Si racconta che ognuno di noi abbia a spasso per il mondo almeno sette sosia. E si racconta anche che queste sette persone uguali a noi siano collegate da un filo temporale che di tanto in tanto le congiunge.

Esistono individui identici nel mondo capaci di comunicare tra loro attraverso scambi di ricordi, flashback, sogni. Nessuno lo sa, ma ci sono attimi, istanti in cui ogni persona entra in contatto con un suo sosia e per brevi momenti vive parte della sua vita.

Parlo di somiglianze, di coincidenze, il taglio degli occhi, l’angolo della bocca. Ed è sorprendente quello che si potrebbe provare una volta che trovatisi a confrontare il proprio volto con quello di un opera d’arte esposta in qualche museo di fama mondiale, che ci somiglia così tanto.

La piattaforma Google Arts & Culture propone Art Selfie.

Questa funzione è capace di associare i selfie scattati dagli utenti ai soggetti ritratti nei quadri, trovando quelli più somiglianti. Giochino intrigante quello ideato da Google. Un mezzo strategico ed estremamente intelligente per instillare nei giovani, nelle nuove generazioni soprattutto, la curiosità di conoscere l’arte e i suoi protagonisti.

Basta scaricare l’app Google Arts and Culture e cercare la sezione Art Selfie. Ci si scatta un selfie e in pochi secondi si ricevono quattro o cinque risposte, con diverse percentuali di somiglianza. A questo punto non resta che scegliere quella che ci piace di più e condividerla sui social.

Cliccando sul ritratto scelto abbiamo la possibilità di conoscere il pittore che l’ha realizzato e avere più informazioni sul nostro sosia che campeggia in un museo.

Art Selfie è un esempio di riconoscimento facciale basato sulle soluzioni di machine learning: quando l’utente si fa una foto quello stesso scatto viene confrontato con i volti presenti nei lavori dei musei partner che hanno aderito al progetto. La propria foto viene associata a uno o più ritratti e ognuno di essi ha una percentuale di riscontro, cioè di coincidenza, tra i propri lineamenti e quelli del soggetto immortalato.

Provando con più scatti e cambiando espressioni si possono ottenere anche effetti diversi.

art selfie

La funzione era già disponibile da diversi mesi negli Stati Uniti, dove ha ottenuto un grande successo. Subito dopo il lancio, quella di Google Arts & Culture è stata per un po’ l’applicazione più scaricata.

Oggi Art Selfie è stata usata più di 78 milioni di volte.

Google Arts & Culture è un progetto di Google lanciato nel 2011 per digitalizzare le opere d’arte e renderle disponibili come immagini ad alta risoluzione, oltre che per offrire visite virtuali di molti importanti musei di tutto il mondo potenziando le tecnologie usate per Google Street View.

Ho sempre pensato, forse per la mia indole romantica e nostalgica, di aver avuto delle vite precedenti di cui non ricordo nulla, ho sempre immaginato di essere stata già su questa terra in epoca rinascimentale tra le strade di Firenze e Roma.

Poi di essere vissuta in Francia al tempo degli impressionisti dove i corpi burrosi delle Bagnanti di Renoir erano sfacciati e volgari, ma così tremendamente seducenti… Insomma credo di essere nata nell’epoca sbagliata, quella contemporanea, ma che altre me abbiano avuto più fortuna in epoche passate.

Fin da bambina mi è sempre piacuto immaginare che un’ altra me sia stata tra le grazie di qualche artista, di essere stata la sua musa, amante e modella e per confermare questa mia teoria con ostinazione mi sarò scattata almeno cinquanta selfie con Art Selfie.

La prima volta sono stata associata a Benjamin Franklin, poi ad una Duchessa della Transilvania e per finire a lei, a una delle donne di Botticelli.

art selfie

Io ne ero certa, voi che cosa aspettate a sapere chi erano i vostri sosia sparsi nel mondo e nel tempo?