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Outfit da ufficio? Non chiedetelo a me

Quando mi comunicarono di essere stata assunta, il primo pensiero è stato: che mi metto? Qual è l’outfit da ufficio giusto?

Vivo in un open space sui navigli, ho studiato lettere e sono una “scrittrice”.

Se non vado in giro con sandalacci e gonnelloni hippie è solo perché le mie radici provinciali mi impediscono di stare completamente a mio agio nelle vesti di scappata di casa.

Formalità ed eleganza, però, non trovano posto nel mio armadio.

outfit da ufficio

Sono un tipo originale, magari, a tratti interessante. Ma elegante proprio no.
L’unico blazer che possiedo risale agli anni ’90, è in velluto viola e l’ho rubato a mio zio.

I miei mocassini hanno una zeppa da far rabbrividire un carro armato e i jeans sono tutti strappati, o troppo stretti o troppo larghi.

Ho una camicia amaranto con stampa di gufi, ed è la cosa più classica che riesco a immaginare.

Adesso però ho anche un lavoro. Ho un ufficio in cui recarmi ogni mattina, clienti a cui parlare, un capo a cui dar conto. La minigonna in pelle, non so bene perché, ma non credo sia adatta.

outfit da ufficio

 

E dunque? Cosa indossare?
Prima del primo colloquio sfogliai tutti gli articoli sull’argomento. Da Cosmo a Vogue, dicevano un po’ le stesse cose. Il blu trasmette serenità, la longuette non sbaglia mai, niente batte una camicia bianca.

Optai infine per un maglioncino nero a collo alto. Minimal, bon-ton, ben aderente ma mai volgare. Ero così contenta della mia scelta. Peccato quel giorno ci fossero 30°. Non feci che sudare come un beduino per tutto il tempo.

E poi arrivò il primo giorno di lavoro.

Decisi che sarei stata una di quelle donne in carriera che sfrecciano tutto il giorno sui tacchi e non sanno cosa sia il mal di piedi. Indossai delle decoltè alla moda.

Ed ero così contenta della mia scelta. Peccato che il tacco producesse sul marmo dell’ufficio un rumore simile a quello che si sente all’avanzare di un elefante.

Era il mio primo giorno e non potevo muovermi senza attirare l’attenzione dell’intera stanza.
Intimidita, restai incollata alla scrivania per tutto il tempo. 8 ore senza fare pipì.

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Col passare del tempo, cominciai a rilassarmi. 

D’altronde il mio è un ambiente informale.

Il capo ha 30 anni e i capelli rosa, la grafica indossa le infradito e il redattore le magliette dei gruppi rock.

Nessuno ha storto la bocca quando mi sono presentata con una t-shirt con scritto “meow meow” sulle tette e ho persino ricevuto dei complimenti per il tubino portato con le converse.

Ma ho esagerato. Mi sono rilassata troppo.

outfit da ufficio

Perché la gonna di Hello Kitty sarà pure ok, ma il jeans con più strappi che tessuto non sembra aver suscitato l’entusiasmo del direttore. Così come il crop top sbrindellato, che ha portato molti colleghi a chiedermi se per caso non fossi arrivata direttamente dalla spiaggia.

E allora è tornato, prepotente, l’annoso quesito. Che mi metto? Qual è il perfetto outfit da ufficio?

Non l’ho ancora capito.

Continuo a barcamenarmi tra vestitini da prima comunione e skinny neri da pittrice dark. Oscillo tra le borse da portapacchi e gli occhiali da segretaria anni ’50.

outfit da ufficio

Cerco di darmi un contegno, di sembrare una professionista. Ma sembro solo una bambina che gioca a vestirsi da grande.

Forse un giorno io e miei mocassini riusciremo a trovare un modo per essere adulti senza snaturarci. Chissà.
Per il momento, ringrazio il cielo di fare la (quasi)giornalista e lavorare in una redazione.

Che non pagherà tanto ma mi permette di andare in ufficio con le slippers dorate, e questo è tanto.

 

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