La mostra mette in luce la portata rivoluzionaria della figura di Ingres nel contesto culturale europeo tra il XVIII e il XIX secolo. Particolare attenzione è riservata al ruolo che rivestì Milano, uno dei centri più importanti dell’Europa napoleonica.

La mostra

Palazzo Reale di Milano ospiterà dal 12 marzo al 23 giugno la mostra Jean Auguste Dominique Ingres e la vita artistica al tempo di Napoleone. La mostra è promossa dal Comune di Milano in collaborazione con StArt e il Museo Ingres di Montauban. E’ curata da Florence Viguier-Dutheil, Conservatore Capo del Patrimonio e Direttrice del Musée Ingres di Montauban.

La mostra intende presentare l’artista che più di ogni altro si è ispirato all’antico, ma allo stesso tempo riuscì a sviluppare una carica di novità. Si conferisce particolare attenzione a Milano, che nella riorganizzazione politica e artistica in atto al tempo da Napoleone, ebbe un ruolo fondamentale.

Visitatori davanti al Ritratto della Principessa Karoline von Liechtenstein come Iris.

Il percorso espositivo infatti si sviluppa in varie sezioni. La prima mette in evidenza l’invenzione del nuovo linguaggio figurativo tra l’Ancien Regime e la Rivoluzione francese. Protagonista è David insieme ai suoi allievi più vicini, con un lessico fatto di corpi virili e di una grande energia, ma anche di ritratti. La campagna d’Italia e Napoleone sono i protagonisti delle sezioni successive. Una sala è riservata alla figura di Giovanni Battista Sommariva, figura politica importante per l’Italia del tempo. Fu anche grande collezionista di arte francese e italiana, definito “il mecenate più importante dopo l’imperatore e la sua famiglia”.

Il percorso espositivo giunge al suo culmine con il solenne ritratto di Napoleone in costume sacro, insieme ad una serie di disegni preparatori di Ingres. Nella parte finale la mostra assume un carattere monografico ed è costituita in larga misura da opere di Ingres provenienti dal Museo di Montauban. In particolare una serie di straordinari ritratti, un nucleo di disegni, e un dipinto del 1818 che rappresenta la morte di Leonardo da Vinci.

Conosciamo Ingres

Ingres è una figura artisticamente singolare e sorprendente. Percepito come l’erede di Raffaello e allo stesso tempo come il precursore di Picasso, è un rivoluzionario che difficilmente si può rinchiudere in una sola categoria.

Nato nel 1780 a Montauban, nel sud-ovest della Francia, Ingres si inserisce subito nella cerchia di David a Parigi. Nel 1806 è a Roma, dove tornerà più volte nel corso della sua vita, per approfondire gli studi e la passione per Raffaello.

Julie Forestier, Copia dell’autoritratto di Ingres, 1807

Charles Baudelaire lo definiva un uomo dal carattere non facile: “talentuoso, avaro, crudele, collerico, sofferente, straordinario miscuglio di qualità in contrasto”. Nonostante questo, la pittura di Ingres rivela una calma e una serenità che lo avvicina molto agli ideali neoclassici, in cui la purezza della linea e la sobrietà del colore si sposano in una grande varietà di tematiche spesso tratte dall’ispirazione classica.

Importantissimi al fine di cogliere la classicità della pittura di Ingres sono i soggiorni che il pittore fece in Italia, dove ebbe modo di confrontarsi con la pittura del Rinascimento e con la cultura contemporanea della penisola.

Emerge così l’importanza miliare del pittore delle odalische, realista e manierista al tempo stesso, affascinante tanto per le sue esagerazioni espressive che per il suo gusto del vero.

Il suo tempo

Nel 1805, dopo essersi fatto incoronare a Milano, Napoleone dichiarava di voler “francesizzare l’Italia”. L’imperatore voleva a tutti i costi accelerare le trasformazioni della vita pubblica e culturale, coniugando eredità rivoluzionaria e dispotismo autoritario. In effetti la sua politica ebbe un impatto immediato e duraturo in Italia, in particolare la città di Milano visse una stagione di grande prosperità.

Jean Auguste Dominique Ingres, Morte di Leonardo Da Vinci, 1818

Fu fortemente rimodellata nei suoi monumenti, nei suoi spazi verdi e nelle infrastrutture urbane, a partire dalla nuova Pinacoteca di Brera. Anche gli artisti italiani furono coinvolti nell’ondata di lavori e di cantieri che ne seguì: Appiani nella pittura e Canova nella scultura si avvalsero ampiamente di questa politica napoleonica di mecenatismo. Un altro fenomeno decisivo di questa stagione è lo slancio e il successo delle donne pittrici, e in particolare di Elisabeth Vigée Le Brun, ritrattista ufficiale di Maria Antonietta.

Le opere

La mostra di Ingres a Milano presenta al grande pubblico una straordinaria selezione di oltre 150 opere, di cui più di 60 dipinti e disegni del grande artista francese. Sono presenti tutti i grandi capolavori della proverbiale capacità ritrattistica di Ingres, le sue celebri figure femminili, le sue opere di soggetto mitologico.

Le opere sono riunite grazie a prestiti internazionali da alcune delle più grandi collezioni di tutto il mondo come il Metropolitan Museum of Art di New York, il Victoria and Albert Museum di Londra, il Musée du Louvre, il Musée d’Orsay, oltre ovviamente al Musée de Montaubaun, e da grandi musei italiani come la Pinacoteca di Brera, la Galleria d’Arte Moderna di Milano, i Musei Civici di Brescia e da molte collezioni private.

Ingres
Allestimento della prima parte della mostra, dedicata al Neoclassicismo e alla scuola di David.

L’appuntamento

Una mostra irripetibile che presenta al pubblico italiano Jean Auguste Dominique Ingres e la vita artistica degli anni a cavallo del XIX secolo. Con la mostra, il pittore delle odalische e della modernità svela anche la sua italianità, un’impronta che fa di lui ancora di più una figura fondamentale della vita artistica italiana durante l’Impero.

La mostra sarà visitabile dal 12 marzo 2019 al 23 giugno 2019, nelle sale al piano superiore di Palazzo Reale a Milano. Sarà aperta il lunedì dalle 14.30 alle 19.30, il martedì, mercoledì, venerdì e domenica dalle 09.30 alle 19.30, e il giovedì e sabato dalle 09.30 alle 22.30. Un appuntamento a cui non dovete assolutamente mancare.