L’appuntamento con il Salone Internazionale del Libro di Torino si rinnova ogni anno a maggio al Lingotto Fiere: il complesso fu ricavato nell’area del celebre stabilimento Fiat, fra il 1915 e il 1922 da Giacomo Mattè Trucco, ammirato da Le Corbusier e nel 1985 trasformato da Renzo Piano in centro espositivo e commerciale. L’evento quest’anno si è tenuto dal 12 al 16 maggio, con tantissime novità.

Il Salone è in primo luogo la più grande libreria italofona del mondo. Uno sterminato scaffale nel quale il grande pubblico può fare scoperte sorprendenti, incontrare i titoli più belli e curiosi, i volumi introvabili e le ultime novità. Una vetrina dove gli editori piccoli e medi hanno la stessa visibilità dei big player e dove anche l’editoria locale può farsi conoscere oltre i confini del proprio territorio. Il Salone è al tempo stesso un vivace festival internazionale della cultura, un appuntamento che richiama appassionati da tutta Italia e da molti Paesi. Convegni, presentazioni, appuntamenti, dibattiti, spettacoli con premi Nobel, scrittori, scienziati, filosofi, storici, giornalisti, artisti. Lucide intelligenze del mondo contemporaneo, grandi interrogativi per comprendere le sfide della società in cui viviamo. Ogni anno un diverso tema conduttore, decine i filoni di approfondimento collaterali. Un confronto condotto sempre nello spirito del pluralismo, del rispetto e del dialogo fra le culture e le idee degli altri. Il Bookstock Village dedica un intero padiglione ai bambini e ai ragazzi dalla culla alla laurea. Giochi, incontri, laboratori, letture, animazioni, multimedialità. Perché insegnare ad amare la lettura fin dalla più tenera età è scommettere sui cittadini di domani e sulla possibilità di credere in una società migliore. Infine, il Salone, è anche il principale spazio di riferimento per gli operatori professionali del libro in Italia: editori, librai, bibliotecari, insegnanti, agenti, traduttori. L’International Book Forum è lo spazio dedicato allo scambio dei diritti di edizione, traduzione e trasposizione audiovisiva delle opere letterarie.

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LE ORIGINI: IL SALONE DEL LIBRO

L’idea di dedicare Salone del Libro nasce nel 1986 da due torinesi: il libraio Angelo Pezzana e l’imprenditore Guido Accorsero ed il primo Salone fu inaugurato il 18 maggio 1988 a Torino Esposizioni.

Il logo, un libro che si apre in modo accogliente come una porta, è disegnato da Armando Testa.

Fin dalla nascita il Salone del Libro si caratterizza per un tema annuale. Un filo conduttore che unisce i convegni più importanti e inaugura una tradizione che dura tuttora.

IL SALONE CRESCE E SI RINNOVA

Dal 2001 il Salone inaugura la tradizione di avere ogni anno un diverso Paese ospite d’onore, presente con un proprio ampio stand, autori ed editori, mostre, spettacoli, artisti, sguardi e approfondimenti sulla propria cultura materiale e immateriale.  Il nuovo riconoscimento per questo impegno giunge nel 2002. La manifestazione diventa Internazionale. Potenzia i suoi legami con i Paesi esteri e rafforza i settori rivolti agli operatori professionali con due nuove aree: l’International Book Forum, dedicato alla contrattazione dei diritti di edizione e traduzione, e il Book Film Bridge, per la trasposizione cinematografica e televisiva delle opere letterarie.

RITORNO AL FUTURO

Nel 2011 il Salone contribuisce al programma di celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia con la grande mostra 1861-2011. La mostra è presentata al Capo dello Stato al Quirinale e viene successivamente riallestita a Torino, Bari, Firenze, Palermo, Roma, Budapest.

Nel 2012 il Salone festeggia i suoi primi 25 anni con la mostra 1988-2012. La Città Visibile, che espone i 25 oggetti simbolo dell’identità e del cambiamento di Torino nel quarto di secolo del Salone. Fa il suo debutto il progetto Adapt Lab, per premiare le migliori sceneggiature tratte da libri che diventeranno opere cinematografiche.

Nel 2013 arriva Casa CookBook dedicata ai libri di cucina ed il Salone ha la propria App per smartphone e tablet.

Ed infine nel 2015 la novità è il format Crossover con i suoi incontri e laboratori dedicati all’incontro tra fumetto, graphic novel e letteratura.

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SALONE 2016: “VISIONI” E I SUOI OSPITI

Il titolo del XXIX Salone Internazionale del Libro è stato Visioni. Il suo filo conduttore vuole dare spazio alle esperienze di chi ha la capacità di guardare lontano, di darsi e vincere sfide che sembrano impossibili, di lavorare per il futuro attuando progetti forti, basati su una conoscenza vera, ma anche sul patrimonio letterario, artistico e filosofico che costituisce la nostra identità culturale, e dunque nell’indispensabile saldatura tra cultura scientifica e cultura umanistica.

Fra i testimonial di questa concreta capacità visionaria il fisico Roberto Cingolani, dal 2005 il brillante direttore dell’Istituto italiano di Tecnologia, centro avanzato di robotica e nanotecnologie.

