Steve McCurry a Milano, finalmente. Il fotografo è arrivato, sta nella nuova sezione del Mudec, quella dedicata alla fotografia. Con una mostra che non è affatto come vi immaginavate. Perché Steve McCurry a Milano non ci è arrivato da solo. Novello Noè, ha portato con sé una numerosa sfilza di amici a quattro zampe – e a 2 ali, e striscianti. Il risultato è l’esposizione Animals, visitabile fino al 31 marzo.

Steve McCurry è arcinoto, per arcimotivi.

Lo conosciamo perché con i suoi scatti ha riempito le più belle pagine del National Geographic. Perché le sue foto di guerra hanno vinto premi mondiali. Lo ricordiamo per il ritratto di quella velata ragazzina dagli incantevoli occhi. E per l’estroso uso di Photoshop con tutte le critiche conseguenti.

Al Ahmadi, Kuwait, 1991, ©Steve McCurry

Quel che non sapevamo di lui, è che è un ritrattista a tutto tondo. Capace di immortalare non solo uomini ma anche i loro fedeli amici a quattro zampe. Non solo cani, anche se ci sono pure quelli. La mostra Animals raccoglie gli scatti che McCurry ha dedicato agli animali incontrati nei suoi numerosi viaggi in giro per il mondo. Dal 1992 a oggi. Animali selvaggi e bestie addomesticate. Animali sofferenti e cuccioli coccolati. Immagini che mostrano il modo in cui l’essere umano si rapporta all’essere animale. Viziandolo come un figlio, utilizzandolo come strumento di lavoro, giocandoci come si fa con un amico. E, a volte, sfruttandolo fino a ucciderlo.

Nelle 60 immagini esposte, gli Animals ritratti subiscono inermi l’inquinamento, il cambiamento climatico, la guerra. Foto a tratti crudeli, ma mai crude. Perché il talento di McCurry sta nel dare alla realtà la sembianza di una fiaba, bella o brutta che sia. I suoi ritocchini permettono di guardare negli occhi la crudeltà senza uscirne troppo ammaccati. Il fascino alterato dei colori crea uno schermo che rende l’inenarrabile piacevole da ascoltare, e guardare.

Chiang Mai, Thailand, 2010, ©Steve McCurry

Ecco perché vi consiglio di andare al Mudec a visitare Animals di Steve McCurry. Non perché sia la mostra dell’anno, né del mese. Non perché sarà in grado di aprirvi gli occhi o mostrarvi ciò che di solito non avete il coraggio di guardare. Se ve la consiglio è perché Animals è una raccolta di foto bellissime. L’antologia di un talento, non sincero e schietto, ma comunque irresistibile.