Martha Gellhorn è una delle più importanti giornaliste di guerra del XX secolo, ciononostante non è particolarmente famosa e conosciuta nel mondo, se non come terza moglie del grande scrittore Ernest Hemingway. Il loro rapporto è stato raccontato dal film Hemingway & Gellhorn di Philip Kaufman con protagonisti Nicole Kidman e Clive Owen che interpretano magistralmente la coppia. Questo lungometraggio mi ha spinto a conoscere meglio la giornalista.

Gli uomini che la influenzarono

Ci furono tre uomini nella vita della scrittrice che la introdussero a diversi “mondi”. Bertrand De Jouvenel, suo amante, fu la soglia d’entrata per il mondo delle relazioni internazionali. Ernest Hemingway, amante e in seguito marito, la aiutò a fare carriera nel mondo dei giornalisti e dei romanzieri. E infine James Gavin, giovane generale americano che le permise di vedere la guerra attraverso gli occhi di un soldato. La giornalista ebbe, però, anche relazioni con altri uomini.

Non dobbiamo, tuttavia, pensare a Martha Gellhorn come un’arrampicatrice sociale alla ricerca di conoscenze, ma ad una donna di grande bellezza, eleganza, non attratta dal lusso e dall’agiatezza, dal carattere esplosivo e indipendente.

La relazione amorosa e competitiva con Hemigway

La relazione che la influenzò di più fu probabilmente quella con Hemingway. Si incontrarono nel 1936 e lavorano entrambi come giornalisti in Spagna durante la guerra, in seguito divennero amanti e lui divorziò dalla moglie Pauline Pfeiffer per sposare lei (1940). Lo scrittore aveva alle spalle un’educazione cattolica che lo portava a redimere attraverso il matrimonio i numerosi tradimenti, infatti sposò quattro donne nell’arco di vent’anni. Dopo il matrimonio Hemingway si confermò come scrittore di successo internazionale e la Gellhorn iniziò ad ottenere la fama di giornalista.

Così Hemingway si ritrovò un concorrente in famiglia e una moglie presa dalla passione di narrare la guerra, che non stava mai in casa. Mentre la Gellhorn si sentì spesso schiacciata dalla fama e dalla bravura del marito. Dall’ammirazione probabilmente si passò alla competizione e poi all’odio vero e proprio. Forse avevano due caratteri troppo esplosivi ed egocentrici perché la relazione potesse durare a lungo. Infatti, si separarono nel 1945.

Viaggiatrice e scrittrice

Il suo amante Bertrand affermò che in lei vi fosse una combinazione fatta di “profonda rabbia contro l’ingiustizia, l’imbecillità e la debolezza, ma senza una reale compassione” e la Gellhorn fu effettivamente una furiosa sostenitrice dei diritti civili, combattè sempre risoluta contro tutto quello che per lei era sbagliato, ma non riuscì mai a trasformare nei suoi scritti questo impulso intellettuale in qualcosa di più profondo e sentimentale.

Martha Gellhorn viaggiò durante tutta la vita e compì il suo ultimo viaggio all’età di 81 anni quando partì improvvisamente per Panama con l’obiettivo di testimoniare l’invasione statunitense. Fu anche la prima donna a testimoniare lo sbarco in Normandia. Disse: «Seguivo la guerra ovunque riuscissi a raggiungerla».

Nel suo libro In viaggio da sola e con qualcuno racconta cinque viaggi orribili che ha compiuto ed esprime le sue opinioni a riguardo:

Ognuno definisce un proprio viaggio orrendo in base ai propri gusti. Il criterio con cui io definisco un viaggio del tutto o in parte orrendo è la noia. Per arrivare al più puro orrore, si possono aggiungere le scomodità, la fatica e la tensione in grosse dosi, ma il nocciolo è fatto di noia. Lo propongo come mezzo universale di verifica del viaggio: la noia, comunque la si chiami, è la ragione per cui non si sogna altro che il primo mezzo per andarsene anche se per orribile che sia stato l’ultimo viaggio, non rinunceremo per questo al prossimo, lo sa Dio perché.