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Oggi, una persona media tra gli 0 e i 18 anni vede più di 200mila atti di violenza. Ognuno di noi è bombardato, tramite televisione o social, da immagini più o meno esplicite. Eppure è l’arte a essere censurata. Sono pittura, scultura e, più di recente, fotografia e video a essere oggetto di contestazioni.

COSA RENDE UN IMMAGINE DEGNA DI CENSURA

Ciò che la società, quella “perbene”, considera disdicevole, non tradizionale o convenzionale alle regole. Come la presenza di un capezzolo (solo per le donne), un sedere o genitali.

Ma un bacio appassionto, una posa o un gesto arrogante non potrebbero, o meglio dovrebbero, essere considerati più fastidiosi di una persona nuda?

ARTISTI VITTIME DI MUSERUOLA

La censura ha radici profonde e difficili da estirpare. Egon Schiele, nel 1915, venne condannato per aver messo in circolazione dei disegni “indecenti” che rappresentavano il suo studio del nudo.

Ancor prima – per cogliere un esempio forse più notoDaniele da Volterra nel 1564, alla morte di Michelangelo, fu incaricato da Papa Giulio III di coprire le nudità dell’opera il Giudizio Universale con le famose “braghe”.

censura nell'arte

A cavallo tra il Quattrocento e il Cinquecento, con il Rinascimento ci fu la riscoperta del nudo artistico. E ci furano La nascita di Venere del Botticelli e il David di Michelangelo. Ma la censura non tardò ad intervenire e molte opere vennero distrutte perché l’arte rinascimentale fu considerata eccessivamente sensuale e provocatoria.

Una piccola rivincita sulla censura arrivò nel Settecento che fu letteralmente un’”orgia”. I nudi vennero tollerati ma non solo, anche richiesti.

Nell’Ottocento invece, con l’Impressionismo come nuova corrente artistica, Edouard Monet fu soggetto a scandalo per via dele sue opere osé. In Colazione sull’erba due uomini borghesi stanno seduti su un prato e davanti a loro è raffigurata una giovane fanciulla nuda, interpretata poi come una prostituta.

In concomitanza, 3 anni dopo, arrivò Gustave Courbet con L’origine du monde a rappresentare e mettere in primo piano su tela organi genitali femminili, provocando forti scombussolamenti che persistono ancora oggi.

censura nell'arte

OGGI COME IERI

Quando si parla di censura non possiamo soffermarci solo sul passato. Ancora oggi nell’arte  ci sono artisti vittime di catene.

Negli anni ’90 Jeff Koonsispirandosi a Coubert, Monet, Boucher & co. – si arricchì mostrandosi esplicitamente a letto con la moglie Ilona Staller, meglio conosciuta come Cicciolina. L’opera, dopo essere stata presentata alla Biennale di Venezia nel 1990, rese la pornografia ufficialmente arte.

censura nell'arte

Ma non bastò a fermare gli odierni censori. Basti citare Merda d’artista di Manzoni, considerata non-arte. O la fotografia erotica di Helmut Newton e gli scatti bianchi e neri trasparenti di Robert Mapplethorpe per capire quanto ancora oggi alcuni capolavori siano considerati “fuor di misura”.

NAKED OR NUDE – ARTIST IS FAMOUS FOR HIS SENSUAL NUDES

Gli inglesi differenziano il mondo del nudo con due termini: naked e nude. Poiché la nudità di per sé è pura e non volgare. La malizia sta negli occhi di chi guarda. Sì può dire “The artist is famous for his sensual nudes” ma non “The artist is famous for his sensual nakeds”.

Naked è la pornografia. Tutto ciò che è esplicitamente voluto, esaltato, mostrato. Nude è una persona senza vestiti, magari appena uscita dalla doccia, vulnerabile.

censura nell'arte

Sarebbe necessario valutare le opere con altri parametri. Censurare l’ingiusto e non il nudo e l’anticonvenzionale.

La televisione mostra rapporti sessuali appena coperti da lenzuola. Baci a dir poco appassionati, persone che uccidono, che insultano, utilizzando linguaggi scurrili e bestemmie. Mentre i social, nati per dare la possibilità di esprimere liberamente se stessi, censurano immediatamente il nudo, spesso senza neanche valutarne i contenuti. Privando così gli utenti di libero arbitrio.

Ma è davvero meglio mostrare la maleducazione che la nudità in cui si è nati?