Siamo quasi alla fine del nostro viaggio JAPAN e dopo Journey, Advice e Place, mancano solo due pezzi a completamento del puzzle. Proseguo quindi con la seconda lettera A per parlarvi delle Japan Adventure, anzi per essere più precisi delle mis-Adventure. Pur non avendo una M a disposizione, mi sembrava più divertente raccontarvi delle nostre disavventure Japan più che delle avventure.

Che in Giappone non sia facile capirsi e che i disguidi siano all’ordine del giorno lo abbiamo detto più volte, ma qui stiamo parlando proprio di quegli episodi memorabili che al momento ti fanno tremare le gambe e che a distanza di anni ricordi con un sorriso.

Voi, che non le avete vissute al momento, siete pronti a ridere di tre delle nostre Japan disavventure?

JAPAN DISAVVENTURA NUMERO 1

Ci troviamo a Nara, circa 50 km da Kyoto. Siamo fuori dalla mattina presto e, dopo il solito tour de force tra monumenti e templi, trascorriamo quasi tutto il pomeriggio nel parco a giocare con i cervi che popolano questa stupenda cittadina. Esausti ma felici, ci dirigiamo verso la stazione per tornare a Kyoto. Non abbiamo però fatto i conti con il solito problema: la fame. Siamo tutti d’accordo, sei stomaci che brontolano non vanno da nessuna parte e allora perché non fermarsi a cena e prendere il treno dopo? Mai decisione fu più infausta.

Ultimi momenti felici in compagnia dei simpatici cervi

Ultimi momenti felici in compagnia dei simpatici cervi

Una notte in treno nella campagna Japan

Inizia a piovere intensamente e, dopo circa 30 minuti di viaggio, il treno si ferma nel nulla. Sentiamo alcuni annunci in giapponese ma i pochi presenti non parlano inglese. Tra chiacchiere e qualche pisolino ci rendiamo conto che sono le 10 passate. Iniziamo a preoccuparci perché la mattina dopo alle 7 abbiamo un aereo per Okinawa. Blocchiamo il controllore che ci guarda desolato, ovviamente non parla bene inglese. Le nostre facce devono averlo impietosito perché estrae un tablet per dialogare con noi via Google Translator. Da questa improbabile conversazione apprendiamo una marea di buone notizie: siamo in mezzo alla campagna, la linea è bloccata per le forti piogge e non si sa quando sarà ripristinata.

I tifoni in Giappone non scherzano!

I tifoni in Giappone non scherzano!

Epilogo

Due le soluzioni proposte: andare a piedi, al buio e sotto la pioggia in una stazione a due km di distanza per prendere un altro treno in partenza alle 23.30 oppure aspettare. Sono le 23 passate e non abbiamo idea di come raggiungere l’altra stazione, così aspettiamo. “Riusciremo a essere a Kyoto per le 4?“. Risposta indimenticabile: “Not sure“. Panico. Aspettiamo mentre in sottofondo passano altri avvisi incomprensibili. Quando ormai abbiamo perso ogni speranza, il treno si muove. La nostra gioia è indescrivibile. Alle 2 arriviamo alla spettrale stazione di Kyoto – più di 5 ore per un viaggio di una e mezza. Torniamo in ostello, doccia, valigia e super torneo di scala quaranta perché ormai siamo oltre il sonno. Alle 5 siamo di nuovo in stazione per andare all’aeroporto. Una nuova lunga giornata ci attende!

JAPAN DISAVVENTURA NUMERO 2

Siamo a Kobe per la giornata in attesa di prendere il pullman notturno per Tokyo. Appena arrivati, ci preoccupiamo di chiedere in stazione da quale piattaforma partono i bus diretti a Tokyo. Rassicurati dal fatto di sapere – almeno per una volta – esattamente dove andare e cosa fare, iniziamo a visitare la città.Dopo un rilassante pomeriggio ai giardini botanici torniamo in zona stazione con largo anticipo per evitare qualsiasi problema.

Il rilassante panorama dai giardini botanici di Kobe prima della disaventura

Il rilassante panorama dai giardini botanici di Kobe prima della disaventura

Aspettando il bus sbagliato a Kobe

Verso le 21 ci mettiamo tranquilli nella sala d’attesa della piazzola indicata in precedenza. Mentre siamo lì seduti leggiamo sul monitor che alle 21.30 sono in partenza più pullman per Tokyo tutti da piazzole diverse. Chiediamo in guardiola e ci dicono di aspettare lì – ma evidentemente non ci siamo intesi. Alle 21.20 arriva un bus, ci mettiamo in coda e quando l’autista scansiona il codice del biglietto ci fa segno che non possiamo salire – davvero un peccato perché quel pullman di due piani sembrava spazioso, molto comodo e super attrezzato. Panico e due. Anche il secondo autista viene a leggere la nostra prenotazione, non capiscono perchè è scritta in inglese, discutono e si consultano con un terzo funzionario. Noi assistiamo ammutoliti senza sapere cosa fare. Se quello non è il nostro pullman, allora da qualche altra parte il nostro sta di sicuro per partire.

