Non basterebbe un solo aggettivo per descrivere Palermo,  una delle città più multietniche ed eclettiche al mondo. Così come non basterebbe un solo articolo per descriverne l’immensa storia e bellezza. Ma io voglio comunque provarci.

Perché Palermo, non dimentichiamolo, è stata una città imperiale. Secoli e secoli di dominazioni hanno segnato questo luogo dai “mille volti” e hanno colorato questa immensa “Conca d’Oro” dove sono approdati dapprima Fenici, Greci e Romani, poi ha accolto le navi arabe e normanne, per divenire infine terra di conquista di Svevi, Francesi e Spagnoli.

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E, se non ci credete, organizzatevi un tour per le vie della città: basterà poco per accorgervi di questa deliziosa amalgama di culture diverse, dove accanto a cupole arabe troviamo chiese barocche o palazzi in stile liberty, teatri dal gusto neoclassico e mosaici di tradizione bizantina. Insomma, i monumenti che vorrei suggerirvi sono così tanti che forse è meglio procedere per ordine, altrimenti rischio di fare solo tanta confusione!

Tra i prestigiosi resti del periodo greco-romano che vi consiglio di visitare c’è, ad esempio, l’antichissima villa romana di piazza della Vittoria, nei pressi di Villa Bonanno: la domus, con più di duemila anni di vita, venne scoperta per caso nel 1868, riportando alla luce magnifici mosaici di età imperiale -molti dei quali oggi al Museo Archeologico Salinas-. Altri scavi, agli inizi del ‘900, hanno riportato alla luce un’altra costruzione più antica, di età ellenistica.

I resti di un’altra bellissima domus, sempre di età romana imperiale, li potrete ammirare a Piazza Sett’Angeli, alle spalle della Cattedrale. Anche in questo caso, l’edificio e i magnifici mosaici che lo adornano (tra l’altro in ottimo stato) vennero scoperti per caso nel 2000.

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Anche la Palermo dell’epoca arabo-normanna offre al visitatore diversi gioielli architettonici: non per niente questo periodo viene definito da molti critici l’età d’oro di Palermo e di tutta la Sicilia. Tra i diversi monumenti che vi suggerisco di visitare, non posso non nominarvi quello che è il simbolo stesso della città, ovvero la Cattedrale, sita in Corso Vittorio Emanuele e al cui interno, dentro grandiose urne in porfido, riposano i re normanni con mogli e figli. Degno di nota, sempre all’ interno del Duomo, è il famoso tesoro composto da pezzi unici come calici, anelli e reliquiari, per non dimenticare la corona di Costanza di Aragona, prima moglie del re svevo Federico II.

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Se vi capiterà di rimanere in zona, tappa obbligata deve assolutamente essere Piazza Pretoria -detta anche Piazza della Vergogna– al cui centro si trova la Fontana omonima. Le magnifiche statue in marmo, raffiguranti per lo più divinità mitologiche, erano state originariamente pensate per essere collocate a Firenze. Alla fine del ‘500 il Senato palermitano acquistò la fontana, che giunse a Palermo smontata in ben 644 pezzi. Pensate un po’!

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Proseguendo il nostro tour immaginario, vi consiglio assolutamente un giro tra i mosaici della Cappella Palatina, all’interno del Palazzo Reale di Palermo (meglio noto come Palazzo dei Normanni), un tempo dimora del già citato Federico II e oggi sede dell’Assemblea Regionale Siciliana. La Cappella, tra i maggiori e più preziosi esempi dell’arte normanna, fu costruita per Ruggero II nel 1130 e venne definita da Guy de Maupassant “la chiesa più bella del mondo”. Come dargli torto?

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Da brava storica dell’arte, sarebbe peccato mortale per me omettere altri piccoli gioielli di questo periodo (anche se, rispetto ai monumenti sopracitati, sono meno noti): e così non posso non nominarvi il Castello della Zisa ed il Castello della Cuba, quest’ultimo eccellente esempio di architettura islamica caratterizzato dalla particolare cupoletta rossa che la sovrasta: questo stesso elemento lo ritroviamo in altri monumenti dell’epoca, come la Chiesa di San Cataldo, San Giovanni degli Eremiti e San Giovanni dei Lebbrosi.

