Un articolo su Colazione da Tiffany, che novità eh? Lo ammettiamo, dell’appassionante racconto ideato da Truman Capote se ne è scritto e riscritto. Eppure, Holly e i suoi vestitini scuri, così come un buon croissant, non stancano mai. Ecco perché, anche noi, vogliamo parlarne – in modo, speriamo, non così scontato.

Holly Golightly

Quando si nomina Colazione da Tiffany il pensiero va subito a Holly Golightly, uno dei personaggi femminili più riusciti della letteratura. Prendete una ragazza dolce, elegante e un po’ ingenua. Sognatrice, ma anche spaventosamente cinica per i suoi 19 anni e che vive da sola a New York. Aggiungetele un gatto senza nome, l’obiettivo di sposarsi con un uomo ricco e di fare sempre colazione da Tiffany e avrete la protagonista attorno alla quale ruota l’intero libro. Il rimedio di Holly per le paturnie, ovvero momenti in cui ha paura, ma non sa di cosa, è andare nel negozio di Tiffany, nel quale si sente protetta.

Paul Varjak, scrittore in erba, è il narratore e nel corso della storia diviene uno degli amici più sinceri di Holly. Attraverso i suoi occhi conosciamo questa ragazza dall’infanzia insolita e dolorosa, fuggita a New York, che esce tutte le sere, organizza feste, conosce uomini ricchi e va incontro alle stranezze della vita, non dimenticandosi mai di mettere il rossetto.

Holly è pioniera delle donne anticonformiste che non sanno cucinare, come mostra l’indimenticabile esplosione della pentola a pressione nel film, e non muoiono dalla voglia di servire il marito indossando perle e grembiule.

Dal libro…

Il romanzo breve fu scritto da Truman Capote e pubblicato negli stati Uniti nel 1958. Il narratore Paul Varjak inizia a ricordare come Holly Golightly abbia influenzato la sua vita e, attraverso un flash back lungo tutto il romanzo, narra la storia di questa ragazza.

L’amicizia intensa che lega i due protagonisti non sboccia in una storia d’amore o almeno non nel senso convenzionale. Paul ama Holly, ma in modo platonico, disinteressato, non romantico e sessuale.

Nonostante i numerosi accenti tragici della storia, la parte che mi ha più intristito riguarda il gatto, l’unico essere a cui Holly, pur non ammettendolo, si sente legata. La ragazza non dà un nome all’animale perché ritiene che lui sia indipendente, una creatura selvatica proprio come lei e che non le appartiene.

Il punto interrogativo con cui si conclude il romanzo fa sorgere spontanea le domande: Holly sarà riuscita a sposare un uomo ricco? Avrà ancora le sue paturnie? Prima o poi tornerà a salutare New York e i suoi amici?

…al film

Il film, realizzato nel 1961, presenta notevoli differenze rispetto al libro. L’introduzione dell’arredatrice e amante del giovane e affascinante scrittore è stata probabilmente fatta dal regista per appianare le differenze tra Holly e Paul, entrambi mantenuti da altre persone.

La scena iniziale del film con l’intrusione di Paul in casa di Holly è resa inconsueta dalla protagonista che si confida e inizia a raccontare la sua vita ad uno sconosciuto. I due protagonisti trascorrono molto tempo insieme, litigano, si divertono e si innamorano.

La scena finale serve anche a far comprendere meglio la profondità, celata dietro le apparenze e il lusso, del personaggio di Holly:

Vuoi sapere qual è la verità sul tuo conto? Sei una fifona, non hai un briciolo di coraggio, neanche quello semplice e istintivo di riconoscere che a questo mondo ci si innamora, che si deve appartenere a qualcuno, perché questa è la sola maniera di poter essere felici. Tu ti consideri uno spirito libero, un essere selvaggio e temi che qualcuno voglia rinchiuderti in una gabbia. E sai che ti dico? Che la gabbia te la sei già costruita con le tue mani ed è una gabbia dalla quale non uscirai.