Immaginate un prezioso carico affondato prima di giungere a destinazione, una ricchezza incommensurabile persa per sempre nel fondo del mare. Cosa vedremmo se potessimo portare alla luce questi tesori perduti? Chiunque penserebbe che si tratta di una domanda da folli, Damien Hirst a Venezia prova a raccontarcelo nella sua suggestiva mostra.

Tornati alla luce

Un’antica leggenda narra di uno schiavo Cif Amotan II, conosciuto anche come Aulus Calidius Amotan, che una volta libero, si sarebbe arricchito immensamente. La sua prestigiosa fortuna viene quindi caricata su un vascello di nome Apistos- in greco antico significa ‘incredibile’– che affonda misteriosamente vicino alle coste dell’Africa orientale, prima di raggiungere la destinazione. La storia di ‘incredibile’, come del suo carico, per duemila anni ha affascinato marinai, storici e studiosi. Nel 2008 una spedizione di archeologi, finanziata da Hirst, fa tornare alla luce opere eccezionali, rese uniche dall’ambiente sottomarino.

Tra verità e finzione: Hirst a Venezia

Somewhere between truth and lies lies the truth recita il gioco di parole all’entrata della prima sala e questa ambivalenza accompagna il visitatore per tutta la durata della mostra. Varcata la soglia della mostra si è immersi – quasi letteralmente – nel mondo sottomarino. Le grandi vetrate, la luce che illumina le stanze in maniera diretta, l’atmosfera ovattata, contribuiscono a rendere ancora più reali le opere esposte. Al punto da assottigliare sempre più il confine tra realtà e finzione.

I video presenti a Palazzo Grassi, i pannelli con le foto delle operazioni di recupero sono tutte testimonianze che spingono l’osservatore a credere a quanto vede. Dall’altra parte, la presenza di busti raffiguranti Walt Disney e Topolino, anch’essi realisticamente incrostati di coralli, fanno vacillare questa convinzione.

Che sia davvero il carico perduto dell’Apistos? “Tutto sta in ciò che volete credere” suggerisce lo stesso Hirst.

Hirst a Venezia-walt-disney-e-topolino

La mostra è un equilibrato mix di arte classica e pop, un passato e un presente ricoperti da coralli e spugne. Colpiscono molto le proporzioni ponderate dei corpi, la scelta dei materiali, la precisione dei dettagli nel vasellame, il gioco che si crea fra le superfici estremamente lisce e quelle ruvide ed incrostate.

Tra Punta della Dogana e Palazzo Grassi

La mostra ospitata dalla collezione Pinault si disloca fra Palazzo Grassi e Punta delle Dogana. Entrambe location affascinanti e versatili, che permettono al visitatore di assaggiare piccoli scorci di Venezia durante lo spostamento. Di Punta della Dogana colpisce Hydra and Kali opera monumentale e al tempo stesso dinamica. Di Palazzo Grassi indubbiamente Demon with bowl che con i suoi 18 metri di altezza si staglia imponente fino al soffitto del palazzo. I corridoi dei tre piani del Palazzo permettono di osservarlo a tutto tondo, nella sua completa maestosità.

Hirst a Venezia-hydra-and-kali

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Treasures from the wreck of the unbelievable rappresenta una mostra estremamente all’avanguardia pur avendo principalmente soggetti classici, risalenti all’epoca romana. Venezia, i suoi colori e la laguna stessa che si staglia oltre le vetrate contribuiscono a creare l’atmosfera perfetta per assaporare fino in fondo questa esposizione.

Concedetevi un paio di ore per staccare la spina ed immergervi in questo paradossale confine tra realtà e finzione; avete tempo sino a dicembre!