Di solito, vi raccontiamo di mostre in corso, da correre a vedere appena finito di leggere. Stavolta ci sarà da attendere. La mostra in questione aprirà tra un paio di mesi, precisamente il prossimo 17 ottobre. Val comunque creare un po’ di hype visto che stiamo parlando di Guggenheim. La collezione Thannhauser da Van Gogh a Picasso. Esposizione che porterà nel Palazzo Reale di Milano l’invidiabile collezione d’arte raccolta da Justin K. Thannhauser ed esposta in modo permanente in una delle più visitate sezione del Guggenheim di New York.

50 tra i più grandi capolavori della storia dell’arte tra Otto e Novecento.

Opere dei grandi maestri impressionisti, post-impressionisti e delle avanguardie degli inizi del secolo scorso. Tra cui Cézanne, Degas, Gauguin, Manet, Monet, Renoir e Van Gogh, fino ad arrivare a Picasso. Di quest’ultimo, sarà presente un copioso nucleo di opere.


Édouard Manet, Davanti allo specchio, 1876, Solomon R. Guggenheim Museum, New York

Tutte opere mai state prima in Europa. Offerte dalla Guggenheim Foundation che, in barba all’egoismo, pensa valga la pena lasciare una sala temporaneamente vuota per permettere anche a chi vive dall’altra parte dell’oceano di ammirare ciò che di più bello l’arte pittorica ha prodotto negli ultimi 200 anni. Così, oltre alla collezione Thannhauser saranno presenti anche altre opere prodotte dagli artisti in mostra.

Chi era Justin Thannhauser

Un figlio d’arte. Meglio, il figlio di un mercante d’arte, e non uno qualunque. Justin fu l’erede di Heinrich Thannhauser, l’uomo che, nel 1908, presentò una delle più grandi retrospettive dedicate a Van Gogh in Germania. L’allievo che supera il maestro. In pochi anni Justin prese in mano le redini dell’attività di famiglia. Proseguendo la strada d’avanguardia intrapresa dal padre. Nel 1912 organizza la prima esposizione del gruppo Il Cavaliere Azzurro e, un anno dopo, inaugura la più grande mostra su Picasso del tempo.

Henri Rosseau, I giocatori di football, 1908, Solomon R. Guggenheim Museum, New York

Tornato, con tanto di croce di ferro, dalla guerra, Justin apre una galleria a Lucerna, una a Monaco e una a Berlino. In questi anni, oltre a sposarsi con l’affascinante Käthe, dedica imponenti mostre a Gauguin, Matisse e Monet. Poi, dopo la morte del padre, si trasferisce a Parigi. Ma una nuova guerra è all’orizzonte, più cruente della precedente e il mercante è costretto a rifugiarsi in Svizzera. Per poi scappare a New York. Anni bui, che vedono Justin perdere due figli in guerra e la moglie per una malattia.

È allora che Justin sposa Hilde, assieme alla quale renderà casa Thannhauser posto sicuro per i più noti personaggi del mondo culturale dell’epoca. Da Duchamp a Toscanini, passando per Renoir e Cartier-Bresson, non ci fu artista che non fu loro ospite.

Il dono al museo

Justin Thannhauser conobbe Peggy Guggenheim. Furono vicendevolmente ospiti l’uno dell’altra, così come documentato nei guest book delle dimore. Justin e Peggy, probabilmente, furono amici. Come avrebbero potuto non esserlo. Condividevano lo stesso amore per l’arte, la stessa concezione libera e generosa di cultura. Come Peggy, anche Justin scelse di donare la propria collezione. Lo fece nel 1965, anno dal quale le opere da lui scelte abitano un’ala loro dedicato nel più famoso museo newyorkese.

Pierre-Auguste Renoir, Donna con il pappagallino, 1871, Solomon R. Guggenheim Museum, New York

Alla morte di Justin nel 1976, la vedova Thannhauser dona al museo altre 10 opere. Altri 10 capolavori che, tra giusto un paio di mesi, potremo avere l’onore di ammirare a Palazzo Reale.