Ho passato due anni a Pesaro, ho incontrato Giuseppe Palmisano proprio lì. In quella cittadina che nasconde tra le sue strade un luogo chiamato Centro Arti Visive Pescheria, dedicato all’arte contemporanea. Ed è proprio in quello spazio straordinario che una mattina mi sono ritrovata tra 150 ragazze nude in calza maglia bianca. Con attrezzature e operatori, che tra luci e trespoli seguivano le coordinate di un ragazzo dai capelli ricci, gli occhi grandi ed espressivi e un paio di calzettini verdi smeraldo. Giuseppe Palmisano, conosciuto ai più come IosonoPipo è proprio così, capelli ricci, occhi grandi, determinazione e dedizione per il suo lavoro: l’artista. L’ho incontrato a Bologna e ci siam fatti una chiacchierata.

Doveva essere una intervista, ma ero talmente presa che non ho preso appunti e non ho nemmeno acceso il registratore.

Perciò vi dovrete accontentare delle mie parole, delle mie impressioni e di quello che ho visto e sentito. Quello che e-move Giuseppe Palmisanoper dirlo con parole sue – è una miriade di sensazioni strane. Quello che ti ritrovi davanti agli occhi tra un caffè e un bicchiere d’acqua è un ragazzo in continua evoluzione, crescita e trasformazione, le sue idee e personalità si edificano seguendo istinto e necessità.

A 13 anni inizia con il teatro, nella sua terra, la Puglia. Inizia a fare teatro, recitare, studiare e interpretare personaggi, storie e vicende. Apprende le regole dello spazio scenico, degli allestimenti e delle scenografie, lo spazio che il corpo deve occupare e poi… poi il buio, la musica, una avventura con un’agenzia, sua, di produzione discografica. Il teatro, la musica, la fotografia e poi accorgersi che era il momento di evolversi ancora, ma tutto ritorna e rimanda alle immagini e alla figura. Non c’è astrazione in IosonoPipo, in lui tutto è concreto e terreno. Vende la sua macchina fotografica e inizia a fotografare in modo nuovo.

Giuseppe Palmisano - IosonoPipo

Nasce #Vuoto da una visione onirica e la necessità di riempire uno spazio che automaticamente si fa essenza e presenza nasce questo progetto.

Un viaggio tra le storie e gli abbracci di 150 donne da ogni parte d’Italia che lo raggiungono all’interno del Centro Arti Visive Pescheria di Pesaro. Questo spazio espositivo nasce dalla fusione di una vecchia Pescheria e una chiesa con una pianta a dodici lati su fianco, l’unica in Italia, forse l’unica in Europa. Vuoto è la presenza di 150 donne vestite solo da un paio di collant bianchei che, armoniosamente sdraiate una vicina all’altra, mettono in moto un’assenza. Svuotamento della scena, lo spazio si fa contenitore della performance e della non azione della performance stessa. Spesso il suo lavoro viene paragonato a quello di Vanessa Beecroft, che cerca con le proprie donne esposte seminude di sconvolgere il pubblico. Lei non conosce i nomi delle proprie modelle, le ignora e nei suoi tablaux vivent quasi cerca di punire la stessa femminilità che mette in scena. Giuseppe Palmisano no. Conosce, chiama e cerca un rapporto con ogni sua modella pprima di incontrarla personalmente il giorno della performace.

Dopo una anno ritenta l’impresa, cerca 150 donne di colore. La Pescheria non accetta un nuovo progetto, lui scrive alla Reggia di Caserta che lo approva e appoggia.

Dopo un anno, le 150 donne di colore non arrivano, se ne presenteranno molte meno e Vuoto2 è figlia dell’imprevisto, ma si fa. La Musica. Le case discografiche, le copertine per gli album di Ghali, Lo Stato Sociale, Ghemon. Mezzanotte, l’ultimo album di Ghemon, è la cosa più bella che si possa ascoltare in questo ultimo anno. La copertina è sua, firmata Giuseppe Palmisano, che pensa alla fotografia pubblicitaria e a tanto altro. Perché come vi ho già detto, quando si chiacchiera con Pipo si ha l’idea di avere davanti una personalità in continua evoluzione mentale.

IosonoPipo

Nella chiacchierata mattutina, oltre ai progetti, le idee e le esigenze, sono emerse le problematiche che incontra un artista di ventotto anni. Come la burocrazia che ha tempi biblici, curatori affermati che impongono la loro leadership, i fondi da recuperare. E poi.. e poi incontri persone che invece ti apprezzano, ti spingono ad andare avanti. Perchè le tue foto le comprano, perché parlano di te agli amici, perché scrivono di te e perché nel momento giusto ti spediscono dei pacchi di collant bianche.

E allora vai Pipo, vai avanti, c’è bisogno di te.