Oggi, più che il museo in sé, alla gente interessa soprattutto la possibilità di scattarsi delle belle foto al museo. Foto che faranno guadagnare loro numerosi like su Instagram. Candytopia, è la nuova mostra pop-up, dislocata tra Manhattan e San Francisco, che risponde a questa esigenza.

Al museo per scattare foto da postare

A Candytopia infatti non c’è tanto da fare, ma poco importa, perché mettersi in posa e scattare un paio di selfie è quello che fanno tutti. Questo luogo ha alcune caratteristiche in comune con Disneyland. Si possono trovare una guida travestita, panorami, paesaggi di fantasia fatti a mano e molto altro ancora. Niente montagne russe o altre giostre, però.

Candytopia non vuole esser solo un museo o un parco divertimenti o un negozio. Candytopia è una combinazione di tutte quelle cose, ma, soprattutto, un luogo che offre un’esperienza unica. Si tratta dell’ultima frontiera di esperienze pop-up di questo tipo, che quasi certamente si diffonderanno fino ad arrivare in una città vicina ad ognuno di noi.

Il pop-up a base di zucchero

L’installazione realizzata a Candytopia è organizzata attorno a una serie di stanze con temi differenti. Ognuno si muove tra queste e viene attirato dalla promessa di dolci diversi in ognuna di esse. Ci sono intricate sculture di animali e bestie fantastiche, tutte create con orsetti di gomma, caramelle morbide e “spaccamascelle”. Tra le esposizioni -se così si possono chiamare le attrazioni di questa “non mostra”- c’è una palla piena di marshmallow finti e una scultura di cera di Katy Perry.

Le esperienze pop-up ormai sono diffuse. Alcune si vendono come musei, mentre altre si allontanano da questa determinazione. Ma tutte hanno una cosa in comune. Ossia l’essere dei perfetti-ipotetici-futuri-backdrops di Instagram. I creatori di questi luoghi hanno infatti ideato degli spazi, temporanei e sovraffollati, che sono orientati verso un’estetica più adatta all’online che al consumo in real life.

Il museo del gelato nel cuore del Meatpacking District

Il trend dei luoghi “instagrammabili” è iniziao con il  museo del gelato. Pop-up dedicato a qualsiasi cosa contenente saccarina, che ha riscosso grande successo. Il museo, tutto dipinto di rosa, fece il suo esordio a Manhattan nel 2016, per poi arrivare fino a Los Angeles, San Francisco e Miami.

Dopo quella che vede come protagonista il gelato sono arrivate altre esperienze nei musei pop-up. Per citare le più note: Color Factory, Dream Machine, A.Human e Lego House, tutte nate nella grande mela. Sempre qui sono previste altre aperture. Come Humans Best Friend, museo pop-up a tema canino, oltre a un museo dedicato alla pizza. Molte delle esperienze offerte dai pop-up hanno a che fare con il cibo o in qualche modo lo incorporano.

candytopia

Candytopia è estremo in questo senso, infatti letteralmente tramuta l’arte in caramelle, come?

Per esempio possiamo ammirare una riproduzione della Monnalisa fatta con jolly bean. la versione in caramella dell’Urlo di Munk, scherzosamente intitolata “I scream, you scream“. Ancora, una riproduzione dei barattoli del sugo Campbell di Andy Warhol, fatta con orsetti di gomma rossi, brillanti d’argento e dei mini spaccamascelle bianchi e altro, dal nome “Just call me Candy Warhol“.

Altri pop-up

La Fabbrica del colore che ha aperto recentemente a New York addirittura elimina il bisogno di fare dei selfie, perché telecamere installate all’interno della mostra scattano foto ai visitatori durante la loro visita. La Fabbrica del colore si presenta come “la celebrazione del colore e della creatività”. Uno degli spazi più interessanti che offre il pop-up incorpora il lavoro di più di 20 artisti e la meticolosità della loro esecuzione. Gli ideatori del pop-up hanno addirittura prodotto una palette di colori inspirata alla città di New York con nomi come F Train e Manhattan Bridge.

I pop-up sono anche quasi per definizione “hot”: rimangono installati per un tempo limitato, sono spesso costosi e richiedono di essere in un qualche modo sul pezzo. C’è una crescente retail economy costruita attorno a loro, analizzata recentemente anche dal Financial Times.

Winky Lux, un marchio di make up, ha raccolto 6 milioni di dollari per una serie di “piani di retail” che mettono l’esperienza al primo posto.

Anche Winky Lux si avvicina a questo mondo.

Il marchio di make up Winky Lux ha raccolto 6 milioni di dollari per una serie di piani di retail che mettono l’esperienza al primo posto. Il fondatore ha definito la Winky Lux experience quello che otterresti “se Sephora e il museo del gelato avessero un bambino”. La location del Winky Lux nel retro di un negozio di Soho assomiglia profondamente, anche se in piccolo, a Candytopia o la Fabbrica del colore.

Ogni stanza è progettata attorno a un tema e a una certa estetica, in questo caso ispirata a uno dei loro prodotti. Nella stanza dove è venduto il loro dream gelée, morbide nuvole pendono dal soffitto e sono dipinte su tutti i muri. Nella stanza a tema coffee bronzer e coffee palette, c’è un negozio di caffè in miniatura nei colori pastello che richiamano Alice nel paese delle meraviglie.

Una volta fatta la propria visita, le foto scattate si possono pubblicare su Instagram o Twitter utilizzando l’hashtag #winklyluxexperience.