L’Amore è…
far colazione insieme
svegliandosi con il sorriso e baciarsi,
dicendosi a dopo tutte le mattine.


E’ in corso al Chiostro del Bramante la mostra LOVE. L’arte contemporanea incontra l’amore, a cura di Danilo Eccher.
Inaugurata lo scorso 29 settembre, visitabile fino al 19 febbraio 2016, è patrocinata da Roma Capitale – Assessorato alla crescita culturale Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali.

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Robert Indiana, Amor,1998

Per festeggiare i 20 anni di attività del Chiostro, si celebra una mostra dal carattere internazionale, novità assoluta nel panorama culturale capitolino degli ultimi anni.

Per la prima volta sono riuniti alcuni dei più importanti artisti dell’arte contemporanea, che contribuiranno ad elevare la città Roma in linea con gli standard espositivi internazionali: Yayoi Kusama, Tom Wesselmann, Andy Warhol, Robert Indiana, Gilbert & George, Francesco Vezzoli, Tracey Emin,Marc Quinn, Francesco Clemente e Joana Vasconcelos.

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Marc Quinn, Kiss, 2001.

La mostra ha lo scopo di rappresentare il sentimento dell’amore in tutte le sue sfaccettature: amore felice, atteso, incompreso, odiato, ambiguo, trasgressivo, infantile, in un percorso pieno di sorprese inaspettate e con  spazi espositivi interattivi in cui il pubblico si sente protagonista.

Grazie infatti, alla possibilità di fotografare TUTTE le opere e postarle poi sui vari social, con un hashtag ufficiale#chiostrolove , ci si sente parte attiva della mostra.

Si può anche scrivere su un muro, appositamente creato, i proprio pensieri vivendo un’esperienza museale coinvolgente che rende lo spettatore parte integrante dell’installazione.

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hashtag ufficiale

Una mostra assolutamente da vedere che non parla solo di sentimenti, ma di tutto ciò che l’amore può rappresentare da vari punti di vista. Ecco qua quindi che passione, desiderio e sensualità vengono rappresentati al pari di  violenza, gelosia e rabbia, tutte sfaccettature tipiche dell’amore.

Innovativa e molto creativa l’idea di proporre 5 tipi di voce diversa nelle audioguide comprese nel biglietto 5 compagni di viaggio speciali, John, Coco, Amy, Lilly e David che accompagneranno il visitatore durante il percorso in modo diverso, in base a come si vuole vivere l’esperienza dell’amore.

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Gilbert & George, Metalepsy, 2008.

Divisa in 10 stanze, l’esposizione inizia già nel Chiostro stesso, all’aperto, dove si trovano le scritte di Robert Indiana, divenute un’ icona negli anni sessanta e ancora oggi in voga.
E’ da questo punto che ci si rende conto di ciò che la mostra è: un’arte invadente, che occupa uno spazio  reale e tangibile.

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Robert Indiana, Love, 1966-1999.

Tom Wesselmann oltre a rimarcare il concetto di spazio, rappresenta con le sue labbra carnose che fumano una sigaretta, la sensualità, la passione tipica che può suscitare una donna vestita di rosso che indossa scarpe con il tacco e fa dell’eccesso l’unica regola di vita.

E’ con l’immagine di Marilyn Monroe, che rappresenta il volto stesso dell’amore, che Andy Wharol rappresenta un sogno visionario, abbagliato di bellezza ed eleganza, di infantile dolcezza e di segreta perversione.

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Andy Warhol, One Multicoloured Marilyn (Reversal Series), 1979-1986.

Di grande impatto le opere audiovisive: Ragnar Kjartansson presenta l’amore come il mondo delle possibilità, in fondo chi ama chiede sempre un’altra possibilità, mentre Tracey Moffat rimanda al mondo del cinema con i baci più famosi che ci hanno fatto innamorare.

Un’amore teatrale e una bellezza inquietante traspare dall’opera di Nathalie Djurberg e Hans Berg proponendo un mondo in cui la natura è di dimensioni esagerate.

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Ragnar Kjartansson, God, 2007.

Bello e imponente il cuore gigante creato con  posate di plastica color rosso di Joana Vasconcelos, fatto girare grazie al soffio della  struggente voce di Amalia Rodríguez. Innovativa l’opera di Francesco Vezzoli, in cui la storia si fonde con la fotografia e in cui la statuaria romana viene modernizzata, come nel caso di Self portrait as Apollo of Belvedere’s.

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Francesco Vezzoli, Self Portrait as Apollo del Belvedere’s (Lover), 2011.

La mostra a si conclude con l’opera di Yayoi Kusama, Infinity Mirrored room, All the Eternal Love I Have for the Pumpkins, l’opera più instagrammata di questi giorni, che riproduce uno spazio infinito come può essere infinito l’amore stesso.

Una vera e propria stanza degli specchi che ci fa parte integrante dell’opera e ci mette di fronte a noi stessi e alla nostra capacità di amare.

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Yayoi Kusama, All the Eternal Love I Have for the Pumpkins, 2016.

LOVE, un’ esperimento ben riuscito che racconta in un linguaggio semplice e comprensibile da tutti, quanto può essere bello amare ma anche quanto questo sentimento sia vario.

Una mostra consigliata a tutti e da vedere insieme a chiunque, il compagno, l’amico, la mamma oppure andando soli, lasciandosi trasportare dalla voce di David come ho fatto io -.