L’ultimo film di Keira Knightley in costume s’intitola Colette e narra la vita dell’omonima scrittrice. Inizia con la frequentazione tra Colette e Willy, imprenditore letterario e noto seduttore. Continua con il loro matrimonio, per focalizzarsi in seguito sull’interesse per la scrittura manifestato dalla giovane donna. Questa scrittrice, come molte altre, per gran parte della sua carriera letteraria non ha potuto firmare con il proprio nome le sue creazioni letterarie.

Colette, si è così unita al vasto gruppo delle scrittrici sotto falso nome. Sono molte le autrici che, in passato, sono state costrette a utilizzare pseudonimi.

Jane Austen: “A lady”

Ragione e sentimento fu il primo dei suoi libri a essere pubblicato, nel 1811, anonimamente e a sue spese. L’autore dichiarato era semplicemente “A lady”. In seguito anche tutti gli altri romanzi vennero pubblicati in forma anonima.  Nei primi decenni dell’800, circa il sessanta per cento dei romanzi scritti sia da maschi sia da femmine veniva infatti pubblicato privo del nome dell’autore in copertina. È probabile che nel caso della Austen l’anonimato dipendesse dalla sua volontà e dal suo carattere schivo di fronte alla notorietà. Ma anche dai limiti che la società dell’epoca imponeva alle donne. Impedendo loro di divenire personaggi pubblici e di esporsi al di fuori del mondo casalingo e familiare.

Le sorelle Brontë: “I fratelli Bell”

Le sorelle Brontë si firmarono nelle loro opere letterarie come “I fratelli Bell”. Così Charlotte divenne Currer Bell, Emily Ellis Bell e Anna Acton Bell. Nel 1846 pubblicarono insieme un volume contenente le loro poesie, ma non riscosse un particolare successo. L’anno successivo pubblicarono ognuna un romanzo: Jane Eyre, Cime Tempestose e Agnes Grey.

Charlotte motivò la loro scelta di anonimato:

“Avverse alla pubblicità personale, abbiamo velato i nostri propri nomi sotto quelli di Currer, Ellis e Acton Bell; la scelta ambigua è dettata da una sorta di scrupolo di coscienza, assumendo nomi di battesimo positivamente maschili, noi non ci dichiariamo donne, anche perché ciò che scriviamo non vogliamo che venga fatto rientrare sotto un’etichetta. Vogliamo evitare il pregiudizio”.

Colette: “Willy”

Sidonie-Gabrielle Colette fu una donna libera ed emancipata che scrisse una serie di romanzi che hanno come protagonista Claudine e narrano storie disinibite dal punto di vista sessuale. Questi romanzi per molti anni riportarono sulla copertina il soprannome del marito, Willy. Ciò accadde poiché le convenzioni dell’epoca probabilmente non avrebbero permesso una risposta così massiccia a un’autrice donna che scriveva storie libere da pregiudizi. Il lungo e faticoso atto di appropriazione delle sue opere letterarie ha segnato una svolta nel mondo della letteratura al femminile, rendendo Colette un vero mito nazionale in tutta la prima metà del Novecento.

Ancora oggi le scrittrici donne incontrano spesso maggiori difficoltà nella pubblicazione delle loro opere o sono incoraggiate a utilizzare pseudonimi maschili o altri accorgimenti per celare la propria identità come Joanne Kathleen Rowling.