Leda e il cigno. Ieri, li abbiamo trovati in prima pagina su tutti i quotidiani nazionali. Perché? Perchè un loro nuovo, belissimo ritratto è spuntato fuori. Letteralmente. Apparso come per magia da una parete. Comparso sotto gli occhi stupiti dei restautori di Pompei.

È a Pompei, infatti, che Leda e il cigno sono stati trovati.

A pochi metri dalla famosa Via dei Balconi, sorge un gran palazzo signorile. Non sappiamo chi fosse il suo proprietario. Gli studiosi pensano a un mercante, un liberto riscattato e desideroso di esibire la ricchezza acquistita. Voglioso di far vedere ai vicini che, nonostante le umili origini, lui di arte ne sapeva. Così come conosceva i miti greci, di cui si riempì la casa.

 

All’ingresso dell’abitazione c’è un ritratto di Priapo intento a pesarsi il fallo. In camera da letto, invece, c’è Leda. Una donna bellissima e sensuale. Lussuriosamente abbandonata su di uno sfondo rosso vivo. La pelle è rosea, nonostante i secoli, nonostante la lava. Tra i suoi seni, un cigno impertinente. Bianco come fosse stato appena dipinto. Quadretto che ricorda la versione dell’ellenico Timoteo.

Persino Michelangelo fu affascinato dal mito di Leda e il cigno.

Il primo a raccontare la sua storia fu Ovidio, che le dedicò un capitolo delle sue Metamorfosi. Leda era la figlia del re d’Etolia, Testio. Ancora giovanissima, andò in sposa a Tindaro, assumendo così il ruolo di regina di Sparta. Così bella che di lei si invaghì persino Zeus, disposto a tutto pur di farla sua.

Era una mattina tranquilla, come consuetudine, Leda aveva interrotto la passeggiata giornaliera per rinfrescarsi sulle rive del fiume Eurota. Era lì seduta quando le venne vicino un candido cigno. Aveva il collo sinuoso e profumava d’ambrosia. Un’aquila lo stava inseguendo, Leda gli fece da scudo. In cambio, il cigno le regalò un paio d’ore di piacere. Quel cigno era Zeus. Poco dopo, anche Tindaro passò di lì. Anche lui non seppe resistere alla sensualità di Leda, anche lui la fece sua.

Così Leda rimase incinta. Di Zeus e di Tindaro contemporaneamente. Da quelle unioni nacquero i Dioscuri, Castore e Polluce, guerrieri figli di Zeus. E Clitemnestra ed Elena, future regine, future cause di mitologiche guerre.

Nell’arte, il mito di Leda e il cigno è simbolo di potenza sessuale.

Sembra strano, eppure proprio il raffinato cigno è divenuto simbolo di irruenza virile. Immagine della forza dell’uomo per cui ogni trucco è lecito per far sua la donna desiderata. Immagine che ha stimolata la fantasia erotica dei più grandi pittori della storia.

Da Leonardo da Vinci a Salvador Dalì, nessuno è rimasto immune al fascino di Leda. E c’è persino chi, come il commerciante di Pompei, ha scelto di raffigurarla di fronte al suo letto.