La mostra “Joan Mirò La forza della materia” inaugurata il 25 marzo 2016, sarà ospitata fino al prossimo 11 settembre al MUDEC, Museo delle culture di Milano.

La sede ospite si rivela tra le più adatte per accogliere ed amplificare le tematiche espresse dalle opere dell’artista. La stessa struttura infatti è il primo passo verso una totale immersione nel surrealismo sognante e colorato di Mirò.
Lo stesso titolo scelto per la mostra ci fa capire che ciò a cui si va incontro, non sono semplici quadri ma una varietà di materiali, oggetti ideatori di esperienze dirette con l’osservatore.
La mostra è stata organizzata in collaborazione con la Fondazione Joan Mirò di Barcellona. Delle oltre cento opere scelte nel periodo di produzione dell’artista che va dal 1931 al 1981, esposte secondo un criterio cronologico, evoluzione del percorso compiuto da Mirò, la maggior parte proviene dalla fondazione stessa, mentre il resto è stato prestato dalla famiglia attingendo dalla propria collezione privata.

Miró.-La-forza-della-materia-installation-view-at-MUDEC-Milano-2016-photo-Carlotta-Coppo-4

Non pensiate di prendere parte alla visita con lo scopo di svagarvi in un pomeriggio morto, in quanto fine stesso dell’artista fu quello di creare opere che esigono attenzione da parte dell’osservatore, vogliono essere una provocazione, una messa in discussione del valore e del significato della pittura stessa. Per quanto possano essere per definizione “opere poetiche” –che appunto come la poesia si interrogano sui significati nascosti e sulla vita che è racchiusa dentro gli oggetti– non hanno niente a che fare con il concetto di bellezza anzi, sono immagini che posso addirittura recare disturbo all’osservatore, che si sente disorientato.

Questo insolito tipo di arte prende avvio con Mirò a metà degli anni venti. Egli incomincia a sperimentare andando oltre la pittura tradizionale, alla ricerca della libertà del gesto pittorico e dello spirito puro intrinseco delle cose. Ciò avviene attraverso il massimo rispetto per la materia, considerata dall’artista il punto di partenza che impone l’opera, si tratta di una continua sfida ai vincoli della tecnica, in modo da non avere nessun ostacolo alla propria libertà d’espressione. Così inizia l’approccio con diversi tipi di superfici e modalità di esecuzione.

6542-70614

Esposti sono dunque anche incisioni e sculture. Queste ultime nascono principalmente dal gusto surrealista che l’artista sviluppa a partire dalla fine degli anni ’60 ampliando il proprio interesse per la materia; queste sculture in bronzo in realtà non sono altro che l’assemblaggio di oggetti diversi provenienti dall’ambiente popolare. Ancora una volta viene in questo modo sottolineato il filo conduttore dell’arte di Mirò: la fusione tra arte e vita e la rivelazione della vita segreta degli oggetti.
Inoltre le opere di Mirò sottolineano la sua attenzione ai cambiamenti sociali, durante il periodo della guerra eseguì numerosi disegni per denunciare la tragedia che ne scaturì. Dalla seconda metà del novecento guadagnò un prestigio internazionale sempre maggiore.
Pochi come Mirò riescono ad andare oltre al semplice oggetto d’arte e rendere l’esperienza che si genera con questo la vera arte. Si può tranquillamente parlare di un “vocabolario di forme” poiché nelle sue opere si ha la ricorrenza di immagini come personaggi, donne, uccelli e costellazioni che con il maturare della produzione artistica diventano sempre più grandi ed individuali. Queste forme spesso diventano il titolo stesso delle opere, altre volte le opere sono lasciate anonime regalando anche all’osservatore la sensazione di partecipazione, di essere egli stesso creatore dell’opera, tanto importate da poter vedere ciò che vuole ed avere la libertà di poter credere che sia ciò che anche l’artista ha visto.

Miró.-La-forza-della-materia-installation-view-at-MUDEC-Milano-2016-photo-Carlotta-Coppo-3

Le opere di Mirò non vogliono essere riproduzione o rappresentazione di una realtà ma interpretazione di questa, una poesia, una poesia del singolo e al medesimo tempo dell’intera umanità.
Prendere parte alla mostra di Joan Mirò oltre che un accrescimento culturale è più un accrescimento personale. Lasciarsi interrogare dagli oggetti esposti, riflettere e lasciar emergere la propria personalità tra le diverse interpretazioni della folla. La curiosità è la giusta chiave con cui intraprendere questo viaggio all’interno di sé stessi, la stessa curiosità che portò l’artista a sperimentare i diversi materiali e gli insoliti colori. Emergere dalla realtà e osservarla dall’alto –esattamente come suggerisce la costante presenza di uccelli nelle opere– attraverso i filtri dell’arte di Mirò è forse ciò che oggigiorno più necessitiamo e questa mostra ne è una rara occasione.
Il tutto è accompagnato da diversi servizi quali visite guidate, audio guide specifiche per bambini ed adulti, attività didattiche per scuole, famiglie. Si ha inoltre la possibilità di “portarsi la mostra casa” grazie all’acquisto del catalogo della mostra sviluppato da 24 ORE cultura in collaborazione con Francesco Poli, il quale analizza e contestualizza le opere in modo molto chiaro.

4833044-kHAE-U43170630178606z-593x443@Corriere-Web-Sezioni