Prima di parlare di Spazi 2018, è necessario soffermarsi sulla loro mancanza, sul nonluogo.

Il nonluogo indica due concetti complementari ma distinti. Da una parte, quegli spazi costruiti per un fine ben specifico come i luoghi di trasporto, transito, commercio, tempo libero e svago. Dall’altra, il rapporto che viene a crearsi fra gli individui e quegli stessi spazi. Il termine fu introdotto dall’antropologo francese Marc Augè nel 1992.

Il viaggiatore di passaggio, nei non luoghi, è smarrito in un paese sconosciuto.

Si ritrova solamente nell’anonimato delle autostrade, delle stazioni di servizio e degli altri nonluoghi.

Il rapporto fra nonluoghi e i suoi abitanti avviene solitamente tramite simboli come i cartelli strada, le insegne, gli annunci della stazioni. L’essere umano nel nonluogo perde tutte le sue caratteristiche e i ruoli personali per continuare a esistere solo ed esclusivamente come cliente o fruitore.

Le nostre città metropolitane, così come gli abitanti di queste città, da molti anni vanno alla ricerca di una propria voce e identità. Torino, città sabauda ed esoterica, cerca oggi un riscatto, dopo il boom industriale, grazie alle Fondazioni d’Arte, il cinema indipendente di Ginevra Elkann e la musica, molti cantautori vivono, scrivono e compongono a Torino, dai Subsonica a Levante passando per Cosmo.

Venezia si afferma per il Festival del Cinema concluso da poco, la Biennale d’Arte e quella di Architettura. Bologna, la grassa e la dotta, sta attraversando un periodo felice grazie al turismo, alla cucina le piazze, i portici. Grazie a Andrea Pazienza, Francesca Alinovi, ma anche Francesco Guccini e Luca Carboni. La lista comunque è lunga e, ammettiamolo, l’Italia è un paese bellissimo.

E Milano dove va? Bhe Milano va ovunque, ecco dove va.

Milano è la città più orientata al futuro, Milano guarda e va ovunque. Milano affonda le radici nella tradizione del Cenacolo Vinciano e nello Sposalizio della Vergine e poi ti stravolge i sentimenti con Fondazione Prada e la sua ricerca virata tutta al contemporaneo. A Milano troviamo nonluoghi che si fanno luoghi, studio, casa, atelier. Come Mare Culturale Urbano, Base, Hangar Bicocca e la Fabbrica del Vapore. Ed è proprio qui che, dal 5 al 7 ottobre, sarà ospitato uno dei progetti e programmi d’arte contemporanea e interazione più interessanti dell’autunno: Spazi.

Spazi 2018 è un festival dislocato per tutti i luoghi più strategici di Milano. Un Festival di project space milanesi che sarà diffuso in tutta la città e avrà il suo cuore nella Sala delle Colonne.

É un progetto finalizzato alla valorizzazione delle realtà indipendenti e no-profit che attraverso la propria attività promuovono la diffusione dell’arte contemporanea in Italia e all’estero. Co-organizzato con il Comune di Milano Area Giovani, Università e Alta Formazione e coordinato da Marco Roberto Marelli con la collaborazione di Irene Angenica, Andrea Lacarpia e Dario Moalli.

Spazi nasce nel 2015 da un’iniziativa di Andrea Lacarpia come osservatorio dedicato alle varie forme progettuali sviluppate negli ultimi anni da project space, spazi indipendenti, artist run spaces, collettivi.

Un progetto fluido, liquido, una rete che agevola il dialogo tra le nuove realtà e il pubblico, i fruitori e gli abitanti.

L’arte contemporanea viene indagata in relazione all’ambiente come testimonianza del nostro tempo, della nostra era e della nostra società flessibile, incerta e dinamica. Una società che cerca una voce propria e una identità che non vuole essere unica, ma che si fa contaminare delle culture, dalle esperienze di chi la produce, di chi la promuove e di chi ne gode.

L’edizione 2018 si concentrerà sul contesto milanese. Ponendosi come evento diffuso, coordinando un’apertura straordinaria delle realtà attive nel tessuto urbano e organizzando una serie di incontri, tavole rotonde e talk di approfondimento.

Da sabato 5 a domenica 7 ottobre tutti i project space saranno aperti al pubblico dalle ore 18 alle 21.

Una mappa con informazioni sintetiche su ogni spazio e il relativo progetto faciliterà i visitatori nell’individuazione dei luoghi. Ogni project space sarà libero di presentare un evento già in corso o di inaugurare un nuovo momento espositivo in concomitanza con il festival.

I project space che parteciperanno al festival sono: 14 mq – spazio cavo, ASSAB ONE, Cabinet, CasaCiccaMuseum, CIRCOLOQUADRO arte contemporanea, Dimora Artica, ERRATUM, GAFFdabasso, MOOR, Rehearsal Project + Current, SpazioFico, Spazio Gamma, Studioeo, Uno a Uno project, Vegapunk.

La Sala delle Colonne della Fabbrica del Vapore ospiterà Diorama edizioni, Galleria Inconsueta, Porto dell’Arte e SkiesLab, laboratorio curatoriale con Bite the Saurus, Giulia Colletti e Claudia Contu, coordinato da Dario Moalli.

Immaginate una città di Milano cambiata nella forma, nello stile. Una città in continua evoluzione architettonica e artistica come le Città Invisibili di Italo Calvino. Dove le uniche regole sono la creatività e la sperimentazione di linguaggi non convenzionali che solo l’arte contemporanea può adottare. Milano è la città che forse più di tutte si mostra come dispersiva, tra fermate del tram, stazioni e metropolitana, eppure è quella che al meglio riesce a raccontare di sé al mondo.