Intervista a Jacques Leo, il giovanissimo artista milanese che sogna un mondo sostenibile grazie alla canapa.

È una splendida giornata di inizio febbraio, Milano baciata dal sole è bella più che mai e noi di TAT’s abbiamo avuto il privilegio di sorseggiare un caffè in un luogo senza tempo: il rifugio di Jacques Leo. Anche Jacques sembra provenire da un’altra epoca, lo sguardo fiero e un profilo elegante. Vive in una vera e propria galleria, è difficile guardarsi intorno senza restare folgorati dall’energia che emanano le sue opere. Ci si sente catalizzati da ogni parete. La nostra è stata una lunga chiacchierata, un flusso, un racconto senza interruzioni a proposito della sua arte e dei suoi pensieri… il tutto mentre rivestiva una vecchia valigia.


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Enfant prodige

Jacques Leo all’età di tre anni mentre i suoi coetanei erano intenti a giocare e fare pisolini, era impegnato a creare le sue primissime opere. È nato libero. Trascorreva le sue giornate tra colori e pennelli ma, guardando il suo archivio, mi accorgo che non se ne serviva per scarabocchiare e impiastricciare. No, lui passo dopo passo guardandosi intorno tracciava i segni della realtà che lo circondava provando a reinterpretarla. Prodigio.

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Arte in Canapa

Tra i vari lavori esposti si riconosce una divisione in serie, ci sono gli Universi, i Mandala e quelli che lui definisce Homines Novi. Questi ultimi sono realizzati con un materiale stupefacente: il canapulo, ovvero la parte legnosa dello stelo della canapa.

L’Homo Novus è un essere in grado di usare la natura non per distruggerla, è un uomo che conoscendola beneficia dei suoi frutti restando però in totale equilibrio prima materiale e poi spirituale con essa. Jacques utilizza la canapa per valorizzare questo aspetto, ossia quello di un uomo che evolve anche se non ce ne rendiamo conto, anche se ci sono decine e decine di guerre sparse in tutto il mondo e tutti i giorni, ogni secondo, muore un uomo. Allo stesso tempo c’è una evoluzione che dá un po’ di speranza a tutta la degenerazione che ci portiamo avanti da millenni e tutta la confusione che l’uomo ancora rappresenta. Dunque la canapa è l’argomento, il materiale più semplice per comprendere il progresso e recepirlo.

Per dirla con le parole di Jacques: “L’aspetto più vicino alle persone è quello della canapa, perché è un tema rurale, arriva e può arrivare nel cuore di tutti nella maniera più semplice e concreta lasciando da parte tutta una questione spirituale che richiede un percorso, una introspezione. Richiede il tempo che è una cosa che le persone non hanno,tendenzialmente.”

Il ruolo che ricopre l’artista, il suo posto nel mondo


A livello profondo siamo esseri di pura energia. Creare dal nulla un’opera è un atto d’amore, l’artista dona una potentissima dose di energia a chi si avvicina al suo lavoro. Jacques sarebbe capace di lavorare per tantissime ore di seguito, forse per giorni senza fermarsi; è una persona che se hai la fortuna di incontrarla e di scambiarci qualche pensiero può ispirarti. Forte è l’influenza che deriva dalla cultura orientale, infatti Jacques racconta:

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“Chi crea non è colui che fa qualcosa per sé stesso in quanto artista bensì colui che realizza una cosa nobile per gli altri. Dunque tutta la parte dei Mandala e degli Universi, nasce dalla cultura e tradizione Mandala che non è Occidentale. La nostra è una tradizione iconografica molto più complessa e diversa…attraverso la geometria sacra, mediante diversi elementi si può dire tantissimo con cose semplicissime. Mi piace cercare di realizzare dei lavori che riescano a mettere insieme Oriente e Occidente, un po’ come fa la nostra cultura attuale perchè oggi più che mai i saperi si interconnettono e quella che è una cultura molto lontana la si può conoscere, la si può studiare.
E forse è per questo che la definizione più  bella che secondo me è stata data al mio lavoro, è di Edoardo Sancassani ed è Sincretico. Il sincretismo è riuscire a mettere tante cose diverse in una unica cosa, mi sono sentito compreso”.


Jacques sostiene che la curiosità, l’essere curiosi, sia un talento. Vi invito ad esserlo e fare un salto sul suo profilo Instagram.

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