MILANO 1962.

Due fratelli, Achille e PierGiacomo Castiglioni, siedono nel loro studio di progettazione con la fronte china sul tavolo. Il loro sguardo sembra perso ma nasconde un concetto, un’idea visionaria. Le mani stringono delle matite, il foglio inizia a prendere colore, seppur scuro. Le idee cercano di tramutarsi in bozze e schizzi. I fogli spesso vengono accartocciati e gettati nel cestino.

I due fratelli si scambiano parole e sensazioni, tentano di trovare una soluzione. Devono ispirarsi e poter dire: “Si è così che deve essere”. Pensano e pensano ancora.

Vaga nella loro follia progettuale un’idea. L’afferrano.

Pensano ad una lampada da terra che debba illuminare un tavolo. L’elemento fondamentale, secondo loro, è che si possa riuscire a camminare intorno al tavolo nonostante la presenza della lampada.

E come sarebbe possibile?

Una lampada da terra che illumini il piano di un tavolo ma che allo stesso tempo faccia tranquillamente camminare il consumatore intorno al tavolo?

Bozzetti sullo studio della lampada – Autore: Flos

Bozzetti sullo studio della lampada – Autore: Flos

La loro idea sta prendendo forma. E allora le mani che reggono le matite iniziano a prendere forza e coraggio. Il tratto si fa sempre più deciso e poetico. I loro sguardi si incrociano a nascondere una fierezza che sta sbocciando, non fiorita, ma che sta sbocciando.

Probabilmente non ne sono ancora consapevoli ma il loro progetto diventerà un’icona indiscussa del design italiano ed internazionale.

Dettagli della lampada Arco – Autore: Flos

Dettagli della lampada Arco – Autore: Flos

Incalza l’ottimismo, la loro lampada ormai ha preso forma.

Fanno le loro scelte per l’accostamento dei materiali che daranno vita estetica al pezzo. Pensano che l’acciaio per il corpo della lampada sia la via più giusta. La base dovrà avere un peso importante per poter permettere allo “stelo” di svolgere il suo lavoro senza interferenze.

Pensano al cemento, ma scelgono il marmo bianco di Carrara. L’acciaio ed il marmo: due materiali eterni, due materiali che possono combattere il tempo. Tutto sembra già scritto.

Non lasciano nulla al caso. Rendono la lampada regolabile: il trafilato d’acciaio dello stelo permette due regolazioni a due altezze differenti. Ma il  marmo, con il suo peso, potrebbe essere un problema: forano la base della roccia metamorfica in  modo che la lampada possa essere spostata senza problemi dal consumatore.

La lampada disegnata da Achille e Piergiacomo ora ha una vita propria, ha carisma.

Come nella favola di Collodi, la lampada si potrebbe animare… Ti chiameremo Arco pensarono i fratelli. Quale nome più azzeccato? Un oggetto con un disegno pulito, raffinato ed elegante a cui viene associato un nome semplice, banale ma diretto, intuitivo ed immortale.

Si delinea un quadro travolgente: un progetto funzionale ed innovativo, una scelta di materiali matura e non convenzionale per l’epoca, un nome semplice.

L’opera è compiuta. Come dopo una nascita i momenti di tensione piano piano lasciano posto ad un naturale rilassamento, alle risate e ad energie positive.

Era il 1962, altri tempi, tempi in cui nasceva SpiderMan il noto supereroe, e Achille e Piergiacomo Castiglioni, eletti del design italiano , disegnavano per Flos, L’Arco

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Appartamento a Stoccolma progettato da Oscar Properties con inserita la lampada Arco – Autore: Oscar Properties

A giorni nostri potete trovare Arco in un salotto di lettura, in un locale modaiolo, ad un evento mondano, ma io vi consiglio, se riuscite a farlo, di andare a Milano al museo-studio di Achille Castiglioni in cui troverete tutto quel sapore che uno studio di progettazione, colmo di sapere e di sperimentazione può dare. Ed ovviamente toccare con mano l’Arco.

Chissà se realmente l’opera di Achille e Piergiacomo nacque così, nel loro studio, magari in un caldo ed afoso pomeriggio milanese …