Dal 26 settembre al 23 febbraio 2020, sarà possibile ammirare Bacon, Freud, la scuola di Londra al Chiostro del Bramante a Roma. Con una mostra che raccoglie alcuni grandi capolavori dell’arte contemporanea. Opere di artisti che, operanti a Londra in un periodo di grandi rivoluzioni, hanno segnato ben sette decenni dell’arte mondiale.

Ci omaggia di queste opere la Tate Modern di Londra, che nella splendida cornice romana, mette in scena un’ esposizione splendida, unica nel suo genere, proiettata a presentarci l’arte rivoluzionaria londinese.

Molti gli artisti che partecipano alla mostra. Michael Andrews, Frank Auerbach, Leon Kossoff e Paula Rego. In un viaggio temporale che va dal 1945 al 2004, segnando un’epoca, ispirando generazioni e utilizzando la pittura per raccontare la vita. Tanti i temi affrontati. Gli anni della guerra e del dopoguerra, storie di immigrazione, tensioni, miserie. Ma anche desiderio di cambiamento, ricerca e introspezione, ruolo della donna, dibattito culturale e riscatto sociale.

Nodo centrale però è la realtà. Come ispirazione, soggetto, strumento, fino a diventare ossessione.

No Filter è il sottotitolo della mostra Bacon, Freud, la scuola di Londra. Data la volontà della curatrice Elena Crippa di rivelare in maniera diretta e sconvolgente la natura umana fatta di fragilità, energia, opposti, eccessi, evasioni, verità. Senza nessun filtro.

Le opere raccontano individui, luoghi, vita vissuta. Per mostrare la totalità dell’esperienza di essere umano. Opere in cui la fragilità e la vitalità della condizione umana viene presentata tramite lo sguardo dell’artista. Disegni e dipinti che ritraggono esistenze e luoghi scandagliati nella sua crudezza.

Chi sono i protagonisti della scuola di Londra?

In mostra oltre quarantacinque dipinti, disegni e incisioni di artisti eterogenei, immigrati in Inghilterra per motivi differenti che hanno trovato in Londra la loro casa.

Francis Bacon nasce e cresce in Irlanda, arrivando in Inghilterra quindicenne. Lucian Freud scappa dalla Germania per sfuggire al nazismo, così come l’amico e collega Frank Auerbach. Michael Andrews è norvegese e incontra Freud come suo professore alla scuola d’arte. Mentre Leon Kossoff è nato a Londra da genitori ebrei russi. Paula Rego, unica artista donna presente alla mostra, lascia il Portogallo per studiare pittura nelle scuole inglesi.

La mia opinione

I capolavori esposti mi sono piaciuti moltissimo e non me l’aspettavo, data la mia non conoscenza profonda del periodo artisitco londinese – chiedo venia. Sono rimasta colpita dall’atmosfera che le opere emanano, sembra di osservare la realtà con gli occhi di un altro. Il senso di consapevolezza di ciò che ci circonda, di ciò che la società ci fa vedere, è in questa mostra molto forte. Le opere sono d’impatto e la splendida cornice del chiostro del Bramante le valorizza ancora di più.

Amo quando compresa nel prezzo del biglietto c’è l’audio guida, che, se fatta a dovere, mi fa innamorare ancora di più. Perchè l’audio guida ti spiega, ti insegna ma ti fa anche compagnia durante la mostra. Anche quando le narrazioni sono un po’ troppo dottrinali.

Il percorso è un po’ confuso ma di grande impatto. Bello il filmato girato da Enrico Maria Artale, uno dei più promettenti giovani registi italiani nel panorama internazionale. Un’opera filmica per raccontare l’esposizione. Un progetto audio-visivo inedito, dal titolo “The Naked Truth”, interpretato da Stefano Cassetti, Adamo Dionisi, Lucrezia Guidone e Sarah Sammartino. Dove la pittura viene evocata attraverso la messa in scena di un istante immaginario che precede l’atto del dipingere. La colonna sonora è realizzata appositamente dai Mokadelic.

Per Bacon, Freud, la scuola di Londra, il Chiostro del Bramante punta a un’esposizione interattiva. Già dal test proposto lungo la scala che porta alla seconda parte della mostra, atto a rivelare il nostro rapporto con “i filtri” che la società ci impone. Ci sono hashtag ovunque che si possono condividere su Instagram, magari con un bel selfie #nofilter. Seppur senza raggiungere mai l’interattività social e accattivante di mostre come Love e Dream.

Questi, tuttavia, sono quisquilie. Il motivo per cui andare a visitare Bacon, Freud, la scuola di Londra sono i capolavori esposti. Unici nel loro genere, che meritano di essere ammirati.