Provando a dormire nel viaggio in pullman

Cercando una posizione comoda nel viaggio in pullman

Epilogo

A un tratto arriva l’illuminazione! Uno dei tre trova in fondo ai fogli delle scritte minuscole in Giapponese. A quanto pare hanno capito, esultano e ci guardano con il sollievo di chi ha trovato la soluzione. Il secondo autista ci fa segno di seguirlo velocemente, usciamo dalla stazione e iniziamo a correre. Corriamo per dieci minuti buoni all’inseguimento della nostra guida che ci incita ad andare sempre più veloce. Quando non abbiamo quasi più fiato, ci indica una piazzola con un pullman rosa meno lussuoso del primo – capiamo subito che non poteva che essere il nostro. Ci sbracciamo per bloccare l’autista che sta facendo salire le ultime persone. Carichiamo i bagagli e non sappiamo come ringraziare il nostro salvatore: non saremmo mai arrivati lì altrimenti. Tra mille sorrisi ci saluta felice. Tiriamo un sospiro di sollievo perché eravamo già pronti a dormire chissà dove. Finalmente saliamo, guardiamo i sedili e ci prepariamo per l’ennesima notte insonne.

JAPAN DISAVVENTURA NUMERO 3

La prenotazione della casa per il soggiorno degli ultimi cinque giorni a Tokyo indicava come indirizzo: 103, 3 Chome-4-5 Roppongi Corp nomura 103, Minato-ku, Tōkyō-to. Non so bene come, ma troviamo esattamente l’edificio al civico 4 come indicato.

Bussando alla porta di un altro

All’ingresso citofoniamo all’appartamento 103 e non risponde nessuno. Chiamiamo il proprietario e non risponde. Dopo la notte in pullman, ci accampiamo esausti fuori dell’edificio e aspettiamo. Un inquilino del palazzo che parla bene inglese ci dice che l’indirizzo è giusto e che lì abita una persona con lo stesso nome di quella che cerchiamo noi. Ci apre la porta e insieme bussiamo al numero 103. Nessuna riposta, richiamiamo il proprietario con il cellulare del ragazzo. Finalmente risponde, dice che le chiavi di casa sono nella buca delle lettere 103 e ci detta la combinazione per aprirla. Il codice non funziona, per disperazione infiliamo le mani nel buco della casetta. Niente, le chiavi non ci sono. Panico e tre.

Mentre seguiamo ordinatamente uno dei nostri Japan salvatori che ci conduce direttamente alla meta

Mentre seguiamo ordinatamente uno dei nostri Japan salvatori che ci conduce direttamente alla meta

Epilogo

Abbastanza arrabbiati, richiamiamo il tizio che non si spiega come sia possibile perché all’interno della casa c’è una persona che ci sta aspettando e ci manda una mappa con le indicazioni. Bussiamo ancora con gran forza per due minuti buoni ma nessuna risposta. Allora attiviamo la connessione, apriamo il nuovo file inviato e mostriamo le indicazioni a un nuovo passante che ci indica la casa di fianco. Il civico corretto era il 5-5 non 4-5! Bussiamo al 103, la persona che ci stava aspettando ci apre e le chiavi sono nella cassetta che si apre con la combinazione indicata. Dopo quasi due ore di tensione, certi di aver preso una fregatura, ci tranquillizziamo ancora increduli di aver passato tutto quel tempo a bussare come pazzi alla porta di chissà chi.

Queste sono solo tre delle Japan disavventure che ci sono capitate, ma vi assicuro che tra ritardi, errori, disguidi e incomprensioni non ci siamo di certo annoiati. Le numerose corse a perdifiato con zaino in spalla hanno movimentato il nostro meraviglioso viaggio e per molto tempo, alle nostre cene, avremo divertenti episodi e disastri epici da raccontare. Per fortuna nel corso del cammino abbiamo avuto modo di rilassarci e riprenderci dalle piccole tragedie, grazie ai meravigliosi paesaggi naturali giapponesi. Ed è proprio la natura rigogliosa, il tema dell’ultimo imperdibile capitolo della nostra Japan story.