Se dopo aver visitato la Biennale siete ancora affamati – stay foolish, stay hungry – di arte e di novità, d’obbligo è una tappa agli Archivi della Misericordia per l’esposizione Flags of Arts.

Dal 6 ottobre al 26 novembre Valorizzazioni Culturali ospita all’interno dei propri spazi le opere di 18 artisti brasiliani che espongono per la prima volta.

Archivi della Misericordia, una location d’eccezione

La location, molto suggestiva, si conferma uno spazio estremamente plastico, malleabile. Capace di trasformarsi per valorizzare al meglio le opere d’arte che accoglie.

Entrando, l’impatto scenico è fortissimo. Dal soffitto della prima saletta piovono le tele, esposte come stendardi.

Il visitatore è invitato a perdersi tra le opere. A lasciarsi trascinare in questo mondo fatto di soggetti presentati sotto una determinata luce e successivamente osservati da prospettive diverse, le quali si rivelano capaci di ribaltarne completamente il significato.

I 18 artisti brasiliani protagonisti di Flags of Arts sono accumunati dalla volontà di interpretare uno stesso tema. In tutte le possibili sfaccettature che marcano le differenze tra i loro diversi modi di percepire l’arte e la realtà che li circonda.

Ognuno di loro infatti gioca con le tecniche che più gli appartengono. Presentando ai visitatori un panorama estremamente eterogeneo di riflessioni.

flags of arts

Spazialità, prospettiva e terribile bellezza

Risultano particolarmente interessanti le composizioni di Patricia Lopes. Che, oltre che con le tecniche e i materiali, gioca anche con gli spazi, facendo dialogare contemporaneamente due tele fra di loro. Fissate ad una struttura, una davanti all’altra, distanziate da diversi centimetri, le due tele si completano l’un l’altra permettendo al penetrare della luce di fare il resto.

Suggestive anche le palme di Lelli De Orleans e Bragança. Che propone tre ritratti della foresta pluviale nelle sue ore più affascinanti ma anche nei momenti più tremendi – subito dopo un incendio. Senza dimenticare di mostrane la bellezza che, seppur in maniera terribile, rende il paesaggio ancor più affascinante.

Infine le due tele di Daniel Fontoura. Di primo impatto appaiono come rappresentazione puntuale della realtà. Ma, ad uno sguardo più attento, si rivelano essere in qualche modo distorte. Riprodotte non direttamente ma attraverso una specie di distorsione, attraverso un elemento che ne modifica la percezione.

flags of art

Restituire e valorizzare, la mission di Valorizzazioni Culturali

Valorizzazioni Culturali si riconferma una realtà capace di dare voce, spazio e visibilità ad artisti emergenti, innovativi, poco conosciuti nell’ambiente italiano.

Al tempo stesso, come insito nella sua mission, restituisce al pubblico veneziano e non spazi preziosi e carichi di storia – il complesso infatti apparteneva alla famiglia veneziana dei Moro.

Una mostra vivace, intensa. Capace di coinvolgere e avvolgere il visitatore tra prospettive ribaltate, giochi di luci e colori intensi. Imperdibile se amate mettervi in discussione e osservare ciò che credete di conoscere da un punto di vista completamente diverso.