Dawson’s Creek 20 anni dopo

Dawson’s Creek 20 anni dopo

Dawson’s Creek ha compiuto 20 anni.

Era il 20 gennaio 1998 quando, negli Stati Uniti, andò in onda la prima puntata della serie che il Parents Television Council considerò la peggiore serie dell’anno.

In Italia Dawson’s Creek arrivò 2 anni dopo, all’alba del nuovo millennio. E subito dopo arrivarono le infinite repliche. Giusto in tempo per dare a quelli della mia generazione la possibilità di restarne ammaliati.

Per quelli classe ’92, o giù di lì, Dawson’s Creek arrivò alla soglia della pubertà. Sul corpo non avevamo che qualche sporadico peletto, il nostro tempo libero lo passavamo tra i giocattoli e i rapporti con l’altro sesso si limitavano a pacche e boccacce. Ma qualcosa stava cambiando. I nostri ormoni iniziavano a muoversi. L’adolescenza incombeva. E, a spiegarci quello che di lì a poco ci avrebbe aspettato, arrivò la combriccola di Capeside.

Dawson, Pacey, Joey e Jen: – col senno di poi – 4 sfigatelli malvestiti.

Allora, però ci sembravano tipi fighi. Erano i ragazzi grandi che sognavamo di diventare. Non sapevamo ancora nulla di cosa volesse dire essere un teenager. Ciò che imparammo lo imparammo da loro.

Quelli impartitici da Dawson’s Creek furono insegnamenti incosci. Non ne eravamo ancora consapevoli, ma sarebbero entrati nelle nostre teste per non uscirne più.

Sono 5, in particolare, le lezioni che Dawson’s Creek 20 anni dopo continua a impartirci.

Dawson's Creek 20 anni dopo

LA PROVINCIA RENDE COLTI

Dawson guardava film d’autore. Joey leggeva più di Belle e Matilda messe insieme. Pacey non aveva ancora la patente ma possedeva già il sapere di un armatore esperto. Jen parlava come un manuale di pillole filosofiche. Vivevano tutti in un rurale villaggetto sulle sponde di un lago ignoto al resto del mondo. Non c’era un bar, non una salagiochi, figuriamoci una discoteca. Quei ragazzi si annoiavano a morte. E così, per passare il tempo, si dedicavano ad attività da intellettuali. È l’arma dei provinciali. L’asso che si tira fuori dalla manica quando, da grandi, si approda nella metropoli. “Non avrò mai visto un concerto né partecipato a una manifestazione, ma nel reietto paesino da cui provengo ho avuto il tempo di leggere la Recherche di Proust in versione integrale”.

Dawson's Creek 20 anni dopo

LA GATTA MORTA VINCE SEMPRE

Joey Potter era il sogno proibito dell’intera cittadina. Di attrattive, però, ne possedeva ben poche. Era carina ma non così bella. Intellingente ma non certo geniale. Sensibile ma parecchio rompiballe. Divertente sì, ma in modo stucchevole. Joey era una palla al piede ma a Capeside si guadagnò il ruolo che a Troia spettò a Elena. Perché era una gatta morta. E le gatte morte vincono sempre. È quella loro aria sfuggevole ad attrarre. Sono tipe che dove le metti stanno ma non stanno mai felici. Non si capisce cosa vogliano, nessuno sa cosa pensino. In realtà non lo sanno neppure loro. I maschi però – perlomeno quelli sotto i 20anni – scambiano l’ignavia per mistero e ci perdono la testa.

Dawson's Creek 20 anni dopo

SE È TROPPO BELLO PER ESSERE VERO, È GAY

Fiore all’occhio del liceo di Capeside era Jack McPhee. Jack era il ragazzo perfetto. Di quelli di cui tieni il poster in cameretta. I suoi coetanei si dimenavano tra brufoli e incerti baffi, lui aveva l’aspetto di un Arcangelo. Gli altri passavano le giornate incollati alla Playstation, lui seguiva corsi di arte contemporanea. Loro le risse in cortile, lui l’allenamento dei bambini sfortunati. Bravo, bello e buono. Adorato dalle mamme, acclamato dalle figlie. E interessato ai maschietti. Non esistono adolescenti così interessanti e, se ci sono, sono sempre dell’altra sponda.

Dawson's Creek 20 anni dopo

L’ASTINENZA HA GRAVI CONSEGUENZE

Chi non fa sesso al liceo non la superà più. Non se la prendano i comitati pro-castità. Il sesso, per gli adolescenti, è un chiodo fisso. Non pensano ad altro. Il sesso è la novità del decennio, il mezzo per diventare adulti, il mondo dei balocchi che tutti muoiono dalla voglia di esplorare. La mania passa solo dopo averlo fatto, e rifatto ancora. A quel punto l’amplesso rientra nelle normali funzioni dell’essere umano e non si sente più l’esigenza di parlarne 24 ore su 24. Se questo non accade, si arriva alla soglia dei 30 con la stessa spasmodica voglia di un 15enne. Dawson Leery ne è la prova.

Dawson's Creek 20 anni dopo

IL PRIMO AMORE NON SI SCORDA MAI

Il primo amore non si scorda mai ed è giusto che sia così. La prima cotta non si deve dimenticare. È bene tenerla sempre in mente, come costante monito di tutto quello che c’è di sbagliato in una relazione. Il primo a farci battere il cuore e arrossire le guance è sempre un cretino. Non c’è da vergognarsene, è un rito di passaggio. E c’è sempre chi è messa peggio, tipo Joey che spreca anni a piangere per quell’anti concezionale vivente di Dawson. Ricordiamocelo il primo bacio, per non baciare mai più usando tutta quella bava. E il primo appuntamento, così non azzarderemo di nuovo l’ombretto azzurro. Ricordiamoci tutto, ma non per una questione di romanticismo. Facciamolo col pratico fine di un miglioramento personale.

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