Avete mai desiderato vivere in un’altra epoca? Domanda retorica, lo so, chi non l’ha fatto… Potendo usufruire della macchina del tempo non ho dubbi su quale sarebbe la mia scelta. Niente stuzzica la mia nostalgia di epoche mai vissute più della fastosa Roma fine anni ’50. Mi ci vedo benissimo, seduta ai tavolini di Piazza del Popolo, tra una sigaretta e un caffè, a discutere di arte neorealista insieme a Moravia e Pasolini. Scommetto che io e Brigitte Bardot ci saremmo divertite un mondo a far shopping di ballerine e pantaloni capri in via Condotti. E poi alla sera, con i capelli cotonati ad arte grazie ai suggerimenti della mia sopracitata amica BB, via a Trastevere, a far festa al Rugantino, sorseggiando un Martini con Liz Taylor, godendoci magari uno dei famosi spogliarelli della bella Aiché Nana. Vagheggio? Sono forse affetta da un’utopica sindrome da età dell’oro? Sarà, ma esistono epoche che, nonostante conclusesi da tempo, non smettono di esercitare il loro fascino.

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La Dolce Vita è così. Fu un periodo magico, breve sì ma che continua a influenzare la nostra idea di bella vita. Perché allora la bellezza stava in ogni cosa. Tutto era speciale; arte, moda, il cibo, le feste: non c’è nulla di quegli anni che non appaia glamour, affascinante, irresistibile.

Ahimè, il teletrasporto spaziotemporale nessuno l’ha ancora inventato. Magari il progetto sta in qualche appunto di Steve Jobs e fra un paio d’anni ce lo ritroveremo dentro un’app di iOs ma, per il momento, bisogna accontentarsi di rivivere il passato attraverso i cimeli che di esso ci restano.

Il che non è affatto male se tali cimeli sono rappresentati dalle foto di Marcello Geppetti, uno dei più grandi fotografi della Dolce Vita. Non c’è nessuno che scampò al suo obiettivo. Geppetti immortalò, con grazia e introspezione, dive, artisti e tutti coloro che resero grande nel mondo la Roma anni ’50. Non è riduttivo parlare di lui come del più abile tra i paparazzi. Fu anche per lui, infatti, che il termine paparazzo fu coniato (e no, in origine il mestiere non aveva niente a che vedere con quello di Corona e simili). Marcello Geppetti fu l’ombra di personaggi del calibro di Sophia Loren, Federico Fellini, Andy Wharol. Riuscì a conquistare la loro fiducia e ne immortalò l’essenza con discrezione e profondità. È anche grazie al suo lavoro se abbiamo la possibilità di conoscere il lato umano di queste icone immortali.

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Le sue foto sono ora esposte all’interno della nuova Dolce Vita Gallery di Roma, galleria d’arte e fotografica con riferimento storico prevalente per il periodo della Dolce Vita. L’obiettivo della Dolce Vita Gallery è quello di riscoprire e valorizzare la produzione artistico culturale italiana nel decennio a cavallo tra la fine degli anni ’50 e l’inizio dei ’60, con particolare attenzione al mondo del cinema e della fotografia, nonché della moda e dello spettacolo. Il progetto prende piede proprio dai lavori di Marcello Geppetti che come pochi altri riuscì a testimoniare i momenti più caratterizzanti di quel periodo pieno di fermento e ricchezza, per puntare infine a un più ampio recupero del made in Italy, attraverso la valorizzazione delle migliori eccellenza creative del bel paese.

Passeggiando per le grandi sale luminose, è possibile ammirare Claudia Cardinale ridere sotto i baffi al fianco di Ugo Tognazzi, Jane Fonda prender parte a un corteo femminista, Raquel Welch ballare scatenata su un tavolo, Alain Delon amoreggiare su un sofà e molti altri attimi così intimi e spontanei che basta socchiudere leggermente gli occhi e mettersi a canticchiare una canzone di Modugno per credere di essere davvero lì, insieme ai più grandi dell’arte contemporanea, nel momento in cui Roma era davvero la capitale del mondo e la vita era dolce.