Una vita destinata a rivoluzionare il mondo della moda, quella di Christian Dior, e il cinema. Nonostante la morte prematura, resta ancora oggi straordinariamente significativo il suo contributo ed il suo operato, tanto sulla passerella quanto sul grande schermo. Il rapporto tra Dior e il cinema trova come punto focale la bellezza, perseguita con perseveranza dallo stilista nel corso della sua carriera. Rivolgendosi in primis alla donna. Dior voleva infatti riscattare la figura femminile e quindi anche le grandi dive per le quali realizzò capi unici.

Christian Dior: dal New Look al debutto sul grande schermo

L’incontro tra Dior e il cinema appare come la naturale evoluzione di un interesse costante nella vita di lui. Appassionato sin da giovanissimo agli abiti di scena e ai costumi cinematografici, da ragazzo ideò e confezionò dei costumi di carnevale per sua sorella e le cugine.

Ma la nascita del mito Dior arrivò con il New Look. Era il 1947 quando la redattrice di Harper’s Bazar, dopo aver assistito al fashion show di Dior, si lascia sfuggire un “It’s a new look”, coniando il termine che per settant’anni è stato accostato al nome dello stilista. Il New Look di Dior vuole sancire la fine della guerra anche nella moda e nella silhouette femminile. E lo fa con le inequivocabili gonne a corolla che evidenziano il punto vita, le spalle arrotondate,

A restare folgorata non fu solo la stampa. A quella sfilata era presente anche Marlene Dietrich che da quel momento non vorrà nessun altro se non Christian Dior per confezionare i suoi abiti di scena e nella vita privata.

Il primo approccio con il mondo del cinema però Dior lo aveva avuto cinque anni prima, per Le Lit à Colonnes con Odette Joyeux. Nel 1947 però, grazie all’ammirazione della Dietrich, Dior conquistò definitivamente il grande schermo, realizzando gli abiti di scena per Stage Fright di Alfred Hitchcock e No Higway in the Sky di Henry Koster, con James Stuart. Gli outfit della Dietrich non passarono inosservati: da quel momento la collaborazione tra Dior e il cinema divenne sempre più frequente.

La lista delle attrici che indossarono modelli firmati Dior iniziò ad allungarsi sempre più: da Lauren Bacall nel celebre How to marry a millionaire del 1953, nell’inconfondibile tailleur Dior, ad Ava Gardner in The Little Hut (1957) per cui lo stilista confezionò la maggior parte degli abiti della diva.

dior e il cinema

Christian Dior: la consacrazione, la morte, il successo

Con la fine degli anni Cinquanta fu consacrato al successo indiscusso il connubio tra Dior e il cinema. Neanche l’improvvisa morte dello stilista nel 1957 a Montecatini Terme fermò la sua ascesa. Nel 1958, per la pellicola Indiscreet di Stanley Donen, Ingrid Bergman indossò delle creazioni firmate dal celebre stilista: il vestito Tuleries e il completo Jardin D’Hiver composto da abito e cappotto, creato da Dior l’anno prima per la stagione A/I.

Nel 1960 toccò a Jean Simmons incantare il pubblico con un vestito a fiori di Dior in The Grass is Greener e nello stesso anno Jean Seberg scelse un abito da cocktail dello stesso stilista per la promozione di À bout de souffle.

Ma il 1960 doveva essere un anno particolarmente favorevole per la maison Dior e il cinema: Brigitte Bardot infatti posò con il completo Nuit aux Antilles, ideato e creato da un giovanissimo Yves Saint Laurent per la collezione della stagione P/E.
L’anno successivo Elizabeth Taylor ritirò il suo primo premio Oscar come migliore attrice protagonista per il film BUtterfield 8, noto in Italia con il titolo di Venere in visone, indossando l’abito Soirée a Rio di Christian Dior.

dior e il cinema

Dior e le dive del cinema: grandi nomi per abiti indimenticabili 

Dior vestì in più di un’occasione anche un’attrice italiana: Sophia Loren.
I due si incontrarono in occasione di Arabesque (1966) di Stanley Donen, per il quale Marc Bohan, designer per Dior, creò dei pezzi per il guardaroba della Loren. In particolare un abito rosa in tulle. L’anno successivo per A Countess from Hong Kong fu realizzato un numero di creazioni speciali per l’attrice italiana.

Anche fuori dallo schermo il rapporto tra Dior e il cinema fu sempre molto intenso. Basti pensare non solo alla quantità di pellicole in cui sono apparse sue creazioni, ma anche alle dive che hanno scelto di indossare abiti di Christian Dior nella vita di tutti i giorni, come facevano appunto la Dietrich o la Bergman. Tra questi nomi non può non essere citato anche quello di Grace Kelly che, nel 1967, prese parte all’inaugurazione d’apertura del primo Baby Dior indossando proprio l’iconico ed inconfondibile tailleur.

Dior e il cinema