Un beffardo pregiudizio perpetua l’idea che la letteratura al femminile sia null’altro che un ammasso di miele e cuoricini: balle!

Da Jane Austen in poi è stato chiaro che le scrittrici donne non si chiamano tutte Liala e che le eroine in gonnella sono tutt’altro che svampite. Di seguito, una lista di libri che lo dimostrano e che vi faranno iniziare l’anno all’insegna del girl power.

lessing

  • LA BRAVA TERRORISTA di Doris Lessing

Iniziamo alla grande con l’Alice Mellings del premio nobel treccioluto Doris Lessing. Una tipina che non solo non ha niente a che vedere con lo stereotipo della donnina tutta casa e ferro da stiro ma che finisce addirittura a fare la terrorista. Una terrorista che lotta per far diventare i propri ideali realtà, anche a costo di usare le manieri forti. Offrendoci l’amara rivelazione che anche le donne, così come gli uomini, sono capaci di eccellere nella violenza.

Contro la stupidità anche gli dèi lottano invano”.

tasso

  • LA GERUSALEMME LIBERATA di Torquato Tasso

Un’altra guerriera, la Clorinda di Tasso. Un’altra donna che ha preferito l’armatura al grembiule, in un tempo in cui le donne erano poco più che un accessorio. Clorinda dimostra che non si è mai troppo deboli per combattere la propria causa e che la vera femminilità non può essere celata dagli abiti, per quanto questi siano mascolini. L’ardente passione che le brucia in petto per Tancredi ne è testimone e il racconto del loro duello è uno dei pezzi più intensi della storia della letteratura. Da leggere abbandonando i pregiudizi ginnasiali.

Tre volte il cavalier la donna stringe / con le robuste braccia, ed altrettante / da que’ nodi tenaci ella si scinge, / nodi di fer nemico e non d’amante”.

barbery

  • L’ELEGANZA DEL RICCIO di Muriel Barbery

Il pregiudizio che la Barbery demolisce con la sua Renée Michel è che non tutte le eroine sono delle bellissime ed eleganti donne di classe. Vi sono grandi donne che non hanno un grande aspetto. Vi sono donne che non indossano gioielli e non svolgono lavori prestigiosi. E vi sono donne che nonostante ciò diventano delle eroine. Perché un cervello ben pensante fa più scena di due gambe lunghe. E una libreria ben fornita è un investimento decisamente più fruttuoso di una scarpiera strabordante.

Ha l’eleganza del riccio: fuori è protetta da aculei, ma ho il sospetto che dentro sia semplice e raffinata come i ricci”.

franzen

  • PURITY di Jonathan Franzen

La storia di Purity Tyler all’apparenza non ha nulla di epico. Grandi viaggi e grandi eventi capitano a Pip, eppure si ha come l’impressione che non sia davvero lei a scegliere il corso della propria vita. Fino all’ultimo capitolo almeno, quando Purity smette di lasciarsi trascinare dalla corrente e inizia a diventare padrona di sé stessa. Un traguardo che, in quest’epoca precaria e negli anni incerti di un’acerba maturità, porta in sé una seppur umile grandiosità.

Cinquant’anni di femminismo e le donne seguono ancora gli uomini”.

austen

  • ORGOGLIO E PREGIUDIZIO di Jane Austen

Non vorrei essere scontata, ma se si parla di eroine letterarie non si può non citare uno dei personaggi scaturiti dalla sardonica penna di Miss Austen. La scelta è stata ardua e se alla fine ho optato per Elizabeth Bennet è in primis perché all’epoca non vi era nulla di più coraggioso che preferire la zitellagine ai pirla in cerca di dote e, soprattutto, perché non c’è niente di più eroico dell’accaparrarsi un pezzo d’uomo come Mr Darcy.

Non è forse l’asocialità la vera essenza dell’amore?

merini

  • LA PAZZA DELLA PORTA ACCANTO di Alda Merini

Le donne sono tutte matte” quante volte l’abbiamo sentito dire? La Merini non si sarebbe offesa, lei di essere pazza lo ammette con candore. E con la sua follia ci gioca. Si lascia cullare dai propri demoni, tessendo, parola dopo parola, un testo che è bellezza pura. Non la classica bellezza tutta carezze e sorrisi, questo è certo. Il fascino della Merini è dato dalla sua forza, dal suo colpirti dritto al petto in modo tale che, leggendola, non puoi restarle indifferente. E non è forse questo ciò a cui aspira ogni scrittore?

Nessun uomo può dire di non essere stato crocifisso almeno una volta a quel ramo d’ulivo che è la donna“.

viola

  • L’AMORE È ETERNO FINCHÉ NON RISPONDE di Ester Viola

L’avvocato Olivia Marni non è forse il più calzante esempio di donna con le balle. Ammettiamolo, stalkerare la nuova ragazza del proprio ex sui social è tutt’altro che cazzuto. Però, ammettiamo anche questo, chi è che puoi dirsi pura da questo peccato? Nessuna. Così come nessuna potrebbe escludere la tagliente e pragmatica ironia di Ester da una lista del genere.

Si lasciano i ricchi, si lasciano quelli che non avrebbero i soldi per lasciarsi, si lasciano gli innamorati, si lasciano persino quelli che si erano messi insieme per non lasciarsi soli. Si lasciano tutti, è solo questione di quando”.

Puoi trovare quest’articolo anche nell’ Edicola di CittàWeb!!