Insieme a lui, Marino Golinelli, imprenditore farmaceutico di successo, Brunello Cucinelli, Carlo Rovelli, Guido Tonelli, Christophe Galfard, l’astronauta Samantha Cristoforetti presenta a Torino il libro Feltrinelli che ha dedicato ai ragazzi. Marco Malvaldi ci regala un excursus storico, dimostrando come scienza e poesia, da Omero e Borges, siano riusciti a mettere in campo un’alleanza profetica nell’antivedere le invenzioni più sofisticate (L’infinito a portata di mano, Rizzoli). Michel Serres è l’intramontabile maestro di un pensiero filosofico che sembra esaltarsi davanti alle sfide del futuro. Mentre Renato Bruni, dimostra che la natura è all’avanguardia nell’offrirci soluzioni efficaci, sostenibili e rivoluzionarie per il nostro futuro.

Carlo Ratti insegna al Mit di Boston, dove dirige il Senseable City Lab, e ha introdotto l’idea di un’«architettura che percepisce e risponde». Applica alla progettazione urbanistica e allo studio della mobilità urbana sofisticate tecnologie digitali «dal volto umano», studiandone l’interazione con l’ambiente e il tessuto sociale. In dialogo con lui Beppe Severgnini. Tra i visionari rientra a giusto titolo anche Carlo Petrini.

La visionarietà è una categoria che si può anche applicare anche a grandi fotografi, in grado di trasformare un’immagine in aperture concettuali che modificano la nostra percezione. È il caso di Oliviero Toscani.

La visionarietà non si applica solo al futuro. Ogni generazione è chiama a «rivedere», a riscrivere la propria storia con strumenti capaci di superare le metodologie tradizionali. Carlo Ginzburg ha applicato nuove fruttuose metodologie coniugando scienze umane, arti figurative e letteratura con un occhio speciale alle menzogne e alle violenze che avvelenano le società contemporanee. Così come visionari sono l’antropologo teorico dei non luoghi Marc Augè e l’architetto Stefano Boeri, autore di una delle case definite più belle del mondo e premiata con il Nobel dell’Architettura i due grattacieli del Bosco Verticale di Milano.

Tra gli ospiti internazionali del Salone 2016 spicca Shirin Ebadi, la prima donna musulmana a ricevere il Premio Nobel per la pace. Indomabile avvocato iraniano, si è sempre battuta per la difesa di donne e bambini dalle brutalità del regime e racconta in Finché non saremo liberi (Bompiani) una storia di coraggio e di ribellione. Grande attesa per l’americana Marilynne Robinson, vera icona nazionale cui ha reso omaggio Barack Obama in persona, rendendole visita a casa sua. La Robinson viene a ritirare il Premio Mondello Internazionale dalle mani di Michela Murgia, giudice monocratico.

Antoine Leiris è l’uomo che a Parigi ha perso la moglie nella strage del Bataclan. La sua lettera ai terroristi, Non avrete il mio odio, è diventata un libro ed esce presso Corbaccio. Ha scritto Massimo Gramellini: «Se ciò che chiamiamo Occidente ha un senso, questo senso palpita nelle parole con cui il signor Antoine Leiris si è rivolto ai terroristi».

La giapponese Marie Kondo è diventata un caso internazionale con il suo Il magico potere del riordino, proposta di un metodo insieme pratico e filosofico per mettere ordine nelle proprie cose e nella propria vita, che ha sinora coinvolto cinque milioni di persone.

Per la prima volta al Salone Muriel Barbéry dopo il successo di L’eleganza del riccio Clara Sánchez.

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Al solito molto nutrita la presenza degli scrittori italiani. Tra loro giovedì Claudio Magris e Erri De Luca. Venerdì Antonio Moresco, Roberto Costantini, Rosa Matteucci, Antonio Scurati, Francesca Paci, Elena Stancanelli. Sabato Roberto Saviano festeggia con Mondadori i dieci anni di Gomorra che torna in una nuova edizione aggiornata; Walter Veltroni (con Pippo Baudo e Chiara Gamberale), Dacia Maraini con il suo libro sul desiderio di paternità, Eugenio Scalfari, Antonio Manzini in dialogo con Alessandro Robecchi, Paolo Rumiz, Andrea Vitali (con il campione mondiale di bocce Mauro Roggero), Eraldo Affinati, Antonio Pennacchi, Simona Sparaco, Mario Baudino, l’attore Marco Bocci in veste di narratore delle periferie romane.

Domenica Corrado Augias dialoga con Aldo Schiavone a proposito di Cristo e Pilato, Beppe Severgnini nella veste di esperto viaggiatore, Donato Carrisi, Simonetta Agnello Hornby, Paola Mastrocola con Massimo Gramellini, Giovanni Floris narratore, Marcello Sorgi, Diego De Silva in un reading a due voci con Antonio Pascale, Giancarlo De Cataldo e Carlo Bonini sul passaggio delle storie criminali dal romanzo alla tv, Nadia Fusini, Hans Tuzzi, Caterina Bonvicini, Romana Petri, Massimo Carlotto, Mariapia Veladiano, Gianni Farinetti, Giordano Meacci, Carmine Abate. Lunedì Bruno Arpaia, Vittorino Andreoli, Paolo Pejrone, Giancarlo Caselli. E un pomeriggio all’insegna del calcio, che vede in scena una nutrita pattuglia di juventini storici (Trapattoni, Causio, Tardelli, Gentile, Marchisio) e torinisti.

Alberto Angela racconta le meraviglie di San Pietro. Lo chef Antonino Cannavacciuolo, ormai assurto a star, le emozioni che si possono creare in cucina tra Nord e Sud. E poi il grande ritorno del Premio Nobel per la Letteratura Dario Fo, che ha appena festeggiato novanta splendidi anni, con il suo nuovo libro-intervista Dario e Dio (Guanda). Con lui Giuseppina Manin.