Camilo Rebelo sarà al Cersaie 2018. L’architetto portoghese che quest’anno aprirà il programma culturale “Costruire, abitare, pensare” di Cersaie 2018. La conferenza si terrà il 26 settembre presso la Galleria dell’architettura, in occasione del Salone internazionale della ceramica per l’architettura e per l’arredo bagno, che si svolgerà a Bologna dal 24 al 28 settembre 2018.

Costruire, abitare, pensare

Quest’anno, Camilo Rebelo al cersaie 2018 aprirà, con la prima conferenza, il programma  “costruire, pensare,abitare”. Giunto  alla sua decima edizione il programma culturale di Cersaie “costruire, abitare, pensare”, dedicato all’architettura ed al design, che, ogni anno in occasione del Salone internazionale della ceramica, ospita architetti e designer di fama internazionale per raccontare, attraverso i propri progetti, la loro visione dell’architettura e del design contemporaneo.

Camilo Rebelo tra premi e architetture

Camilo Rebelo al cersaie 2018, si racconta. Nasce a Porto e si laurea presso la Faculdade de Arquitectura da Universidade do Porto. Collabora con grandi nomi dell’architettura: Eduardo Souto Moura e Herzog & de Meuron, fino a fondare il proprio studio. Nel corso degli anni riceve diverse premiazioni: il premio al concorso internazionale per il Museo di Arte e Archeologia di Vale do Coa, progettato con Tiago Pimentel. In seguito ha ricevuto anche il premio Bauwelt Prize. Inoltre la menzione d’onore nel concorso internazionale per il Museum of Modern Art di Varsavia e la recente premiazione con Baku UIA International Award per Ktima House in Grecia.

Architetture e paesaggio: Ktima House 

Progettata da Camilo Rebelo e Susana Martins, Ktima House sorge su un’area verde, in pendenza, sull’ isola Greca di Antiparos. La complessa articolazione dei volumi è dovuta alle normative greche e alla topografia dell’area. Vista dall’alto la casa appare come un lunga linea astratta, continua se vista dal mare, ma al contempo spezzata se osservata dall’alto.

 

Ogni volume garantisce viste panoramiche mozzafiato e ottimali condizioni di luce naturale. E’ realizzata nel rispetto della tradizione costruttiva locale, ma con soluzioni architettoniche che permettono un basso consumo energetico, come il tetto verde che contribuisce a mantenere costante la temperatura interna, senza dover ricorrere a sistemi di raffreddamento, e come i diversi cortili che favoriscono la ventilazione naturale. La casa è stata nominata nel Mies van de Rohe 2015.

Il Museo d’arte e archeologia

Per la realizzazione del museo d’arte e archeologia della valle di Coa è stato fondamentale considerare tre parametri: la topografia del sito, la funzione del complesso e l’accesso. Il Museo doveva essere  un’istallazione integrata nel paesaggio, quindi era necessario armonizzare i tre aspetti. Il terreno era il punto di partenza a causa del grande dislivello tra l’accesso principale ed il suo interno. Per risolvere questa problematica è stata realizzata una terrazza con vista, posizionata nella parte più alta, quale punto di accesso al museo e contemporaneamente quale area di sosta. Il terreno, invece, corre lateralmente verso il basso rivelando l’altezza totale dell’edificio. Il tessuto materico dell’edificio ricorda la pietra utilizzata nei cortili locali, anche nel colore, mentre la texture rimanda alle caratteristiche materiche del calcestruzzo. La texture è stata realizzata con stampi ricavati direttamente dalla roccia.