurizio Tarantino, si terrà un’esposizione concentrata sul rapporto artista-guerra.

La mostra propone l’idea che il contrario della guerra non sia la pace bensì il dialogo, il conflitto dominato, la dialettica.

mostre autunno 2018

E null’altro svela meglio questa realtà quanto il lavoro degli artisti. L’arte è un’azione dell’uomo che interpreta l’aspirazione alla libertà di pensiero, di credo, di creazione, ed è agli antipodi di ogni tipo di violenza.

Il linguaggio contemporaneo ha assunto ogni forma, dal quadro alla fotografia, dal wall drawing alla perfomance. Divenendo uno degli strumenti di denuncia e di espressione più diffuso e trasversale. Il linguaggio contemporaneo è ora capace di addentrarsi negli scenari di guerra. Di interpretarne l’energia vitale come di denunciarne gli orrori, o di connotarsi come puro atto di liberazione.

La mostra esplora questo tema anche attraverso opere che sondano la mitologia, strumentalizzata in ambito bellico o nata dalle guerre stesse. Si spazia dalle scene di battaglia agli strumenti di offesa e tortura. Dalla rappresentazione del potere e dei volti dei vinti, al vitalismo e al primitivismo come sublimazione delle profonde pulsioni che agitano l’animo.

Si tratta, perciò, di una mostra né pacificatrice né consolatoria. Il percorso espositivo è volto a sottolineare la ricchezza, la fluidità, l’energia di poetiche differenti ma costantemente impegnate. Mai dimentiche degli ostacoli che la realtà frappone alla realizzazione dei sogni, tanto più se si affidano a un irenico domani.

Gli artisti in mostra sono numerosissimi, spaziano da Marina Abramović a Davide Cantoni, da Robert Capa a Giorgio De Chirico, da Antonio Mancini a Michelangelo Pistoletto insieme a tanti altri.

Mostra a Palazzo Blu: Da Magritte a Duchamp. 1929: il Grande Surrealismo dal Centre Pompidou

Spostandoci in Toscana, dall’11 ottobre al 17 febbraio, a Pisa, si terrà  la mostra che vedrà esposte circa 90 opere prese in prestito dal Centre Georges Pompidou di Parigi.

Per la prima volta in Italia, l’istituzione francese presterà una serie di capolavori esposti nella collezione di quella che è la più importante istituzione europea dedicata all’arte del Novecento.

mostre autunno 2018

Il percorso espositivo e la selezione delle opere sono curati da Didier Ottinger. Luminario del museo francese, tra i massini esperti al mondo dell’opera di Magritte, di Picasso e dei surrealisti. Le opere spazieranno tra capolavori pittorici, sculture, oggetti surrealisti, disegni, collage, installazioni e fotografie. In arrivo a Pisa per mostrare la straordinarietà del Surrealismo. Tutti lavori prodotti intorno al 1929, anno cruciale per gli artisti che in quell’epoca vivevano a Parigi.

I Macchiaioli. Arte italiana verso la modernità

Anche per questo nuovo anno il capoluogo piemontese si conferma tra le più vivaci città italiane. Con tante nuove mostre e appuntamenti culturali, che faranno la felicità dei torinesi e anche dei turisti in visita nella bella città sabauda.

La GAM di Torino propone, dal 26 ottobre al 24 marzo, la mostra I Macchiaioli. Arte italiana verso la modernità. Con 80 opere provenienti dai più importanti musei italiani, enti e collezioni private che vanno a costruire un ricco racconto artistico sulla storia del movimento.

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Protagonisti di questa importante mostra sono gli antefatti. La nascita e la stagione iniziale e più felice della pittura macchiaiola. Il periodo che va dalla sperimentazione degli anni Cinquanta dell’Ottocento ai capolavori degli anni Sessanta. L’esperienza dei pittori macchiaioli ha costituito uno dei momenti più alti e significativi della volontà di rinnovamento dei linguaggi figurativi, diventata una priorità alla metà del XIX secolo.

Questa coraggiosa sperimentazione porterà a un’arte italiana moderna, che ebbe proprio a Torino, nel maggio del 1861, la sua prima affermazione alla Promotrice delle Belle Arti.

Futuruins. Il corpo e la pietra

Con l’arrivo di dicembre, dal 14 per essere precisi, a Venezia ci sarà l’occasione di scoprire l’importanza e ammirare la straordinarietà delle “rovine”. Fino al 24 marzo, presso Palazzo Fortuny si svolgerà Futuruins. Il corpo e la pietra. A cura di Daniela Ferretti, Dimitri Ozerkov e Dario Dalla Lana.

L’estetica delle rovine è l’elemento cruciale nella storia della civiltà occidentale. Simboleggia la presenza del passato, ma allo stesso tempo contiene in sé la potenzialità del frammento. La rovina viene dal passato, conferisce ricchezza di senso al presente, dona consapevolezza ai progetti futuri.

La mostra cercherà di spaziare nei secoli per punti. Dalle prime mitologie della distruzione, fino al terrorismo iconoclasta di Palmira, per arrivare alle macerie delle Twin Towers.

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Il crollo delle architetture evoca la decadenza della civiltà che le ha prodotte. Il parallelo edificio-corpo diviene l’elemento rivelatore. Che da un lato rimanda alla caducità della vita umana e alla corruzione dei corpi, dall’altro apre al concetto di ciclicità,  all’alternarsi nella storia di crisi e rinascite.  Anche oggi la contemplazione delle rovine può essere fonte di una nuova consapevolezza.

Mantegna & Bellini e la ritrattistica di Lotto 

Fuori dall’Italia, dobbiamo andare a Londra per non perderci due appuntamenti notevoli.

La grande arte del rinascimento italiano farà  da protagonista alla National Gallery. Dove saranno presentate nei prossimi mesi non una, bensì due mostre di grandissima importanza. La prima, che aprirà il 1 ottobre sarà il naturale sviluppo del focus presentato negli scorsi mesi alla Fondazione Querini Stampalia di Venezia. Che ha accostato le due Presentazioni di Gesù al tempio di Giovanni Bellini e Andrea Mantegna.

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La seconda mostra, al via il 5 novembre consisterà nella tappa londinese di un progetto sviluppato in collaborazione con il Museo del Prado di Madrid dedicato alla ritrattistica di Lorenzo Lotto.

 

 

 

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