Ho tenuto un Picasso tra le mani.

Una delle cose che più mi piace dell’essere una (sottospeciedi)giornalista è il poter prendere parte a eventi cui altrimenti non sarei ammessa, o di cui probabilmente non sarei neppure a conoscenza. Forse un giorno mi ci abituerò, ma al momento non c’è niente che mi entusiasma più del ricevere un accredito con scritto il mio nome. Nè scartare i regali, nè aprire una scatola di cioccolatini assortiti, neppure tirar fuori dalla confezione un paio di scarpe nuove mi regala il brivido che provo sbirciando dentro la mia cartelletta stampa. Devo ammetterlo, dietro questo entusiasmo vi è ben poco di professionale. Più che un lavoro, ogni evento si trasforma in un gioco. Ed è proprio ciò che ho fatto qualche giorno fa, quando ho ricevuto l’invito alla mostra Picasso, capolavori incisori e litografici, ho giocato. Ho messo un dolcevita, che fa tanto parisienne, indossato una gonna lunga, poiché non si è mai vista l’Abramovic con una mini, qualche gioiello etnicheggiante e voilà, pronta a fingermi un’esperta d’arte italofrancese. Pronta a giocare.

disegno picasso

Con lieve ed elegante ritardo sono arrivata all’inaugurazione della mostra, organizzata dalla Galleria Deodato Arte. Ho ritirato la famosa cartelletta stampa e, dopo essermi accattata un bicchiere di spumante, ho iniziato a girovagare fra le opere esposte con l’aria di una che non fa altro nella vita. Alle pareti un Picasso poco noto ai profani. Non il maestro dei dipinti, del cubismo e di Guernica, ma un esperto e sagace litografo. Un Picasso audace che, con geniale innovazione, unisce componenti autobiografiche a temi letterari, classici, mitologici. Il tutto reso ancor più unico dalle poco usuali tecniche dell’incisione e dell’acquaforte. Per finire, una serie di ironici ritratti fotografici che svelano il lato umano nascosto dietro la veste di grande artista.

picassolitografie

Nonostante fossi stregata dal fascino di quella coloratissima arte, non ho tuttavia perso l’occasione di guardami intorno. L’inaugurazione pullulava di facoltosi esteti desiderosi di accaparrarsi un Picasso da appendere in salotto. Ho chiacchierato con uno di loro – continuando a fingermi Lily, la pseudoartista pseudofrancese, ovvio. Era intento a contrattare l’acquisto di una delle litografie più grandi fra quelle esposte, ma ha cortesemente messo da parte gli affari per scambiare due parole con me, anzi, col mio alter ego. Mi ha offerto un altro bicchiere di spumante e mi ha fatto scoprire un nuovo mondo. Parlando con quel distinto ma giovanile cinquantenne in giacca sartoriale e sneakers, ho scoperto che esistono case in cui al posto dell’imbarazzante e imbarazzato ritratto di famiglia fatto dal cugino aspirante fotografo, sopra il camino si può trovare un Mirò originale. Che alcuni mariti, all’anniversario, non si presentano con le rose del pakistano comprate di corsa al semaforo ma con uno scatto di Helmut Newton arrivato da New York. Ho finto di non stupirmi, come se anche nel mio bagno ci fosse un Pizarro, e, perseverando nel mio gioco di ruolo, gli ho chiesto un consiglio su quale litografia fosse più adatta a essere infiocchettata per il prossimo compleanno di maman. E devo essere stata abbastanza credibile perché il facoltoso mi ha preso sul serio, mi ha accompagnato al banco d’esposizione ed è stato allora che sì, ho tenuto un Picasso in mano!

Pochi minuti dopo il gioco è finito. La mia carrozza è tornata zucca, Lily è tornata Maria e io sono tornata a casa, nel mio monolocale con ai muri solo un paio di stampe Ikea.

Se siete interessati a vedere le chicche picassiane, o (beati voi!) a comprarle, vi ricordo che la mostra Picasso, capolavori incisori e litografici sarà visitabile fino al 30 marzo 2016, dal martedì al sabato, dalle 10.30 alle 19, presso la Deodato Arte in via Santa Marta 6 a Milano.