Fino al 24 Marzo 2019, al Design Museum di Londra, si terrà Home Futures. La mostra analizza i modi di vivere tra visioni passate e innovazioni recenti. Un viaggio attraverso il valore di un secolo tra fantasia e invenzione.

Home Futures dimostra come le idee, i progetti e gli oggetti di ieri, siano riusciti a prevedere l’architettura di oggi. Un’esperienza che ti riporta indietro nel tempo, spingendoti avanti nel futuro.

Stiamo realmente vivendo come gli architetti e i designer della prima metà del XX secolo avevano previsto? O la casa di oggi si è dimostrata resistente al cambiamento?

Molti i progetti e gli oggetti presentati. Dai mobili originali della House of the Future progettata nel 1956 da Peter Smithson e Alison Margareth Smithson, ai filmati originali di General Motors Kitchen of Tomorrow del 1956. La Home Environment di Ettore Sottsass del 1972, ed un modello originale della Total Furnishing Unit di Joe Colombo.  Home Futures è suddivisa in aree tematiche: Living smart, Living on the moveLiving autonomously, Living with less, Living with others e Domestic arcadia.

L’allestimento della mostra è stato curato dallo studio newyorchese SO –IL insieme al John Morgan Studio. L’idea di un percorso sviluppato per  aree tematiche, inserite in un labirinto di pareti in plastica traslucida, nasce dalla consapevolezza che i diversi oggetti esposti avrebbero potuto occupare contemporaneamente, anche più sezioni della mostra. La trasparenza avrebbe permesso una continuità visiva in una sfocatura di confini e categorie.

Home Futures

 

Living smart

Living smart è la prima sezione della Home Futures.  Affronta il tema della casa “macchina” confrontandolo con la contemporanea visione della “casa intelligente”. Mostra le illustrazioni di William Heath Robinson che svelano marchingegni domestici al limite della comicità ed il plastico di Villa Arpel, protagonista del film Mon Oncle di Jacques Tatì.

Living on the move

Nel XX secolo la vita nomade era declinata come una critica al consumismo e alla proprietà. Living on the move mostra le visioni nomadi del secolo scorso con i contemporanei esempi dell’economia di condivisione. In quest’area della Home Futures,  il collage di Superstudio, le illustrazioni di Archigram e un prototipo a grandezza naturale di Home Enviroment di Ettore Sottsass, sono esposti accanto al provocatorio film “Selling Dreams”di Beka & Lemoine. Quest’ultimo racconta di un uomo che vive, spingendosi ai limiti del concetto di home sharing, ogni giorno in un nuovo indirizzo.

Home Futures _ design

Living autonomously

Living autonomously mostra i modelli di vita domestica autosufficienti, ecologicamente responsabili e spesso anti –consumistici. In questa sezione troviamo l’autoprogettazione di Enzo Mari del 1974, una guida stimolante e provocatoria nella quale si danno istruzioni per poter realizzare in autonomia le forniture proposte.   L’autoprogettazione è presentata insieme al design contemporaneo Open Surce: una serie di arredi modulari recentemente commissionati allo studio belga Open Structures.

Living with less

Nel XX secolo si pensava che la carenza di alloggi si potesse risolvere con micro unità abitative perfettamente attrezzate. Un esempio è la Total Furnishing Unit, di Joe Colombo del 1972. Un’unita multifunzionale per ogni esigenza domestica, presentata attraverso disegni originali ed un modello prodotto come parte dello sviluppo del progetto. Tra gli esempi contemporanei del Living with less presentati abbiamo l’appartamento Transformer di Gary Chang ad Hong Kong. Il lavoro di Industrial Facility si sviluppa sulle abitazioni minimali appena commissionato all’ architetto Pier Vittorio Aureli.

Home Futures _ museo londra

 

Living with others

Living with others indaga il concetto di privacy nella casa e l’impatto dei media sul comportamento domestico. Interessanti gli schizzi di Sergei Eisenstein per la Glass House, la Telematic House di Ugo La Pietra, la Linen Cupboard House di Jurgen Bey ed il film Unfinvited Guests di Superflux.

Domestic Arcadia

Domestic Arcadia mette in discussione la proposta funzionalista della casa, proponendone una visione alternativa. La casa come “luogo di forme organiche” in perfetta armonia con il paesaggio naturale. Qli arredi e gli interni esposti sono quelli del movimento del Radical Design Italiano, messi  a confronto con il design  contemporaneo dei fratelli Bouroullec.