Difficile inquadrare e definire il ruolo avuto da Yves Saint Laurent nel cinema.
Come in qualsiasi altro ambito della sua vita, anche in questo campo Saint Laurent si è distinto dagli altri stilisti visti finora. In perfetta coerenza con il suo estro, Yves Saint Laurent nel cinema ha adottato lo stesso spirito eterodosso che nella moda lo ha portato a diventare una personalità unica.

Impossibile da etichettare o catalogare in modo preciso, Yves Saint Laurent ha incominciato a muovere i suoi passi nell’haute couture sotto la firma di Dior. Quando però nel 1960 fu licenziato, dopo una causa in tribunale – che vinse – e dopo un periodo di convalescenza dovuto al ricovero post arruolamento, diede vita alla sua casa di moda. A sostenerlo, tanto nel lavoro quanto nella vita privata, Pierre Bergé che sarà suo compagno per tutta la vita.

Yves Saint Laurent: la creatività al servizio dell’innovazione

Sin da subito il suo lavoro fece scalpore e sin da subito fu chiaro la portata rivoluzionaria delle sue creazioni. Mai noioso, mai scontato, mai uguale a se stesso, Yves Saint Laurent si sentiva investito come da una sorta di missione: farsi costantemente portavoce di un’innovazione.
Probabilmente questo derivava dalla sua natura curiosa, sempre volta alla conoscenza.

La sua creatività lavorava come una spugna: assorbiva tutto ciò che vedeva o leggeva per poi rielaborarla con l’originalità che lo contraddistingueva. È così che Yves Saint Laurent ha potuto esplorare ed imporre un nuovo concetto di eleganza, moderna ed innovativa.

Profondo amante dell’arte e della cultura infatti non faceva che subire gli influssi di ogni campo artistico, non senza adoperarsi prima in un’attenta selezione.
Dal balletto russo alla pop art, dall’arte (la sua collezione di opere annoverava circa 730 pezzi) alla letteratura. Da Picasso a Matisse, da Mondrian e Van Gogh, l’arte era per lui una continua fonte di ispirazione. Nessun altro prima di lui si era spinto a considerare la possibile commistione arte-moa, un accostamento ancora audace per l’epoca.

 

Belle de Jour: la firma di Yves Saint Laurent nel cinema

Yves Saint Laurent nel cinema ha voluto mantenere un profilo apparentemente più basso rispetto ad esempio al suo maestro Christian Dior. Come accadeva per le sue creazioni, verso le quali doveva elaborare un processo creativo fulmineo, allo stesso modo si approcciava alle donne, alle sue muse. Come per Betty Catroux, sua carissima amica, per la quale disegnò il primo tuxedo da donna. Un modello che divenne famoso soprattutto grazie a Bianca Jagger. O come era stato per LouLou de La Falaise.

Ma uno dei colpi di fulmine colse Yves Saint Laurent nel cinema: Catherine Deneuve. Per lei, nel 1967, Yves realizzò gli abiti del film Belle de Jour, incluso il celebre ed iconico trench in vinile. Un capo che ancora oggi ogni donna pagherebbe per avere nel suo guardaroba.
La Deneuve nel film Belle de Jour interpretava Séverine Serizy, giovane borghese che si prostituisce per risolvere i suoi problemi affettivi.

Negli abiti di Saint Laurent, incarnava perfettamente la sintesi tra femme fatale e donna fragile e cerebrale. La natura poliedrica del suo personaggio viene perfettamente rappresentata dagli abiti che indossa.Il trench nero con le maniche in maglia sintetizza infatti la Séverine sicura di sé, mentre l’abito nero con i polsini in raso a contrasto parlano della Séverine più introversa.

Yves Saint Laurent nel cinema

 

Da Catherine Deneuve a Leatitia Casta: le muse di Saint Laurent

Il successo degli outfit disegnati per Catherine Deneuve è tale che di lì a breve quegli stessi abiti si iniziano a vedere per strada. Le scarpe indossate dalla Deneuve sul grande schermo, create per la collezione A/I del 1965, prendono il nome di Belle de Jour. A ridosso dell’uscita del film, grazie alla popolarità che questo ottiene, le vendite del marchio sono alle stelle.

Ma oltre ad indossare abiti firmati Saint Laurent sul grande schermo, anche nella vita privata la Deneuve annoverava diversi capi dello stilista nel suo guardaroba. Così come molte grandi icone di stile a lei contemporanee, da Lady D a Grace Kelly.

Musa delle ultime sfilate, Laetitia Casta della quale lo stilista s’innamorò al primo sguardo e che volle assolutamente sulle sue passerelle. La Casta stessa ricorda il loro primo incontro raccontando “Mi guardò e mi disse: lei è molto bella e io arrossii”. Era il 1999 e Yves Saint Laurent la volle assolutamente per la sua sfilata quello stesso anno. Nel 2002, alla fine della sfilata al Centro Pompidou di Parigi, Saint Laurent fece il suo ingresso trionfale tra gli applausi del pubblico proprio a fianco delle sue amiche e muse, Catherine Deneuve e Laetitia Casta.