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Del periodo spagnolo sono invece i due grandiosi Palazzi molto simili a fortezze: Palazzo Chiaramonte e Palazzo Sclafani. Il primo ve lo consiglio per le famose Carceri dell’Inquisizione. Il secondo è famoso soprattutto per aver ospitato a lungo lo spettacolare affresco del Trionfo della Morte, oggi custodito all’interno di Palazzo Abatellis, attuale Galleria Regionale della Sicilia. E, a proposito di Palazzo Abatellis, inutile dirvi che anche una visitina lì è d’obbligo (la tentazione di elencarvi, una per una, tutte le meravigliose opere esposte all’interno è tanta, ma mi limiterò a citarvi solamente L’Annunziata di Antonello da Messina). Sempre per rimanere in ambito museale, ne approfitto per segnalarvi la Galleria d’Arte Moderna di Palermo, sita a piazza Sant’Anna (qui è esposta una delle tante copie de “Il peccato”  del pittore simbolista Franz Von Stuck) il Museo Diocesano (al cui interno troverete opere che narrano otto secoli di storia della Chiesa palermitana), il Museo Archeologico Regionale Antonio Salinas (qui sono esposti cimeli archeologici) e il Museo Internazionale delle Marionette “Antonio Pasqualino” (sconsigliato a chi ha paura delle bambole).

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Facendo un ennesimo salto temporale, non posso non parlarvi della grande stagione del Barocco palermitano, di cui la città conserva ancora delle notevoli tracce: un esempio su tutti può essere la Chiesa di San Domenico (e l’oratorio del Rosario adiacente a quest’ultima), la cui facciata altamente scenografica è espressione di quell’ Horror Vacui tanto cara all’ arte barocca, così come la Chiesa del Gesù, nota anche come Casa Professa, o gli oratori serpottiani di Santa Cita, di San Mercurio, di San Lorenzo, tutti decorati dal famoso stuccatore palermitano Giacomo Serpotta. In realtà l’itinerario barocco comprende tante di quelle chiese, che è quasi impossibile elencarvele tutte qui.

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Dai putti, santi e angioletti in stucco delle chiese passiamo alle decorazioni fitomorfe e floreali che caratterizzarono la stagione del Liberty palermitano e di cui l’architetto Ernesto Basile si fece il principale portavoce. Anche qui le opere e i monumenti da citare sono talmente tanti che, a malincuore, mi limiterò ad elencarvi solamente i principali: iniziamo da Villa Igiea, edificio del 1800 – oggi divenuto hotel -, successivamente modificato dal Basile nel 1908 e decorato da Ettore De Maria Bergler con affreschi raffiguranti fanciulle tra papaveri, iris e melograni. Altra opera  legata al nome dei Basile e al Liberty palermitano è sicuramente il Villino Favaloro, costruito alla fine dell’Ottocento proprio dal padre di Ernesto Basile, Giovan Battista, e che può essere considerato il primo esempio di modernismo a Palermo. L’edificio venne poi completato dal figlio Ernesto, che si occupò anche della decorazione, aggiungendovi una torretta ottagonale. Per non parlare del Villino Florio, sito nei pressi della Zisa, considerato uno dei capolavori dell’Art Nouveau a livello europeo. L’edificio, sopravvissuto ad un devastante incendio nel 1962,  è tornato ad essere fruibile dopo anni di chiusura forzata a causa di lavori di restauro. Come non approfittarne?

Altra tappa imprescindibile, nonché altro simbolo della città di Palermo, è sicuramente il Teatro “Massimo” Vittorio Emanuele, sito in Piazza Verdi. Anche questo monumentale edificio, in stile neoclassico, venne progettato da Giovanni Battista Basile nel 1875 ed ultimato nel 1897 dal figlio Ernesto. L’interno, anche in questo caso, venne decorato dal pittore De Maria Bergler. A proposito di teatri, sempre in zona troverete un altro importante teatro, il Teatro Politeama Garibaldi, sito in piazza Ruggero Settimo ed altro piccolo gioiellino in stile neoclassico.

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Ma Palermo offre anche relax: che siate amanti del mare o no, vi consiglio vivamente di visitare la spiaggia di Mondello, dove oltre al mare cristallino e alla fine sabbia dorata, potrete ammirare lo stabilimento balneare Charleston, altra magnifica opera in stile Art-Nouveau. Inoltre prendetevi il tempo di visitare l’Orto Botanico o la passeggiata a mare presso il Foro Italico, disegnata da Italo Lupi e dove un tempo sorgeva un deturpante luna park. Adesso c’è un enorme prato che parte dalla strada e va a lambire il mare. Nel verde, qua e là, sono collocati dei buffi letti di ceramica. Stendetevi lì e godetevi il cielo sempre azzurro di Palermo.