Se la Design Week non ha deluso nemmeno quest’anno, è merito anche dell’appuntamento del design olandese Transitions III. Il progetto? Apparentemente molto semplice: ingannare la vista.

Transitions III

Il fuorisalone è terminato e ci ha lasciato solo una innumerevole serie di foto da ammirare su Instagram. L’evento chic milanese, richiamo quasi obbligatorio per artisti, designer e per gli appassionati o curiosi, ha nuovamente riscosso un successo incredibile, merito anche di innovatori e di proposte fuori dal comune. Tra questi, sicuramente ha spiccato Transitions III in Ventura Centrale.

La mostra Transitions III: Experimental Creativity, organizzata da Baars & Bloemhoff assieme allo studio di set directing Harm Rensink, è andata oltre il comprensibile, infatti. Ci si muoveva tra installazioni di marmo, maestose, iconiche, ma semplici e minimaliste. Una visione che comprende piani d’appoggio, rivestimenti, elementi decorativi, complementi d’arredo e pareti importanti; il tutto presentato con materiali non riconoscibili all’ occhio umano.

Transitions III _ design week milano

 

Le innovazioni del design olandese

I Paesi Bassi hanno così riaffermato la loro posizione di “innovatore spettacolare”, con nuove proposte elaborate e dall’effetto wow! L’abilità dei suoi artisti risiede nella lavorazione dei vari componenti, ricreando forme e linee che, tradizionalmente, non si assocerebbero ai materiali utilizzati.

Un esempio chiaro di questo approccio innovativo, è stata sicuramente incentivata dall’ utilizzo di HI-MACS, un composto da materiale acrilico, minerali e pigmenti naturali che si combinano per creare una superficie liscia, non porosa, termoformabile e senza giunzioni visibili. Avevamo già incontrato questo materiale utilizzato in cucina.

Ora lo si può ritrovare nelle lampade disegnate da Floris Wubben, Crystal Shift e Crystal Twist dove anche la tecnica ha superato la tradizionale lavorazione. Spostando l’attenzione dalla superficie alla sua composizione intera, gli artisti sono riusciti a ricreare un elemento visivamente simile alla pietra, con la flessibilità, però, di un prodotto in grado di giocare anche con la luce.
Le lampade, nonostante riprendano forme morbide, appaiono dure quanto i materiali che imitano, ma con corpi illuminati completamente diversi gli uni dagli altri.

Sempre con HI-MACS, ma con combinazioni di altri prodotti, anche Mae Engeigeer ha proposto una visione diversa dei tipici piani d’appoggio. Ha spaziato non solo nella forma finale, ma soprattutto nella presentazione stessa del materiale. Una percezione che comunica e un visual completamente diverso da altri spazi interni. Una lavorazione nuova della pietra acrilica, dunque, è stato il focus della visione olandese che, ha optato per la lavorazione di nuove fonti per rielaborare oggetti tipici della nostra quotidianità.

Transitions III è orientato al futuro, con un occhio attento alle abitudini che ci accompagnano ogni giorno. Un nuovo modo di presentare le cose, che riprende il passato per proporlo con una veste innovativa e alternativa.