E’ stata inaugurata, Al Museo di Roma – Palazzo Braschi, il 30 novembre scorso, la mostra Artemisia Gentileschi e il suo tempo, visitabile fino al 7 maggio 2017.

Una grande esposizione che  nasce da un’idea di Nicola Spinosa, curatore insieme a Francesca Baldassari e Judith Mann, che rappresenta il viaggio di una donna straordinaria nel XVII secolo.
La rassegna vuole mettere in luce la personalità dell’artista, esaltare la sua figura di donna impegnata a perseguire la propria indipendenza e la propria affermazione artistica contro le molteplici difficoltà e pregiudizi dell’epoca.

1

particolare della mostra

Circa 100 sono i capolavori esposti, provenienti da ogni parte del mondo, tra cui la Giuditta che taglia la testa a Oloferne del Museo di Capodimonte, Ester e Assuero del Metropolitan Museum di New York –  solo per citarne alcuni   che coprono l’intero arco temporale della vicenda artistica di Artemisia Gentileschi.
Scandite all’interno di un itinerario cronologico, le opere sono messe in relazione con quelle dei pittori attivi in quegli anni a Roma e a Napoli.
In questo modo il visitatore può ripercorrere vita, opere e fonti d’ispirazione rispetto ai quali la pittrice aggiorna, di volta in volta, il suo stile.

artemisia-giuditta-oloferne

Giuditta taglia la testa a Oloferne

Ciò che colpisce nell’arte di Artemisia Gentileschi è soprattutto il realismo delle sue opere, sottolineato da tinte forti e violente, che tramite fasci di luce creano effetti spettacolari, quasi teatrali, drammatici.
Indirizzata all’arte da suo padre, che la prese come apprendista, l’unico modo per esercitare l’arte all’epoca perché  una donna non poteva realizzarsi in quanto il lavoro femminile non era riconosciuto  e si esercitava di nascosto

A Roma Artemisia dimostrò di avere la giusta  sensibilità per cogliere le novità artistiche soprattutto le opere di Caravaggio  e la determinazione per vivere da protagonista la straordinaria stagione artistica della sua epoca.
A Napoli seppe spaziare nei soggetti, dipingendo commissioni religiose tanto che fu definita dal Longhi “l’unica pittrice donna italiana che abbia mai saputo cosa sia la pittura”.

03_danae

Danae

Una pittrice di prim’ordine, un’intellettuale effervescente, che negli anni settanta del Novecento diventò un simbolo del femminismo internazionale, con numerose associazioni e circoli ad essa intitolatepurtroppo anche a causa della notorietà che raggiunse con il processo per stupro da essa intentato contro Agostino Tassi

04_conversione-della-maddalena

Conversione della Maddalena

Patrocinata dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, promossa e prodotta da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, Arthemisia Group e organizzata con Zètema Progetto Cultura, la mostra deve essere assolutamente vista!

Puoi trovare questo articolo anche su Edicola di CittàWeb!!