Sarà visitabile fino al 28 ottobre la mostra organizzata al MAXXI per premiare i tre finalisti del prestigioso premio MAXXI Bulgari Prize 2018: Talia Chetrit, Invernomuto e Diego Marcon.

L’esposizione, curata da Giulia Ferracci, è il frutto dell’ambito premio – quest’anno supportato da Bulgari – che ogni anno il museo mette a disposizione per promuovere giovani artisti, proiettandoli sulla scena artistica internazionale.

I tre finalisti sono stati scelti da una giuria internazionale formata da David Elliott, curatore freelance; Yuko Hasegawa, direttore artistico del MOT di Tokyo; Hans Ulrich Obrist, direttore artistico della Serpentine Galleries di Londra; Hou Hanru, direttore artistico del MAXXI e Bartolomeo Pietromarchi, direttore del MAXXI Arte.

MAXXI Bulgari Prize

Giovanna Melandri, presidente fondazione MAXXI e Cristophe Babin, amministratore delegato del gruppo Bulgari

Il vincitore del MAXXI Bulgari Prize, sarà decretato il 13 ottobre e la sua opera entrerà a far parte della Collezione MAXXI.

Un premio importante per l’esposizione permanente del museo, grazie al quale si è arricchito di opere di Vanessa Beecroft, Francesco Vezzoli e altri.

MAXXI e Bulgari: una collaborazione lunga 6 anni.

Questo il tempo in cui le due istituzioni opereranno insieme, in un’alleanza strategica tra pubblico e privato per la cultura e la giovane arte. Il MAXXI, infatti, come un laboratorio del futuro, guarda avanti e ricerca nei giovani talenti la loro visione del momento storico che stiamo vivendo.

Questa prima edizione del MAXXI Bulgari prize, aperta alla visone del mondo di oggi, ha prodotto una serie di opere super tecnologiche, audaci e fuori dagli schemi. Una visione che rispecchia in pieno l’idea di Bulgari, simbolo di creatività e bellezza nel mondo della moda, aperto alle giovani menti, piene di idee e talento.

MAXXI Bulgari Prize

Lo staff del MAXXI Bulgari Prize

La mostra

Nella Galleria 4 del museo si trovano le tre installazioni finaliste, in una mostra inglobante che porta proprio dentro l’arte, in un percorso non obbligato ma molto fluido.

Il primo artista che si incontra è Invernomuto.

Un duo in realtà: Simone Bertuzzi e Simone Trabucchi, nati nel 1992 e 1993. La loro installazione è composta da un film, un’istallazione sonora, una scultura e un profumo, sulle questioni sociali e politiche globali, influenzata da culture pop che rendono il lavoro estremamente personale.

Il film, Calendola: SURUS, evoca periodi storici contraddistinti da una particolarità – ad esempio gli elefanti che rievocano Annibale – con scene girate sulla spiaggia di Sabaudia.
La colonna sonora ad alti e bassi, il profumo orientale che si spande e la scultura Zoa, ci inducono a una riflessione importante su come la storia vada avanti e su come a volte ce ne dimentichiamo.

Invernomuto

In seconda linea, Diego Marcon.

Classe 1985, scelto per essersi approcciato in modo molto originale alla sperimentazione audiovisiva.

Egli presenta Ludwig, un video a tutta parete realizzato con la tecnica CGI – utilizzata al cinema per gli effetti speciali e nei videogiochi di simulazione. Il protagonista è un bambino in sottocoperta su una nave in tempesta. I canti che intona il Ludwig, sulla disperazione e la fatica, sono stati scritti dall’artista e contribuiscono a rendere l’opera claustrofobica e ossessiva. Intento di Marcon è approfondire la ricerca su come l’immagine e la potenza evocativa contribuiscono a non soffermarsi su ciò che è in realtà.

MAXXI Bulgari Prize

Diego Marcon

L’ultima artista è Talia Chetrit.

Nata nel 1982, è stata scelta per la sua capacità di reinventare l’uso della fotografia combinando linguaggi tradizionali e contemporanei. E per la sua originale interpretazione del rapporto tra corpo, sguardo e identità.

Venti sono le fotografie esposte, più un video dove presenta i suoi genitori in back stage che posano per lei. La sua opera è teatrale e tocca temi intimi di affetti ed erotismo. Con foto che la vedono protagonista nuda, per esplorare così i confini tra soggetto e spettatore, vulnerabilità ed esibizione.

Talia Chetrit